Livorno, la storia di Aeroc: Pio Gianelli in Corea «Per una cultura di quartiere»
Aiutante di don Nesi per 10 anni racconta la sua associazione: «Qui dal 1998 per creare aggregazione in un rione difficile»
LIVORNO Quella chiesina di legno, primo luogo di culto di Corea costruito da don Nesi negli anni ‘60, fu il tetto delle prime iniziative firmate Aeroc nel quartiere. In quegli anni si comincia a fare cultura in quel rione “difficile”. Il volto dell’associazione di quartiere creata da un gruppo di “coreani” è sempre stato quello di Pio Gianelli, ex aiutante di don Nesi per dieci anni. Gianelli, ex prete operaio, da una vita attivo nel quartiere nella difesa dei diritti degli emarginati racconta un po’ di storia di questa associazione, nata nel 1998, e ancora oggi viva.
Aeroc e comunità
«Aeroc è un acronimo rovesciato di Corea, che sta bene come Associazione Esperienze Ricerche Orientamenti Culturali, visto che si identifica con un’esigenza reale ed il desiderio di un rovesciamento culturale del quartiere ancora bisognoso di proposte, essendo Corea uno dei posti più malmessi di Livorno. Anche se oggi, purtroppo, ci sono situazioni “imbarazzanti” anche in tanti altri quartieri della nostra città», racconta lui che oggi ha 83 anni. «La proposta di questo nome – continua il presidente -, è stata una bella scoperta di Ettore Carpenè tutt’ora segretario e factotum dell’associazione. L’inizio della nostra attività è stato con tentativi di ogni genere, nella chiesina di legno, primo luogo di culto di Corea costruito da Don Nesi appena venne negli anni ‘60, e passato da funzioni religiose a sede di riunioni, al momento della realizzazione della chiesa di Nostra Signora di Fatima». Qui le prime iniziative con proiezioni di film, incontri culturali, ascolto di musica di ogni tipo con interventi di esperti nel settore. Incontri sulla scienza della medicina, sulla scuola e tanti altri settori, sempre tentando di convogliare l’attenzione della gente del posto. «Poi il trasloco all’istituto Casalp con un affitto ragionevole, in un locale abbandonato, sede negli anni ‘60 della storica Grotta Chiantigiana. Da lì, visto che la Grotta fu demolita, come tutte le case intorno, ci dettero, uno spazio in un negozio alimentare in via Gobetti. Dopo qualche anno lo abbiamo lasciato, perché demolito anche questo per poi arrivare nelle scuole Pistelli, luogo dove si trasferì anche l’associazione di Don Nesi che era nelle casette del Villaggio Scolastico, anche loro demolite».
Oggi per il quartiere
Oggi cosa fa l’associazione? «Oggi ad Aeroc abbiamo alcuni appuntamenti fissi, come l’attività di lettura a alta voce dei libri grazie alla nutrita biblioteca formata da volumi regalati dai cittadini, proiezione di video documentari. Abbiamo sempre fatto musica e concerti, un’attività oggi un po’ bloccata dal fatto che la burocrazia dei permessi limita. Io conosco tanta gente, tanti ragazzi musicisti bravissimi che verrebbero subito». Aeroc sta ospitando altre 2 associazione “Afasici” e ”Parkinsoniani”.
La mia Corea
Gianelli guarda indietro. Al Villaggio scolastico. «Villaggio scolastico – fa la sua riflessione - oggi sede Caritas, anche se ai tempi io mi opposi al suo inserimento in Corea perché nel quartiere ce ne erano già anche troppi di poveri e affamati». E ancora: «Sempre a mio parere, nell’edificio della Casa dello Studente dove un tempo trovavano ospitalità studenti che in cambio davano assistenza al doposcuola, invece di diventare “memoria della situazione” l’hanno trasformato in docce per gli immigrati, d’accordo ci vogliono, forse non proprio in quell’edificio». E su don Nesi: «Direi che ha fatto tutto, ed io dal 1970 al 1980 sono potuto stare insieme a lui. Aveva già creato il Villaggio Scolastico ed insieme abbiamo continuato a cercare di far crescere il quartiere. Ricordo che grazie ad amicizie con alcuni ferrovieri, vennero restaurati tre vagoni trasformandoli in aule per il doposcuola, ma anche quelli spariti. Oggi è rimasto poco o niente se non la chiesa di Nostra Signora di Fatima e qualche baracca, non recuperabile, vicino alla Casa dello Studente. Nel 1982 don Nesi andò in Brasile, dove ha creato un altro Villaggio Scolastico avviandolo, seppur con fatica, e quando è morto, è finito tutto. Il rammarico è non aver dato continuità a tutti questi bei progetti: anche in Brasile tutto è andato in rovina».l
