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Livorno, nuove rotatorie e semafori a tratti: il piano del Comune contro gli incroci caos

di Claudia Guarino

	Traffico a rilento nella zona dei Quattro Mori
Traffico a rilento nella zona dei Quattro Mori

C’è l’ok della giunta al documento con le linee guida per gestire il traffico. L’assessora Cepparello: «Il cuore di questo lavoro è la ricerca di sicurezza»

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LIVORNO. Semafori alla rotatoria dei Quattro Mori e lo spegnimento, nelle ore di punta, del semaforo pedonale in piazza Mazzini. E poi, ancora, rimodulazione delle corsie di marcia in via Grande, creazione di una rotatoria all’incrocio al cimitero della Misericordia e il cambio del senso di marcia sui controviali del viale Carducci. In aggiunta, istituzione di nuove zone 30 e attivazione di 12 nuove telecamere ai varchi delle Zone a traffico limitato, in primis quelle all’ingresso del quartiere Venezia, ma anche in corso Amedeo e in via del Fante.

Nelle 283 pagine di cui si compone la relazione tecnica che costituisce il cuore del nuovo piano del traffico c’è questo e altro. L’atto, adottato di recente dalla giunta comunale, dovrà poi passare al vaglio della commissione competente e del consiglio comunale. Ed è bene dirlo subito: non si tratta di un progetto nel senso amministrativo del termine. Questo è vero perché per attuare i singoli interventi serviranno singoli progetti pensati ad hoc. Ma il piano del traffico è comunque un orizzonte pratico su cui si muoverà l’amministrazione per intervenire sulla viabilità cittadina.

«Chiaramente non sarà possibile fare tutto e subito - spiega l’assessora alla Mobilità Giovanna Cepparello - alcuni interventi (per esempio l’istituzione di uno stop o la ritaratura di un semaforo, ndr) sono semplici, altri richiedono maggior impegno e il reperimento di finanziamenti. Perciò presto ci metteremo al tavolino per definire tempi e per cercare risorse. Resta il fatto che il nostro piano del traffico era fermo al 2000. Dunque era necessario elaborarne uno nuovo». Ma andiamo con ordine.

La sicurezza

Cepparello dice che «il cuore di questo piano (che si basa su elaborazioni della società Sintagma ndr) è la sicurezza. Uno studio fatto da Sisplan sugli incidenti in città dal 2017 al 2023 ha permesso di individuare 17 incroci e 8 aste (strade, ndr) considerati critici. In questi punti sono stati effettuati sopralluoghi e per ciascuno di essi il piano del traffico propone una o più contromisure. Questa sezione rappresenta un patrimonio prezioso che guiderà l’amministrazione verso la programmazione dei singoli interventi».

I punti critici

Tra i nodi individuati c’è, per esempio, l’incrocio tra via Grande e gli Scali Cialdini, in corrispondenza della rotatoria dei Quattro Mori: una di quelle che storicamente crea problemi di ingorghi. In questo caso il piano del traffico propone «una variazione della geometria delle rotatoria - si legge nell’atto - mediante l’allargamento dell’aiuola centrale. Potrebbe poi essere spostato l’attraversamento pedonale a nord». Altri punti considerati critici sono, per esempio, piazza della Repubblica, specialmente all’incrocio con via de Larderel; l’incrocio tra viale Carducci, viale Ippolito Nievo e viale Alfieri; l’incrocio tra viale Alfieri e viale Petrarca; la rotatoria verso Parco Levante; l’incrocio accanto al cimitero della Misericordia; la rotatoria davanti Barriera Margherita; piazza Roma; viale Italia e Rotonda d’Ardenza e l’asse che va dalla rotatoria del Nautico a piazza Mazzini. Spesso le ipotesi di intervento prevedono l’installazione di un segnale di stop al posto del dare precedenza oppure il cambio nell’organizzazione dei semafori. Altre volte gli interventi previsti sono più impattanti e alcune delle ipotesi più "sostanziose" sono riassunte nei box presenti in pagina.

Zone 30

Ma non si parla solo di incroci. Il piano del traffico, infatti, passa in rassegna le 25 zone 30 di cui si considera la città abbia bisogno. «La totalità delle zone - si legge nell’atto - copre una superficie di circa 6, 15 chilometri quadrati ed è distribuita su tutto il territorio cittadino». Di queste sono state individuate 7 zone prioritarie: Garibaldi, Soffredini, Scali Manzoni, Borgo San Jacopo, Villa Maria, Villa Fabbricotti e Scopaia. Molte zone 30, lo ricordiamo, in città esistono già.

Mappa delle Ztl

Per quanto riguarda invece le Zone a traffico limitato il piano, si legge nella relazione di Sintagma, «individua come intervento prioritario l’estensione e il completamento del sistema di controllo elettronico degli accessi. L’attuale discrepanza tra il numero totale di varchi e quelli effettivamente monitorati limita l’efficacia della regolazione dei flussi e il contrasto sistematico agli accessi non autorizzati». Viene quindi suggerito «il completamento del controllo elettronico di tutti gli accessi in ingresso non sorvegliati». Misura della cui introduzione, per inciso, si parla da anni. «La mappa dei varchi Ztl sui quali dobbiamo installare le telecamere - sottolinea Cepparello - ci permetterà di ottenere più facilmente l’autorizzazione dal Ministero e, quindi, per noi ha un grande valore».

Classificazione strade

Nel piano del traffico, inoltre, alcune strade della città vengono riclassificate (e questa misura diventa operativa con l’approvazione del piano non servono altri progetti) secondo le categorie locali, di quartiere, di interquartiere, scorrimento). «In particolare - spiega l’assessora alla Mobilità - strade come via dell’Ardenza e via Mondolfi diventano di interquartiere (erano strade di scorrimento). E questo permetterà di realizzare interventi di mitigazione della velocità, come attraversamenti rialzati, ad Ardenza Terra e ad Antignano». Così come i residenti di questi quartieri chiedono da parecchio tempo. Adottato dalla giunta, «ora - conclude Cepparello - per il piano del traffico c’è il passaggio, importantissimo, in consiglio comunale».

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