Il Tirreno

Grosseto

L’intervista

Meteo in Toscana, temperature sopra la media e possibili ondate di freddo: l’analisi dell’esperto

di Redazione Grosseto

	Roberto Costantini
◗
Roberto Costantini

Dalla neve sull’Amiata alle perturbazioni atlantiche: il punto con Roberto Costantini del Consorzio Lamma

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Un ottobre dal sapore estivo, con temperature ben oltre le medie stagioni e con piogge decisamente scarse. E un novembre che, dopo aver portato i primi freddi e persino qualche fiocco di neve sull’Amiata, sembra già pronto a far risalire la colonnina del mercurio. Insomma, stante anche la vicinanza alla ricorrenza, una estate di San Martino.

Eppure dietro queste anomalie ci sono tendenze ormai consolidate, e cioè il progressivo aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico. Basti pensare che ad ottobre la media massima registrata dalle stazioni Lamma è stata di 24°C; ben 2,5 gradi in più rispetto ai valori del passato. E poi prossimi giorni si attende una nuova fase di instabilità, con ritorno di precipitazioni anche intense. Se ne parla con il dottor Roberto Costantini, responsabile delle sede grossetana del Consorzio Lamma.

La sensazione è stata quella di un ottobre decisamente gradevole, dopo un settembre che è stato praticamente il quarto mese estivo. Costantini, cosa ci dicono i dati della stazione meteo cittadina di Lamma?

«Effettivamente abbiamo avuto un ottobre decisamente mite e rispetto alle medie climatologiche del periodo poco piovoso. Basti pensare che nel trentennio 1971-2000 la temperatura massima media mensile era di 21,5 mentre quest’anno è stata di 24 °C, quindi di ben 2,5 °C superiore; ma anche la temperatura minima media mensile è passata da 11°C a 13,7 °C».

Ormai possiamo dire che questo è un trend evidente, che si consolida di anno in anno.

«Proprio così. Se analizziamo i valori di temperatura massima e minima medie mensili nei vari trentenni di riferimento, vediamo chela crescita è costante: per quanto riguarda le massime, si passa da 21,5 nel periodo 1971-2000, a 22,3 nel successivo trentennio 1981-2010, e ancora a 22,5 nell’ultimo trentennio di riferimento 1991-2020; la stesso andamento lo osserviamo per la temperatura minima media mensile: 11,1 nel periodo 1971-2000, 11,6 nel periodo 1981-2010 e 11,8 nel periodo 1991-2020. C’è però da notare come l’incremento avuto nell’anno corrente sia stato particolarmente consistente».

Con novembre però il quadro è decisamente cambiato.

«Già i primi giorni di novembre ci hanno finalmente regalato un assaggio di autunno, con temperature in netta diminuzione, soprattutto in collina e montagna, un po’ meno lungo la costa».

A cosa è dovuta questa diminuzione di temperatura?

«I fattori da considerare in questa prima settimana sono fondamentalmente due: nelle giornate serene abbiamo evidentemente minori ore di insolazione, dovuto al naturale accorciamento delle giornate, e di notte una grande dissipazione di calore per irraggiamento. Nelle giornate perturbate abbiamo invece avuto un’intrusione di aria fredda di origine scandinava, che ha portato anche qualche fiocco di neve sull’Amiata e pioggia nelle restanti zone».

Possiamo prevedere come sarà il resto dell’autunno?

«Difficile fare una previsione di dettaglio su un periodo così lungo, però possiamo dire che l’attuale dinamica atmosferica, a scala sinottica (ossia ad ampia scala, che riguarda la circolazione continentale o globale, ndr) risente sia dell’influenza del “Niño”, che ha determinato una aumento impressionante della temperatura dell’Oceano Pacifico, sia dell’aumento della temperatura dell’oceano Atlantico, tali da aver modificato il posizionamento di quelle che sono chiamate Celle di Hadley. E questo è il motivo per cui le possibili ondate di freddo che si potranno verificare durante tutto l’inverno sono, in una certa misura, favorite dal global change, ossia dall’aumento delle temperature a livello globale. Infatti le celle di Hadley, uno dei principali meccanismi di trasferimento del calore da sud a nord (e del freddo da nord a sud), spostandosi verso il polo, vi trasportano una maggiore quantità di calore, che a sua volta “spinge” in modo più consistente l’aria fredda artica a scendere verso latitudini più basse. Questo è proprio quello che è successo appena qualche giorno fa, con l’arrivo di venti di tramontana e grecale e il repentino abbassamento delle temperature che abbiamo registrato».

Come sarà questa settimana?

«All’insegna della variabilità, tipicamente autunnale. Avremo un’alternanza di giornate più o meno soleggiate ad altre nuvolose e con pioggia. Le temperature saranno generalmente in aumento, decisamente di nuovo sopra la media del periodo, a causa di venti provenienti dai quadranti meridionale e occidentali. Al momento i giorni con maggiore probabilità di pioggia sembrano essere giovedì e venerdì, a causa di una estesa perturbazione di origine atlantica, che potrà dare origine a fenomeni anche di elevata intensità; possibili piogge di minore importanza, più probabili nelle aree interne, potranno verificarsi anche tra martedì e mercoledì.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Livorno, commerciante sparito nel nulla con i risparmi di decine di clienti: «Che fine hanno fatto i nostri soldi?»

di Martina Trivigno
Il progetto Scuola 2030