Crociere e commercio, la vera sfida è far crescere Livorno come destinazione
Confesercenti Livorno: «Ogni passeggero che sbarca rappresenta un'opportunità per commercio, servizi e turismo. Ora serve una strategia condivisa per valorizzare il territorio»
LIVORNO. Le previsioni per la stagione crocieristica confermano Livorno tra gli scali più dinamici del Mediterraneo, con un numero crescente di approdi e centinaia di migliaia di passeggeri attesi nel corso dell'anno. Un risultato che testimonia la competitività del porto e il lavoro svolto dagli operatori del settore.
Ma accanto alla soddisfazione per questi dati emerge una riflessione sempre più attuale: come trasformare il successo delle crociere in un'opportunità concreta per il commercio, il turismo e l’economia cittadina?
Ne parliamo con il direttore di Confesercenti Provinciale Livorno Alessandro Ciapini, che invita a rafforzare il legame tra porto e città affinché Livorno sia sempre più percepita non soltanto come punto di partenza per altre destinazioni toscane, ma come meta da scoprire e vivere.
I numeri delle crociere a Livorno continuano a crescere. Che valutazione dà Confesercenti?
«I dati sono certamente positivi e confermano il ruolo sempre più centrale di Livorno nel panorama crocieristico del Mediterraneo. Dietro questi numeri c'è il lavoro del porto, delle istituzioni, del terminal e delle compagnie di navigazione. Ma oggi la vera domanda non è soltanto quanti crocieristi arrivano, bensì quanto valore riesce a trattenere il territorio. È su questo che dobbiamo concentrarci».
Cosa intende quando parla di valore per il territorio?
«Ogni nave che attracca porta migliaia di persone con capacità di spesa e interesse per le eccellenze locali. Una parte consistente dei passeggeri visita Firenze o Pisa, ma Livorno deve riuscire a intercettare una quota crescente di questi flussi. Significa più opportunità per negozi, pubblici esercizi, mercati, operatori turistici, taxi, servizi e attività culturali. Le crociere possono diventare un importante motore di sviluppo per l'intera economia urbana».
Livorno rischia ancora di essere soprattutto una città di transito?
«Questo rischio esiste e non dobbiamo nasconderlo. Per anni Livorno è stata percepita come punto di accesso ad altre destinazioni toscane. Oggi, però, la città possiede tutte le caratteristiche per proporsi come meta autonoma: il patrimonio storico legato ai Medici, il quartiere della Venezia, il Mercato Centrale, il lungomare, la tradizione enogastronomica e la cultura dell'accoglienza. Occorre trasformare queste potenzialità in un'offerta sempre più visibile e organizzata. L’amministrazione sta facendo un grande lavoro da questo punto di vista. Per fare un esempio non avevo mai visto così tanta gente per la Coppa Barontini; questo significa che Livorno sta crescendo molto anche grazie alla sua promozione».
Quali sono le priorità dal punto di vista del commercio?
«La prima è migliorare il collegamento tra porto e città, rendendo semplice e immediato raggiungere il centro. La seconda riguarda il coordinamento dell'offerta commerciale nei giorni di maggiore afflusso. La terza è la promozione di percorsi esperienziali che uniscano shopping, prodotti tipici, cultura e gastronomia. Il crocierista di oggi cerca autenticità e qualità, e Livorno ha molto da offrire sotto questo profilo».
Quale ruolo può svolgere Confesercenti?
«Come associazione siamo pronti a collaborare con Autorità di Sistema Portuale, Comune, terminalisti e operatori turistici per costruire progetti concreti. Pensiamo a iniziative di accoglienza, percorsi commerciali dedicati, strumenti digitali multilingue e campagne di promozione rivolte ai visitatori. La crescita delle crociere rappresenta un'opportunità che riguarda tutta la città e richiede una visione condivisa».
Qual è il messaggio finale che vuole lanciare?
«Livorno sta vivendo una fase importante di crescita nel settore crocieristico. Ora dobbiamo compiere un ulteriore passo in avanti: passare dalla logica dei grandi numeri a quella della qualità dell'impatto economico sul territorio. Se riusciremo a fare sistema, le crociere non saranno soltanto un successo per il porto, ma un'opportunità concreta per il commercio, il turismo e l'intera economia cittadina».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
