Il Tirreno

Livorno

Toscana salute
Sanità

Ospedale di Livorno, tre sale operatorie chiudono per lavori: l'Asl si affida ai privati – Il piano e i tempi

di Martina Trivigno

	Un intervento chirurgico (foto Freepik)
Un intervento chirurgico (foto Freepik)

Gli interventi di riqualificazione e adeguamento dureranno 45 giorni. Il direttore dell’ospedale: «Non ci saranno riduzioni nei volumi degli interventi»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Tre sale operatorie chiuse per lavori in estate. L’ospedale di Livorno si prepara a una nuova fase di interventi all’interno del blocco operatorio del Padiglione 16, dove prosegue il percorso di riqualificazione e ammodernamento delle sale con interventi sugli ambienti, sugli impianti e sulle apparecchiature fisse. Un cantiere che comporterà la chiusura temporanea di tre sale operatorie su un totale di nove ma che, grazie a una riorganizzazione dell’attività chirurgica – garantisce l’Asl Toscana nord ovest al Tirreno – «non comporterà riduzioni nei volumi degli interventi chirurgici».

Il progetto

L’intervento, dal valore complessivo di mezzo milione di euro, rientra in un più ampio programma di miglioramento delle strutture e delle tecnologie del presidio ospedaliero livornese. In particolare è prevista la sostituzione delle unità di trattamento dell’aria (Uta), elementi fondamentali per garantire condizioni ambientali ottimali nelle sale operatorie. «L’attuale blocco operatorio – spiega il direttore dell’ospedale di Livorno, Spartaco Mencaroni – continuerà, fino all’apertura del nuovo ospedale, a rappresentare il punto di riferimento per molte specialistiche, alcune delle quali servono un bacino che si estende all’intera area dell’Asl Toscana nord ovest».

Il cronoprogramma

Il cantiere prenderà il via il 15 giugno prossimo e avrà una durata stimata di circa 45 giorni continuativi. La scelta del periodo estivo non è casuale: storicamente si tratta infatti di settimane in cui l’attività programmata è più facilmente rimodulabile, consentendo all’ospedale di gestire i lavori senza ricadute sull’assistenza. Così, come già avvenuto in occasione della riqualificazione delle prime tre sale, completata e resa operativa lo scorso anno, anche questa nuova fase sarà accompagnata da una riorganizzazione dell’attività chirurgica. Secondo quanto spiegato da Mencaroni, gli interventi chirurgici continueranno infatti a essere garantiti attraverso una rimodulazione degli orari interni delle sale rimaste operative e, dove necessario, grazie al supporto dei presidi periferici e del privato convenzionato, mentre le urgenze saranno comunque sempre assicurate.

Il dettaglio dei lavori

In particolare, i lavori interesseranno anche l’intero involucro delle sale operatorie: saranno installati, infatti, nuovi pass-box schermati e nuove porte scorrevoli automatiche, stagne e schermate, progettate per mantenere condizioni ambientali e pressorie adeguate secondo gli standard richiesti dalle normative sanitarie. Allo stesso tempo saranno sostituiti tutti i rivestimenti in Pvc di pavimenti e pareti, consentendo un completo rinnovamento igienico-sanitario degli ambienti. La sostituzione delle unità di trattamento dell’aria si inserisce poi in un programma più ampio che interessa l’intero percorso chirurgico e prevede il completo rinnovamento degli spazi coinvolti, con nuovi impianti, apparecchiature fisse e un sistema innovativo di monitoraggio continuo dei parametri ambientali. Dopo le prime tre sale ristrutturate e già operative dallo scorso anno, la nuova fase consentirà di estendere gli stessi standard qualitativi ad altre tre.

I percorsi di accesso

Il progetto comprende anche la riorganizzazione dei percorsi di accesso al blocco operatorio, riprogettati per aumentare funzionalità e sicurezza, oltre all’introduzione di un passa-malati di nuova generazione, pensato per rendere più efficiente e confortevole il trasferimento dei pazienti. «Questo intervento è quindi fondamentale per garantire sale sempre più sicure, moderne e capaci di sostenere volumi e complessità crescenti – prosegue Mencaroni – . Il Padiglione 16 resterà il cuore dell’attività chirurgica cittadina e i lavori in corso migliorano in modo concreto sia la qualità dell’assistenza sia le condizioni di lavoro dei professionisti. L’introduzione del monitoraggio continuo e di tecnologie di ultima generazione permette un controllo costante dei parametri ambientali e un miglioramento complessivo dell’intero percorso chirurgico».

Tecnologie diagnostiche

Parallelamente proseguono anche gli investimenti sulle tecnologie diagnostiche, con amplificatori di brillanza ed ecografi multidisciplinari, e sull’acquisizione di strumentazioni avanzate per le attività chirurgiche di base e di secondo livello. Tra queste figurano tecnologie utilizzate in ambiti altamente specialistici come la chirurgia robotica, toracica, neurochirurgica e vascolare, che contribuiscono a qualificare ulteriormente l’offerta sanitaria livornese in vista della realizzazione del futuro nuovo ospedale.

Un capitolo importante riguarda anche l’efficientamento energetico. La riqualificazione impiantistica e strutturale del blocco operatorio è stata progettata per garantire ambienti ad altissime prestazioni dal punto di vista energetico, funzionale e della sicurezza. Il nuovo sistema rappresenta infatti un intervento strategico reso possibile dal contratto di efficientamento energetico del presidio ospedaliero: il meccanismo dell’appalto – spiega ancora Mencaroni – consente di finanziare la riqualificazione attraverso i risparmi generati da impianti più efficienti: la riduzione dei consumi energetici copre progressivamente la spesa sostenuta, producendo allo stesso tempo un miglioramento strutturale e duraturo dei servizi offerti.

Un investimento che guarda quindi al presente, garantendo sale operatorie più moderne e sicure, ma anche al futuro della sanità livornese, in attesa del nuovo ospedale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

La guerra
In aggiornamento

Conflitto in Medio Oriente, Nato intercetta missile sopra la Turchia – Gli aggiornamenti

di Federica Scintu