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Livorno, slitta la cittadinanza onoraria a Carlo Conti: il sindaco ritira l’atto in consiglio comunale

di Martina Trivigno

	Carlo Conti e Luca Salvetti
Carlo Conti e Luca Salvetti

Per Salvetti serve più tempo per il confronto: «La proposta deve essere spiegata meglio». Ma Forza Italia e Lega passano all’attacco

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LIVORNO. La cittadinanza onoraria di Livorno a Carlo Conti, reduce dalla conduzione del Festival di Sanremo, resta nel cassetto. Almeno per ora. La proposta di delibera della giunta è stata ritirata ieri mattina, giovedì 12 marzo, direttamente in aula dal sindaco Luca Salvetti durante la seduta del Consiglio comunale, prima ancora che si aprisse la discussione sul provvedimento inserito, in origine, al secondo punto all’ordine del giorno.

È stato lo stesso primo cittadino a chiedere al presidente del Consiglio comunale, Pietro Caruso, di applicare la procedura prevista dal regolamento per la sospensione dell’atto, rinviandone la trattazione. Un passaggio tecnico che, di fatto, ha tolto dal tavolo il voto e rimandato la partita alle prossime sedute. «C’è bisogno di spiegarlo meglio e ulteriormente alle forze d’opposizione», ha detto Salvetti, intervenendo in aula. La proposta, ha assicurato, tornerà comunque all’attenzione dell’assemblea civica: «Nel prossimo Consiglio o in quello dopo ancora».

La sospensiva è stata quindi messa ai voti e approvata con il sostegno della maggioranza: contrari, invece, i consiglieri del M5S e del gruppo misto, mentre si sono astenuti i consiglieri Costanza Vaccaro, Alessandro Guarducci e Carlo Ghiozzi. Un passaggio che però non ha spento la polemica politica, anzi. Proprio Guarducci e Ghiozzi — capigruppo rispettivamente di Forza Italia e Lega — hanno attaccato duramente il sindaco e la giunta parlando di «improvvisazione» e di un episodio che «rivela tutta la fragilità del metodo di governo dell’amministrazione».

In pratica, secondo quanto spiegato dai due consiglieri comunali, il primo cittadino avrebbe ritirato l’atto dopo essersi reso conto di non avere «i numeri necessari» per l’approvazione. Già nei giorni scorsi, era stata tiepida l’accoglienza da parte della commissione Affari istituzionali: l’atto ha ottenuto quattro voti favorevoli e cinque riserve di voto: è vero, la proposta è comunque passata, ma per un soffio, con il 53 per cento grazie ai voti ponderati (il voto espresso da un commissario non vale uno ed è pari invece al numero di consiglieri che rappresenta nel gruppo di appartenenza), ma che racconta di un consenso non proprio compatto.

«Quanto avvenuto in Consiglio comunale rappresenta un caso scuola di come non si governa una città e di come non si trattano le istituzioni democratiche», affermano i due consiglieri. Nel mirino, la scelta di portare in aula la proposta senza aver prima verificato l’esistenza dei numeri necessari per approvarla.

Il regolamento, ricordano, prevede per il conferimento delle cariche onorarie una maggioranza qualificata (pari ai due terzi dei componenti). «Non un dettaglio burocratico — sottolineano — ma una norma che esiste proprio perché riconoscimenti di questa natura devono esprimere una volontà condivisa e trasversale dell’assemblea civica».

Da qui la stoccata al sindaco. «Salvetti ha fatto iscrivere all’ordine del giorno la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria al noto conduttore televisivo Carlo Conti – proseguono i due esponenti del centrodestra – . Un gesto che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto avere il sapore della grande iniziativa di marketing, della trovata mediatica ad effetto. Peccato che si sia presentato in aula senza aver fatto i conti, è proprio il caso di dirlo, con i numeri necessari».

Secondo i capigruppo dell’opposizione, il ritiro della proposta sarebbe arrivato proprio quando si è capito che i voti non bastavano. «Accortosi in extremis di non disporre dei voti necessari — affermano Guarducci e Ghiozzi — il sindaco è stato costretto a ritirare la proposta direttamente dall’aula consiliare, risparmiandosi una sconfitta formale ma consegnando alla città l’immagine di un’amministrazione che procede a tentoni».

Il punto politico, per Lega e Forza Italia, è soprattutto il metodo. «Le cariche onorarie non sono appannaggio della maggioranza di turno — concludono i due capigruppo — ma riconoscimenti che la città, nel suo complesso, attribuisce a personalità meritevoli. Per questo richiedono confronto e condivisione tra tutte le forze politiche».

Il messaggio al sindaco è chiaro: se la proposta tornerà in aula, prima dovrà passare da un confronto con le opposizioni. «Il dialogo non è una debolezza — concludono Guarducci e Ghiozzi — ma la premessa indispensabile per qualsiasi atto che voglia davvero rappresentare l’intera comunità livornese». La partita, dunque, è solo rinviata. Ma il dibattito sulla cittadinanza onoraria a Carlo Conti è già diventato un caso politico.

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