Garlasco, la svolta - Alberto Stasi esce dal carcere
La decisione è arrivata dal Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha accolto la richiesta presentata dai suoi legali
MILANO. Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. La decisione è arrivata nella giornata di venerdì 12 giugno dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto la richiesta presentata dai suoi legali. La Procura generale aveva espresso parere favorevole.
La nuova misura e il percorso detentivo
Stasi, che all’epoca del delitto di Garlasco era il fidanzato della giovane uccisa nella sua abitazione nel 2007, si trovava già in regime di semilibertà. La pena è ormai prossima alla conclusione e la concessione dell’affidamento rappresenta l’ultimo passaggio del suo percorso detentivo. La notizia è stata anticipata dal Tg La7.
Nessun legame con la possibile revisione del processo
La misura concessa oggi non è collegata all’eventuale richiesta di revisione del processo, che la difesa potrebbe comunque presentare. L’eventuale riapertura del caso seguirebbe infatti un iter autonomo e distinto rispetto alle valutazioni sulla fase esecutiva della pena.
Il nuovo scenario dopo le indagini su Andrea Sempio
Da mesi si discute della posizione di Stasi alla luce delle indagini parallele su Andrea Sempio, indicato dalla Procura di Pavia come unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. La chiusura delle indagini, avvenuta alcune settimane fa, ha escluso qualsiasi concorso con Stasi o altre persone, concentrando l’accusa sull’amico di Marco Poggi.
Le parole degli esperti
Il tema della posizione giuridica di Stasi è tornato al centro del dibattito anche tra i penalisti. L’avvocato Daniele Bocciolini, intervenuto in una diretta su YouTube dedicata al caso Garlasco, aveva sottolineato come, in uno stato di diritto, l’esecuzione della pena avrebbe dovuto essere sospesa in attesa degli sviluppi investigativi.
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