Livorno, ponte collassato chiuso dieci giorni per i Tir: Tdt anticipa le operazioni alle 6
Il direttore del terminal container, Marco Mignogna: «Ingressi estesi un’ora e mezza per diluire il traffico». Piano in vigore fino a quando i camion rimarranno deviati su viale Mogadiscio
LIVORNO. Dieci giorni. Tanto dovrebbe restare chiuso ai mezzi pesanti, quelli superiori alle 3,5 tonnellate, il ponte della Fi-Pi-Li che porta in Darsena Toscana. Lo stesso lasso di tempo che, nei giorni scorsi, era stato ipotizzato per gli yacht che devono attraversarne l’arcata mobile (e ora bloccata) per raggiungere il canale dei Navicelli. La riapertura al traffico del viadotto collassato, almeno per le auto, nei piani della Città metropolitana di Firenze – l’ente che ha la responsabilità sull’infrastruttura – dovrebbe avvenire nella mattinata di mercoledì 11 marzo. Ma il cuore della sua viabilità, cioè il passaggio dei Tir, resta fuori: i camion dovranno passare dall’altro ponte, quello accanto su cui scorre viale Mogadiscio, che certamente non può sopportare un traffico così intenso in poche ore, pari a mille mezzi pesanti al giorno (solo considerando quelli diretti in Tdt, poi ci sono gli altri verso Sdt).
Varchi aperti dalle 6
Per questo Terminal Darsena Toscana – la società del Gruppo Grimaldi a capo del principale terminal container del nostro porto – corre ai ripari. L’obiettivo è ridurre al minimo i disagi, salvaguardando quel patrimonio inestimabile di traffico che non sarà assolutamente scalfito e che rende Tdt uno dei principali approdi d’Italia e del Mediterraneo per quanto riguarda i contenitori. «A partire dal 10 marzo e fino quando sarà nuovamente consentito il transito del traffico pesante sul ponte – spiega Marco Mignogna, il direttore generale di Tdt – per i contenitori destinati all’export pieni con la prenotazione anticiperemo l’orario di apertura del gate di un’ora e mezzo, alle 6 rispetto alle 7,30».
I tempi
Avr – la società che gestisce il “global service” della Firenze-Pisa-Livorno e ne è la responsabile per la manutenzione ordinaria – punta alla riapertura parziale del ponte per domattina, con l’ok al transito per i mezzi sotto le 3,5 tonnellate. I camion, chiaramente, hanno una stazza superiore, basti pensare al fatto che una macchina pesa fra una e due tonnellate. Ma quando potranno tornare a circolare i Tir là sopra? Non è chiaro: a Tdt, informalmente, è stato comunicato uno stop di almeno dieci giorni. Lo stesso lasso di tempo, ma qui le incognite sono di più, che dovrebbe riguardare gli yacht, isolati dentro e fuori dai Navicelli dato che il viadotto non è più mobile, essendosi rotto il meccanismo necessario ad aprirne l’arcata. In questo caso, l’intervento risolutivo, è “appena” a un pistone: deve essere prodotto e quantomeno, entro questa settimana, non arriverà. L’obiettivo è fare il prima possibile, ma intanto la Port Authority di Pisa – l’ente che gestisce il canale artificiale – si è organizzata con un sistema di compensazioni per la cantieristica pisana, che prevede l’azzeramento dei canoni di sosta per coloro che, già nei giorni scorsi, avevano comunicato eventuali movimenti dei mezzi lungo i Navicelli.
La mattina più traffico
Il picco del traffico, per Tdt, è di mattina presto, soprattutto nel momento in cui nelle banchine di Sdt arriva la nave Grimaldi da Olbia, col suo ulteriore traffico di mezzi pesanti e leggeri. «Il momento critico – spiega Mignogna – è fra le 7,30 e le 8. Il 9 marzo problemi non ne abbiamo avuti, ma è una giornata che evidentemente non fa testo perché ci sono stati un po’ meno passaggi. Abbiamo preso queste contromisure, anticipando l’orario di apertura del gate, proprio per diluire il traffico pesante. Dobbiamo tenere duro per questa decina di giorno in modo da ridurre al massimo i disagi».
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