Livorno, terrore nella notte: «Mi ha violentato» – Donna scende in strada e chiede aiuto disperata
Una vicenda con alcuni punti interrogativi da chiarire e un’indagine nelle mani degli inquirenti
COLLESALVETTI. Sarebbe stata picchiata e costretta a un rapporto sessuale in un appartamento vicino a piazza Di Vittorio, a Stagno. Una rivelazione choc quella di una donna straniera di 51 anni che attorno all’1,50 della notte fra sabato 7 e domenica 8 febbraio, nella frazione colligiana al confine fra Livorno e Pisa, una volta fuggita per strada ha raccontato alle persone che l’hanno trovata terrorizzata quanto le sarebbe accaduto a casa di un amico di cui era ospite.
I soccorsi
Immediati, dopo la chiamata al 112, i soccorsi allertati dalle stesse persone a cui aveva chiesto aiuto dopo la fuga. Sul posto sono immediatamente intervenuti i volontari della Svs di via San Giovanni, giunti con un’ambulanza, che l’hanno tranquillizzata (per quanto possibile riuscire a farlo in una situazione del genere) e trasportata al pronto soccorso in codice giallo, il secondo livello più alto dell’emergenza-urgenza sanitaria. All’arrivo dei soccorritori, sul posto, non c’era il presunto aggressore, evidentemente rimasto in casa. Nella stessa abitazione, la donna, stava temporaneamente risiedendo: era ospite di chi ci abitava, quindi conosceva molto bene l’uomo. Su di lui per il momento non è stato preso alcun provvedimento, dato che quanto accaduto resta al vaglio degli inquirenti e deve essere ancora accertato con esattezza, visto che il racconto iniziale della cinquantunenne appariva molto confuso e poco lineare. Una circostanza, in ogni caso, assolutamente plausibile dopo una violenza sessuale. Per questo l’inchiesta sta proseguendo.
Attivato il codice rosa
Come da prassi, nei casi di violenza di genere, al pronto soccorso di viale Vittorio Alfieri è stato attivato il protocollo regionale del cosiddetto “codice rosa”. Si tratta di un percorso di accesso preferenziale al triage riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne, bambini e persone discriminate. Quando è rivolto alle donne che subiscono violenza di genere, come da una prima ricostruzione sembra trattarsi in questa circostanza, si parla del “Percorso per le donne che subiscono violenza”, mentre per le vittime di violenza causata da vulnerabilità o discriminazione è il “Percorso per le vittime di crimini d’odio”. Il piano – come spiega la Regione Toscana sulla pagina web dedicata – prevede precise procedure di allerta e attivazione dei successivi percorsi territoriali, nell’ottica di un continuum assistenziale e di presa in carico globale e opera in sinergia con enti, istituzioni e in primis con la rete territoriale dei centri antiviolenza, in linea con le direttive nazionali e internazionali. In ospedale, la donna, è stata assistita anche a livello psicologico.
Le indagini
Sul posto, in piazza Di Vittorio, insieme ai soccorritori una volta scattato l’allarme sono intervenuti anche gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca. I poliziotti hanno subito parlato con la presunta vittima dopodiché, con la stessa pattuglia del pronto intervento cittadino, hanno seguito l’ambulanza della Svs al centro sanitario di viale Alfieri. Al pronto soccorso sono poi sopraggiunti anche i colleghi della squadra mobile di via Fiume, coordinati dal vicequestore aggiunto Riccardo Signorelli, che hanno avviato le indagini per cercare di approfondire quanto accaduto, ascoltando la cinquantunenne, che è stata poi dimessa. Sulla base di ciò che riferirà (e nel caso denuncerà) potranno essere adottati eventuali provvedimenti nei confronti della persona che – almeno secondo il suo racconto – l’avrebbe costretta al rapporto non consenziente. L’ipotesi di reato è naturalmente quella della violenza sessuale.
I numeri
I “codici rosa” attivati negli ultimi anni, negli ospedali dell’intera regione, mostrano numeri piuttosto alti. L’ultimo resoconto dell’ente comprensoriale risale al 2021, quando sono stati assistiti 1.646 adulti e 272 bambini, per un totale di 1.918 persone. Sono stati 1.743 i casi di maltrattamento, 169 gli abusi e sei (questi ultimi tutti nei confronti degli adulti) le condotte di stalking. Nei centri sanitari dell’Asl Toscana nord ovest – quindi da Massa a Livorno, passando per le province di Lucca e Pisa, con l’esclusione del pronto soccorso di Cisanello che fa riferimento all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana – sono stati presi in carico 511 adulti, di cui 372 donne. La fascia di età maggiormente colpita è quella fra i 40 e i 49 anni (140 “codici rosa” fra uomini e donne), seguita dalla 18-29 (122) e dalla 30-39 (115). L’area vasta costiera, dell’intera regione, è quella che registra a livello assoluto il maggior numero di protocolli attivati. Dei 511 adulti 383 sono di nazionalità italiana, 128 invece gli stranieri.
