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Da Livorno alla laurea alla Naba di Milani, la ex liceale artista nei nuovi circuiti internazionali

Da Livorno alla laurea alla Naba di Milani, la ex liceale artista nei nuovi circuiti internazionali

Sua anche un'installazione fatta alla spiaggia del castel Sonnino: "Il luogo diventa parte attiva nella costruzione dell'esperienza percettiva"

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LIVORNO Dalla formazione al liceo Artistico “Francesco Cecioni” fino alla dimensione internazionale della Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, il percorso di Giorgia Checcucci si sta affermando come una delle esperienze emergenti della giovane ricerca artistica contemporanea italiana, mantenendo un forte legame con Livorno e con i paesaggi che alimentano la sua pratica.

L’artista ha recentemente concluso il corso internazionale in lingua inglese Painting and Visual Arts presso Naba conseguendo la laurea con il massimo dei voti (110 e lode).

La tesi, sviluppata attraverso un progetto installativo di ricerca, ha inoltre ricevuto un riconoscimento speciale da parte della commissione accademica per il valore sperimentale del lavoro.

Nel corso degli studi, Giorgia Checcucci ha svolto uno stage curriculare presso Triennale Milano tra settembre e dicembre 2025, esperienza che ha contribuito ad approfondire il dialogo tra pratica artistica, spazio espositivo e ricerca curatoriale.

Parallelamente all’attività accademica, l’artista è stata selezionata per partecipare alla mostra internazionale Sauna, ospitata nel distretto di Milano Bicocca tra dicembre 2025 e gennaio 2026. In quell’occasione è stata presentata come “giovane artista internazionale” attraverso l’installazione Maya, opera che sintetizza la direzione della sua ricerca e che ha trovato successivamente una prima collocazione sperimentale anche a Livorno, negli spazi della spiaggia di Castel Sonnino.

L’opera nasce da un’indagine sviluppata attraverso materiali, immagini e memorie raccolte in tre luoghi profondamente legati alla costruzione identitaria dell’artista — Cave del Predil, Livorno e Milano — trasformati in ambienti percettivi capaci di mettere in relazione esperienza personale, paesaggio e trasformazione della materia.

Da maggio a ottobre 2026, Maya sarà inoltre esposta a Roma all’interno di un progetto dedicato alla ricerca contemporanea presso Bosco di Alberico, nell’area dell’Appia Antica, dove prenderà forma una galleria diffusa “en plein air” dedicata al dialogo tra arte, natura e sperimentazione.

«La mia ricerca artistica si sviluppa come un’indagine sulla relazione tra percezione, materia e ambiente - spiega Giorgia Checcucci - . Attraverso materiali instabili e processi di stratificazione cerco di interrogare il rapporto tra memoria, trasformazione e presenza fisica dello spazio. Il luogo diventa così parte attiva nella costruzione dell’esperienza percettiva».La pratica dell’artista si muove tra installazione, percezione spaziale e sperimentazione materica, mantenendo una forte attenzione al rapporto tra territorio, memoria e dimensione fisica dell’esperienza contemporanea. Il percorso di Checcucci contribuisce oggi a proiettare Livorno all’interno delle nuove reti della ricerca artistica contemporanea, portando il paesaggio, l’identità e la memoria del territorio in contesti espositivi e culturali di respiro internazionale. 



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