Mimmo Lucano decade da sindaco di Riace: la decisione della Corte d’Appello
La decisione dei giudici arriva dopo la condanna definitiva per falso che ha fatto scattare l’ineleggibilità prevista dalla Severino, mentre la guida del Comune passa temporaneamente alla vicesindaca Spanò in attesa del nuovo ricorso annunciato dall’ex primo cittadino
REGGIO CALABRIA. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato la decadenza di Mimmo Lucano dalla carica di sindaco di Riace. La decisione arriva dopo la condanna definitiva a 18 mesi (con pena sospesa) per falso, pronunciata dalla Cassazione nel febbraio 2025. Quella sentenza ha fatto scattare automaticamente l’ineleggibilità prevista dalla Legge Severino, determinando la perdita del mandato.
La linea della difesa: «Nessun abuso di potere»
I legali di Lucano, gli avvocati Daqua e Saitta, avevano sostenuto che la condanna per falso non fosse sufficiente a far scattare la decadenza. Secondo la loro interpretazione, l’articolo 10 della Severino richiederebbe non solo una pena superiore ai sei mesi, ma anche l’accertamento di un abuso di potere o di una violazione dei doveri d’ufficio per fini personali. Un elemento che, ricordano i difensori, non è stato riconosciuto dai giudici penali, i quali avevano escluso che l’atto contestato fosse stato compiuto per ottenere vantaggi personali o arrecare danno ad altri.
Pronto un nuovo ricorso
Nonostante la conferma della decadenza, Lucano non intende chiudere la partita. L’ex sindaco ha già annunciato la volontà di ricorrere in Cassazione, contestando l’interpretazione della Severino applicata al suo caso. Nel frattempo, in attesa del deposito del ricorso, la guida del Comune passa alla vicesindaca Maria Spanò, che assumerà temporaneamente tutte le funzioni istituzionali.
Un caso destinato a far discutere
La vicenda riapre il dibattito sull’applicazione della Legge Severino agli amministratori locali e sui margini interpretativi legati alle condanne non collegate a episodi di corruzione o abuso di potere. Il nuovo passaggio in Cassazione sarà decisivo per chiarire se la norma debba essere applicata in modo automatico o se debba tener conto della natura del reato contestato.
