Il personaggio
Morto Igor Protti, l’annuncio della famiglia e il suo ultimo messaggio: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale»
L’ex bomber del Livorno ha chiesto che venisse condiviso pubblicamente un suo saluto rivolto alla famiglia e ai tifosi che nei mesi della malattia gli sono stati accanto
LIVORNO. «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale». Comincia così il messaggio triste e doloroso che Igor Protti ha chiesto che venisse condiviso, pubblicamente, dopo la sua morte. Un messaggio che stamani, è stato diffuso dalla famiglia sui profili social dell’ex bomber, scomparso a 58 anni a causa di un tumore al colon contro cui combatteva da quasi un anno. Un ultimo saluto quello di Protti rivolto a chi gli è stato accanto nei mesi durissimi della malattia: per la sua famiglia, che definisce «meravigliosa», per tutti i tifosi delle diverse squadre in cui ha giocato da Messina a Bari, dalla Lazio al Napoli, poi Reggiana e Livorno.
Il messaggio di Protti
«Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo:
"Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato”. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”».
L’ultimo saluto
«Per chi volesse porgere l'ultimo saluto dalle 15 di oggi (19 giugno, ndr) si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, via della Rimembranza», ha precisato la famiglia. L'ultima apparizione in pubblico di Protti è stata a fine maggio, quando ha commosso tutti accompagnando la figlia all'altare, visibilmente "segnato" a causa della malattia. Una battaglia che aveva voluto rendere in qualche modo anche pubblica, raccontando la sofferenza e il dolore senza perdere mai il coraggio.
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