Fossi puliti, sommozzatori-spazzini in azione a Livorno: recuperati barca e scooter
L’Osservatorio marittimo e subacqueo per la sicurezza: ecco che cosa hanno fatto
LIVORNO Sotto la superficie quieta dei fossi si nascondono pezzi di città. O, meglio, dei livornesi. Relitti dimenticati e rifiuti incrostati dal tempo, inghiottiti dall’acqua. Ed è lì che, con pazienza e determinazione, tornano a immergersi i “Guardiani del mare”, il nucleo sommozzatori dell’Osservatorio marittimo e subacqueo di Livorno, che ha inaugurato il calendario delle attività 2026 all’insegna della pulizia, del decoro e della restituzione di dignità ai canali storici della Venezia.
Un lavoro faticoso, spesso invisibile agli occhi dei più, ma essenziale. Mentre la città guarda avanti – con la Darsena Europa in costruzione e i grandi progetti di riqualificazione della Fortezza – sotto il livello dell’acqua restano ferite aperte che non possono essere ignorate. «Scalandroni colmi di spazzatura, fondali ingombri di rifiuti, carcasse metalliche che ostacolano la navigazione delle imbarcazioni storiche, come ad esempio quelle della Coppa Barontini, e dei battelli turistici che ogni giorno raccontano Livorno a chi arriva da fuori», sottolinea il presidente Alex Omar Melani. Così lui, con la sua squadra, ha deciso di non dover perdere tempo e la prima settimana dell’anno è stata un battesimo impegnativo: gli operatori subacquei dell’O.Mar.Sub, infatti, hanno riportato in superficie un’imbarcazione, diverse biciclette e, infine, uno scooter di grossa cilindrata, adagiato sul fondale. Una volta a terra, come previsto dal protocollo, è intervenuta la polizia municipale che ha avviato i controlli, verificando che il mezzo era stato rubato due anni fa. Rintracciato il proprietario, il passo successivo è stato lo smaltimento.
«I nostri canali versano ancora in condizioni disperate – sottolinea il presidente Melani –. Ogni immersione ci restituisce l’immagine di un fondale soffocato dai rifiuti, per questo qualcuno questo lavoro deve farlo, se vogliamo dare completa dignità ai fossi della Venezia e accogliere i turisti a testa alta, senza vergogna. L’associazione si occupa della mappatura dei fondali e delle condizioni murarie sommerse di fortezze e scalandroni e anche della pulizia dei canali. Ma non solo: fotografiamo pericoli e anomalie, tuteliamo la fauna marina e conduciamo delle indagini scientifiche e ambientali, prelevando campioni d’acqua per valutarne l’inquinamento».
E le operazioni non si fermeranno qui. Già dalle prossime settimane sono previsti nuovi interventi di rimozione di barche e scooter abbandonati. Un percorso lungo e faticoso, che richiede competenze tecniche, coordinamento con le istituzioni e, soprattutto, una forte motivazione civile. Perché quello dei sommozzatori livornesi non è solo un servizio ambientale, ma un gesto d’amore verso la città che viene portato avanti da oltre cinque anni. L’Osservatorio marittimo e subacqueo di Livorno è nato nel 2020, sull’onda della drammatica alluvione del 2017, con l’obiettivo di creare un’unità di cittadini preparati a intervenire nelle emergenze in supporto delle istituzioni. Oggi l’associazione conta una quindicina di volontari, guidati proprio da Melani, presidente e sommozzatore, uniti dalla convinzione che il mare e i canali non siano un problema da nascondere, ma un patrimonio da difendere. È così che i volontari dell’Osservatorio hanno “arruolato” figure specifiche come sommozzatori operatori tecnici subacquei (Ots), sommozzatori militari preparati ad operare in condizioni critiche su aree confinate e con scarsa visibilità, istruttori sub preparati in ricerca e recupero, infermieri, fisioterapisti, meccanici nautici, una dottoressa in neuroscienze esperta in biochimica e anche soccorritori abilitati ai mezzi di soccorso. Insomma, sotto la superficie, i “Guardiani del mare” continuano a lavorare. l
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