Livorno, nodo ambiente per Darsena Europa: «Dossier al ministero tra due mesi»
Le ditte temono uno stop, ma il commissario straordinario dimissionario Luciano Guerrieri rassicura: «Tutto ok»
LIVORNO. Due-tre mesi. È questa la finestra temporale che separa i lavori in mare “ante-operam” (attualmente in corso) dall’avvio degli interventi veri e propri per realizzare la Darsena Europa. E – nel mezzo – ci sono i monitoraggi ambientali. Un tema tornato alla ribalta proprio in questi giorni con i comitati ambientalisti di nuovo alla carica: La Città ecologica, ad esempio, parla di «un monitoraggio ambientale ante-operam del comparto marino incompleto, mentre già si producono modifiche di rilievo con importanti opere a mare».
I risultati
E già squillano i primi campanelli d’allarme con alcune ditte preoccupate per un eventuale blocco dei cantieri qualora l’esito del monitoraggio su aria, acqua, rumore, suolo, flora e fauna non fosse totalmente conforme alle prescrizioni prima dell’inizio dei lavori veri e propri. Ma Luciano Guerrieri, il commissario straordinario dimissionario della maxi-opera, rassicura: fra un paio di mesi (tre al massimo) il dossier che contiene l’esito di analisi e indagini sarà consegnato all’Osservatorio ambientale “Porto di Livorno” e, di conseguenza, al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica come previsto dall’iter. Un passaggio, quest’ultimo, propedeutico alla realizzazione del resto delle opere foranee e delle attività di dragaggio. In pratica, ad oggi sono stati realizzati i primi 450 metri di molo foraneo che andranno a delimitare una nuova vasca di colmata da 15 ettari destinata ad ospitare il materiale risultante dalle attività di imbasamento delle nuove scogliere e che in futuro verrà consolidata per consentire l’atterraggio sia della futura Fi-Pi-Li che della rete ferroviaria. «Si tratta di interventi di cantiere ante-operam, avviati mentre sono ancora in corso le attività di monitoraggio ambientale», sottolinea Guerrieri.
La Via
Riavvolgendo il nastro degli eventi, era il 12 febbraio 2024 quando Gianluigi Nocco, il direttore generale delle Valutazioni ambientali, ha firmato il decreto di Valutazione di impatto ambientale (Via) con cui il ministero dell’Ambiente, di concerto con quello della Cultura, ha espresso «un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto “Prima fase di attuazione Piattaforma Europa”. Da qui, però, una serie di condizioni ambientali da ottemperare (prescritte, tra gli altri, da Regione, Arpat, Comuni di Livorno e Pisa, Parco Migliarino San Rossore): ed ecco che, a questo punto, scende in campo l’Osservatorio con l’obiettivo – si legge nel decreto di Via – di «verificare l’ottemperanza (il rispetto, ndr) delle condizioni ambientali». Soltanto per citarne una: Il Tirreno lo aveva raccontato nel febbraio scorso, quando a fine gennaio l’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, aveva presentato all’Authority una serie di osservazioni relative all’impatto sull’ecosistema marino antistante il porto. Al centro, le praterie di posidonia a rischio. Ed ecco la soluzione di Palazzo Rosciano con il trapianto di piante in un’area di seimila metri quadrati.
30 milioni a bilancio
E secondo quanto spiegato da Guerrieri, anche sul fronte economico non è un tema secondario quello dei monitoraggi ambientali. Che, se da una parte sono un obbligo di legge, dall’altra rappresentano una fotografia fondamentale rispetto alla quale valutare gli impatti delle successive fasi (in corso d’opera e post operam). Anche perché nel corso dell’iter ministeriale per ottenere la Valutazione d’impatto ambientale, decine di enti e associazioni hanno presentato osservazioni per la tutela ambientale, guardando a una miriade di aspetti diversi e oggi sono moltissime le prescrizioni vincolanti che i tecnici della struttura commissariale devono far rispettare perché l’opera possa andare avanti. La convinzione degli addetti ai lavori è che tutto filerà liscio in modo da poter avviare il cantiere vero e proprio per realizzare quella che viene considerata l’opera più importante e strategica per la Toscana.
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