Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Crociere e commercio, la vera sfida è far crescere Livorno come destinazione

di Iacopo Simoncini

	Alessandro Ciapini
Alessandro Ciapini

Confesercenti Livorno: «Ogni passeggero che sbarca rappresenta un'opportunità per commercio, servizi e turismo. Ora serve una strategia condivisa per valorizzare il territorio»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Le previsioni per la stagione crocieristica confermano Livorno tra gli scali più dinamici del Mediterraneo, con un numero crescente di approdi e centinaia di migliaia di passeggeri attesi nel corso dell'anno. Un risultato che testimonia la competitività del porto e il lavoro svolto dagli operatori del settore.

Ma accanto alla soddisfazione per questi dati emerge una riflessione sempre più attuale: come trasformare il successo delle crociere in un'opportunità concreta per il commercio, il turismo e l’economia cittadina?

Ne parliamo con il direttore di Confesercenti Provinciale Livorno Alessandro Ciapini, che invita a rafforzare il legame tra porto e città affinché Livorno sia sempre più percepita non soltanto come punto di partenza per altre destinazioni toscane, ma come meta da scoprire e vivere.

I numeri delle crociere a Livorno continuano a crescere. Che valutazione dà Confesercenti?

«I dati sono certamente positivi e confermano il ruolo sempre più centrale di Livorno nel panorama crocieristico del Mediterraneo. Dietro questi numeri c'è il lavoro del porto, delle istituzioni, del terminal e delle compagnie di navigazione. Ma oggi la vera domanda non è soltanto quanti crocieristi arrivano, bensì quanto valore riesce a trattenere il territorio. È su questo che dobbiamo concentrarci».

Cosa intende quando parla di valore per il territorio?

«Ogni nave che attracca porta migliaia di persone con capacità di spesa e interesse per le eccellenze locali. Una parte consistente dei passeggeri visita Firenze o Pisa, ma Livorno deve riuscire a intercettare una quota crescente di questi flussi. Significa più opportunità per negozi, pubblici esercizi, mercati, operatori turistici, taxi, servizi e attività culturali. Le crociere possono diventare un importante motore di sviluppo per l'intera economia urbana».

Livorno rischia ancora di essere soprattutto una città di transito?

«Questo rischio esiste e non dobbiamo nasconderlo. Per anni Livorno è stata percepita come punto di accesso ad altre destinazioni toscane. Oggi, però, la città possiede tutte le caratteristiche per proporsi come meta autonoma: il patrimonio storico legato ai Medici, il quartiere della Venezia, il Mercato Centrale, il lungomare, la tradizione enogastronomica e la cultura dell'accoglienza. Occorre trasformare queste potenzialità in un'offerta sempre più visibile e organizzata. L’amministrazione sta facendo un grande lavoro da questo punto di vista. Per fare un esempio non avevo mai visto così tanta gente per la Coppa Barontini; questo significa che Livorno sta crescendo molto anche grazie alla sua promozione».

Quali sono le priorità dal punto di vista del commercio?

«La prima è migliorare il collegamento tra porto e città, rendendo semplice e immediato raggiungere il centro. La seconda riguarda il coordinamento dell'offerta commerciale nei giorni di maggiore afflusso. La terza è la promozione di percorsi esperienziali che uniscano shopping, prodotti tipici, cultura e gastronomia. Il crocierista di oggi cerca autenticità e qualità, e Livorno ha molto da offrire sotto questo profilo».

Quale ruolo può svolgere Confesercenti?

«Come associazione siamo pronti a collaborare con Autorità di Sistema Portuale, Comune, terminalisti e operatori turistici per costruire progetti concreti. Pensiamo a iniziative di accoglienza, percorsi commerciali dedicati, strumenti digitali multilingue e campagne di promozione rivolte ai visitatori. La crescita delle crociere rappresenta un'opportunità che riguarda tutta la città e richiede una visione condivisa».

Qual è il messaggio finale che vuole lanciare?

«Livorno sta vivendo una fase importante di crescita nel settore crocieristico. Ora dobbiamo compiere un ulteriore passo in avanti: passare dalla logica dei grandi numeri a quella della qualità dell'impatto economico sul territorio. Se riusciremo a fare sistema, le crociere non saranno soltanto un successo per il porto, ma un'opportunità concreta per il commercio, il turismo e l'intera economia cittadina».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Politica

Serena Bulleri vince il ricorso ed entra in consiglio regionale con FdI: esce Marco Guidi – La reazione: «Nessun atto infame toglie un grande risultato»

di Redazione web
Speciale Scuola 2030