Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta

Tentato omicidio a Livorno, Cifariello sapeva che la pistola era scarica? Ricorso al riesame

di Stefano Taglione
Il pronto soccorso di Livorno (foto d'archivio)
Il pronto soccorso di Livorno (foto d'archivio)

L’avvocata del quarantottenne arrestato al pronto soccorso ne chiederà la scarcerazione. Ha premuto il grilletto di un’arma rubata a una vigilante puntandola a un paziente

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LIVORNO. Verrà presentato il ricorso al riesame per chiedere la scarcerazione di Salvatore Cifariello, il quarantottenne napoletano arrestato mercoledì 18 marzo al pronto soccorso per tentato omicidio, rapina, lesioni e interruzione di pubblico servizio per aver sparato con una pistola scarica a un crocierista siciliano di circa 60 anni che aveva dato in escandescenze e stava umiliando le infermiere con frasi del tipo: «Andiamo sulla barella che così ti sc...».

L’uomo, un clochard segnalato da mesi come presenza molesta nei vari padiglioni dell’ospedale, solo l’anno scorso si sarebbe reso protagonista di 120 accessi impropri al triage. Era lì anche mercoledì scorso, attorno alle 23, quando – è stata la sua ricostruzione davanti al giudice per le indagini preliminari, che ne ha poi disposto la custodia cautelare alle Sughere – due infermiere gli avrebbero chiesto aiuto per fronteggiare quel paziente, soccorso su una nave da crociera perché in escandescenze e molesto nei confronti delle donne e, al pronto soccorso, nelle stesse condizioni e protagonista di una serie di insulti sessisti alle donne in servizio nel reparto.

Cifariello, a questo punto, è entrato in azione. Sostituendosi di fatto alla forza pubblica, iniziando a litigare con il sessantenne siciliano e colpendolo. Poi, dopo l’arrivo di una guardia giurata intervenuta per riportare la calma, ha sfilato la pistola dalla fondina della vigilante e ha premuto il grilletto puntando l’arma al crocierista. Il quarantottenne, al giudice, ha raccontato di «non voler uccidere» il paziente e di «sapere che la pistola era scarica».

In effetti, la vigilante, aveva sostituito poco prima il caricatore regolarmente carico con uno vuoto. Lo aveva fatto, stando a quanto appurato dal Tirreno, proprio per evitare rischi ulteriori, conoscendo molto bene Cifariello e il pericolo che potesse rubarle l’arma. In questo caso, l’addetta alla sicurezza, ha evitato una tragedia. L’uomo le ha sì sfilato la pistola, ma essendo scarica non ha potuto fare nulla ed è stato subito disarmato.

Ma il quarantottenne sapeva davvero che era scarica prima di sparare? Lui sostiene di sì. La guardia giurata ha raccontato di averglielo urlato. Ma ha avuto il tempo di comprenderlo, premendo quindi il grilletto solo perché sapeva di essere inoffensivo? «Volevo solo spaventarlo», le parole al giudice di Cifariello.

Le telecamere hanno ripreso tutto, registrando immagini e tempi di azione. Potranno fornire un quadro oggettivo di quanto accaduto, senza possibilità di interpretazioni. Nel frattempo l’avvocata Barbara Luceri, che assiste il quarantottenne arrestato, si prepara a chiedere la scarcerazione (tecnicamente la revoca o l’attenuazione della misura cautelare) con il ricorso al riesame. 




 

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