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Livorno, due colpi in una settimana al circolo Arci "Carli" di Salviano: «Siamo sotto attacco»

di Stefano Taglione
I danni alla saracinesca
I danni alla saracinesca

Tornano i ladri: via vini, birre e il magro fondo cassa di circa 50 euro. Ma il problema sono i tanti danni. Il presidente Fabio Altini: «Anche stavolta hanno sfasciato le serrande»

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LIVORNO. «Ormai siamo sotto attacco». Non usa giri di parole il presidente del circolo Arci “Carli” di Salviano, Fabio Altini. Per la seconda volta in una settimana, infatti, il centro ricreativo punto di riferimento del quartiere e il bar sono stati presi d’assalto dai ladri, che hanno spaccato porte e serrande per rubare una cinquantina di euro di fondo cassa, oltre a bottiglie di birra e vino. Era successo già nella notte fra il 2 e il 3 marzo scorsi – come anticipato dal Tirreno – nelle stesse ore in cui i malviventi fecero irruzione pure al “Nuovo Divo Demi” di piazza Barriera Garibaldi, alla periferia nord della città, dopo che nei giorni precedenti era stata presa di mira pure la sede stessa dell’Arci, quella comunale di via Terreni, e un altro bar della rete, quello del “Petrarca”, lungo l’omonimo viale. Non c’è pace, insomma, per dei luoghi che a Livorno (e non solo) sono nel tempo diventati dei punti di riferimento per i quartieri e frequentati da moltissime persone, anziani in primis. Circoli dove si fa socialità e si aiutano le persone. «È un attacco contro di noi, ci stanno prendendo di mira in modo deliberato – rimarca Altini – anche se sanno benissimo che qua grandi risorse non ne possono trovare: infatti è più il danno agli infissi e a tutto il resto, che l’ammanco vero e proprio».

Il nuovo raid è avvenuto la scorsa notte. Il presidente era passato dal circolo poco prima di mezzanotte e a quell’ora era tutto regolare. Poi, qualche ora più tardi, l’irruzione. I ladri hanno forzato e danneggiato più punti dell’edificio pur di entrare. «Hanno spaccato la serranda principale e ne hanno forzata un’altra – racconta Altini –. Una volta dentro hanno portato via quello che hanno trovato: il fondo cassa, una cinquantina di euro, e poi birre, bottiglie di vino e altre bevande che erano nel bar. Parlando a nome della “Casa del popolo” e della ditta “Caffè delle cinque”, che ha in gestione il bar – prosegue il presidente – chiedo alle forze dell’ordine un maggior controllo del territorio e del circolo, che faremo di tutto per mantenere aperto per i soci». Un bottino minimo, ma accompagnato da danni decisamente più pesanti. Serrande piegate, infissi rovinati e locali messi a soqquadro. «Il problema non sono tanto i soldi spariti – prosegue il presidente – perché qui non teniamo grandi somme. Il vero danno è quello alle strutture: ogni volta bisogna riparare porte, serrande e finestre. È un costo enorme per un circolo come il nostro».

Secondo Altini non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di una vera e propria escalation. «È la seconda volta in una settimana che succede. È difficile pensare che sia una coincidenza. Sembra quasi un attacco diretto al circolo, un gesto fatto in modo pregiudiziale. È come se qualcuno avesse deciso di prenderci di mira». La preoccupazione cresce anche perché il “Carli” rappresenta uno dei principali punti di ritrovo del quartiere di Salviano. Un luogo dove si organizzano attività sociali, iniziative culturali e momenti di aggregazione, frequentato soprattutto da molti anziani. «Il circolo, voluto nel Dopoguerra, è patrimonio della comunità – sottolinea – e costruito con il contributo volontario, per dare un servizio sociale e culturale, al territorio e alla città».

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno effettuato il sopralluogo e avviato le indagini per cercare di risalire agli autori del furto. Non è escluso che possano essere utili eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona. Nel frattempo il circolo sta cercando di correre ai ripari. «Ci stiamo muovendo per installare un sistema di sicurezza più avanzato, con controllo in tempo reale – spiega il presidente –. È una spesa ulteriore, ma a questo punto diventa necessario per cercare di proteggere la struttura. Non abbiamo alternative». Resta però l’amarezza per una situazione che, negli ultimi tempi, ha colpito più realtà dell’associazionismo cittadino. I furti ai circoli Arci si sono susseguiti nel giro di poche settimane, sempre con lo stesso copione: intrusioni notturne, pochi soldi rubati e danni consistenti alle strutture. «È questo che fa più rabbia – conclude Altini –. Chi entra qui sa benissimo che non troverà grandi somme. Ma nonostante questo continua a spaccare e devastare. Così si colpiscono luoghi che vivono grazie all’impegno dei volontari e che sono fondamentali per la vita dei quartieri».

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