Il delitto
Livorno, riprende col cellullare l’aggressione a una donna: 50enne massacrato di botte
Accerchiato e pestato alla Guglia da due uomini: li stava filmando col cellulare mentre picchiavano una giovane. Il fatto è avvenuto sotto l’obelisco
LIVORNO. Con il cellulare stava registrando un video a due persone che stavano importunando e prendendo a schiaffi una donna. Poi è stato insultato e picchiato brutalmente: buttato a terra e preso a calci, con la stessa giovane poco prima aggredita che ha esortato gli altri a rubargli il telefonino.
Choc attorno alle 9 di ieri mattina, domenica 12 aprile, in piazza Barriera Garibaldi, alla Guglia, dove un cinquantenne livornese è finito al pronto soccorso dopo aver girato il filmato in mezzo alla strada. Aveva deciso di non voltarsi dall’altra parte, volendo documentare le violenze ai danni della ragazza per poi consegnare tutto alle forze dell’ordine. Gli altri - tre persone appunto, due uomini e una donna, sicuramente amici o comunque conoscenti - lo hanno visto, inseguito e massacrato di botte. L’obiettivo: togliere le prove di quanto accaduto, dato che la donna - che anziché ringraziarlo ha preso le parti dei violenti - lo ha detto esplicitamente, almeno secondo il racconto della vittima.
Le botte
La violenza si è scatenata proprio sotto l’obelisco, dove c’è la fermata dell’autobus. Uno degli aggressori sarebbe straniero, forse tunisino stando al racconto del cinquantenne. Dopo essere stato spinto a terra, è stato preso a calci. Per fortuna è poi riuscito a scappare verso il circolo Arci "Nuovo Divo Demi", dove è stato soccorso dagli avventori, sottraendosi alla rabbia dei tre, che a quel punto sono scappati.
Il soccorso
L’uomo è socio del circolo, un’istituzione nel quartiere. È cliente abituale, là lo conoscono tutti ed è una persona benvoluta e rispettata, che mai nessun problema ha creato. E meno male che il bar era aperto, come sempre: i soci, vedendolo arrivare in quelle condizioni, lo hanno immediatamente assistito, rifocillandolo. «Lo conosciamo, una bravissima persona - spiega la volontaria dell’Arci, Chiara Macchi - e voglio sottolineare che il circolo, con quanto accaduto, non c’entra niente. Anzi: meno male che ci siamo ed eravamo come sempre aperti. Siamo un presidio in quella zona». La presenza dei soci ha fatto sì che i malviventi sparissero immediatamente. E il cinquantenne è così riuscito a conservare il cellulare con cui aveva ripreso l’aggressione alla donna, ora utile per gli inquirenti che dovranno fare luce sull’accaduto.
Dal "Nuovo Divo Demi" è quindi subito partita la chiamata al 112, con l’arrivo sul posto di un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca. I poliziotti lo hanno ascoltato e acquisiranno il filmato da lui registrato. Sul momento il cinquantenne ha preferito non recarsi in ambulanza al pronto soccorso di viale Vittorio Alfieri, ma è andato comunque a farsi refertare poco dopo autonomamente. Poi sporgerà querela negli uffici di viale Boccaccio.
Le indagini
A procedere nelle indagini saranno i colleghi della Squadra mobile di via Fiume, guidata dal vicequestore Riccardo Signorelli. Il filmato registrato dal cinquantenne, una volta acquisito agli atti, sarà il punto di partenza per cercare di identificare gli aggressori. Ma in zona vi sono anche delle telecamere, che potranno essere utilizzate come fonti di prova. Pubbliche, ma probabilmente anche private. Dopo che sporgerà querela, in ogni caso, il lavoro degli inquirenti entrerà nel vivo con l’obiettivo di dare un volto e un nome ai malviventi che lo hanno picchiato selvaggiamente solo perché lui, decidendo di non voltarsi dall’altra parte, aveva preso le difese di una donna immortalando l’aggressione con il cellulare per poi informare le forze dell’ordine.
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