Il Tirreno

Livorno

L’evento

Il Livorno Cold Chain in vetrina al Fruit Logistica di Berlino

di Maurizio Campogiani

	Lo stand labronico
Lo stand labronico

Una folta rappresentanza dello scalo marittimo labronico ha partecipato a quella che viene considerata la fiera più importante a livello mondiale per quanto concerne il commercio dei prodotti ortofrutticoli

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LIVORNO. Livorno in vetrina, anche quest’anno, al Fruit Logistica, la più importante fiera a livello mondiale dedicata al commercio di prodotti ortofrutticoli, che tra il 4 e il 6 febbraio ha ospitato 2458 espositori provenienti da oltre 90 paesi, a conferma del crescente interesse verso questo settore. A rappresentare la città una folta delegazione composta dai rappresentanti dell’Adsp e delll’Interporto “Amerigo Vespucci”, del Terminal Darsena Toscana, del Cold Storage Customs e di Livorno Reefer. Tutti hanno trovato ospitalità all’interno dello stand messo a disposizione da ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese
italiane.

Una “squadra” la cui presenza ha voluto rimarcare il ruolo chiave svolto dallo scalo marittimo labronico nella filiera dei prodotti deperibili per i mercati italiani e del Sud Europa, attraverso la movimentazione di oltre 140mila tonnellate di prodotti freschi in pallet presso le strutture specializzate del Livorno Reefer Terminal e più di 40mila container refrigerati, di cui 28.779 presso il Terminal Darsena Toscana, 6850 presso il Livorno Reefer Terminal e 2500 presso il Cold Customer Customs Vespucci.

I numeri certificano il successo del progetto Livorno Cold Chain, un modello organizzativo che tra le altre cose favorisce la pianificazione automatica dei flussi di merce a piazzale, l’automazione delle attività a banchina, il monitoraggio delle attività di checking da remoto e un fast lane per il ritiro dei prodotti ortofrutticoli, favorendo la piena integrazione digitale tra l’applicativo per la gestione automatica delle autorizzazioni all’entrata/uscita dei mezzi pesanti presso i varchi portuali (il GTS3) e la piattaforma di semplificazione delle procedure di importazione, esportazione e rilascio della merce dal terminal (il TPCS).

“La disponibilità di impianti e magazzini dedicati permette una gestione efficiente delle catene del freddo” ha affermato Antonio Rognoni, del gruppo CPL, sottolineando l’importanza strategica della cooperazione sempre più stretta tra le istituzioni pubbliche e il settore privato. Una collaborazione che oggi esce ulteriormente rafforzata per effetto dell’integrazione funzionale tra il Livorno Reefer e CSC. Un’operazione che ha visto il terminal Leonardo da Vinci assumere fin da subito la gestione operativa delle strutture situate all’Interporto Vespucci e che nel prossimo futuro si concretizzerà ulteriormente attraverso l’ingresso diretto di Livorno Reefer nel capitale sociale di CSC.

L’obiettivo è quello di creare ulteriori sinergie tra gli operatori e di fornire ai clienti servizi ad alto valore aggiunto. Piena integrazione intermodale e digitale e efficienza operativa, sono questi i punti di forza che la logistica del freddo livornese ha messo in vetrina a Berlino.

“Competenza, organizzazione, affidabilità, investimenti continui in materia di automazione e integrazione di sistemi, coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti affinché la catena del freddo sia gestita nella maniera più efficace ed efficiente. Questo è quanto facciamo ed è l’unico metodo possibile per soddisfare quanto ci richiede l’utenza e consolidare la nostra posizione di leadership in questo campo” ha dichiarato il direttore commerciale di TDT, Giuseppe Caleo, che ha evidenziato come la realtà livornese sia un eccellenza nel settore: “Solo questo ci consente di guardare al mercato fiduciosi di ulteriori sviluppi” ha precisato, aggiungendo che “la coesione fra gli operatori è imprescindibile per dare andare incontro alle esigenze dei nostri comuni clienti”.

Soddisfatto anche il dirigente promozione e formazione dell’AdSP, Claudio Capuano, per il quale la manifestazione di Berlino ha confermato ancora una volta come il lavoro di squadra possa davvero fare la differenza in un mercato sempre più competitivo.

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