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Porto Ercole, in arrivo un’opera autentica di Caravaggio – Dove verrà esposta e il capolavoro top secret

di Ivana Agostini

	La chiesa di Sant'Erasmo a Porto Ercole e Caravaggio
La chiesa di Sant'Erasmo a Porto Ercole e Caravaggio

L’annuncio è stato dato alcuni giorni fa dal delegato agli eventi culturali relativi al Caravaggio Niccolò Capitani

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PORTO ERCOLE. A Porto Ercole sarà esposta un’opera autentica del Caravaggio proveniente da una collezione privata. L’annuncio dato alcuni giorni fa dal delegato agli eventi culturali relativi al Caravaggio Niccolò Capitani è ancora coperto da un alone di mistero.

La grande attesa

L’opera dovrebbe arrivare nelle prossime settimane nel borgo marinaro per essere esposta (salvo cambi dell’ultimo minuto) nella chiesa di Sant’Erasmo a Porto Ercole vecchio dove il Comune ha allestito un percorso legato proprio a Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Fra poche settimane ricorre anche l’anniversario della nascita del pittore maledetto, che avvenne il 29 settembre 1571. Il nome del Caravaggio legato a Porto Ercole suscita sempre polemica: prima sull’autenticità delle sue ossa, poi sulle fattezze dell’arca funeraria e poi sulla necessità di creare un museo dedicato al pittore.

La versione di Montanari

Chi è sempre stato critico sul modo in cui l’artista viene trattato a Porto Ercole è Tomaso Montanari, storico dell’arte, docente universitario, rettore dell’Università per stranieri di Siena e saggista italiano. Montanari ha sempre ritenuto un errore la realizzazione di un museo a lui dedicato e sulle pagine del Tirreno nel 2018 aveva definito "mostruoso" il sarcofago che racchiude le presunte ossa del Caravaggio. Aveva anche ritenuto opportuno suggerire non la realizzazione di un museo del Caravaggio bensì della storia di Porto Ercole.

Il lavoro dell’amministrazione

Capitani rivendica, invece, il lavoro portato avanti dall’amministrazione di Arturo Cerulli per valorizzare nel modo giusto il legame fra Caravaggio e Porto Ercole. «Negli ultimi tre anni non ci siamo limitati ad affiggere cartelli qua e là - dice - Abbiamo cercato di organizzare eventi di qualità: che poi tali spettacoli siano piaciuti o meno è un altro discorso. Sicuramente l’operazione delle ossa è discutibile e io stesso ho sempre espresso perplessità in merito, eppure la tomba esiste ed è visitata da molti. Relegarla nel cimitero, lontano dagli occhi, non è certo una soluzione, né tantomeno lo sarebbe distruggerla con un ulteriore spreco di denaro pubblico. Perché se non abbiamo la certezza che le ossa siano del Caravaggio non possiamo nemmeno avere la certezza che non lo siano. Caravaggio - aggiunge il delegato - deve fare da volano: deve essere valorizzato per far conoscere Porto Ercole e l’Argentario. I tanto vituperati cartelli installati al Paese Vecchio per il percorso "Sulle orme di Caravaggio", gli stessi che si trovano in qualsiasi località turistica, vanno esattamente in questa direzione. I testi sono stati integrati con nuove informazioni per dare risalto anche ad altre personalità rilevanti che prima non erano presenti. Una volta ultimati i lavori di restauro, il monumento funebre verrà posizionato, con grande pragmatismo, proprio sul bastione di Santa Barbara. In questo modo - conclude - sarà integrato nel percorso e valorizzato dalla cornice, rendendo onore a quelle ossa che, in fin dei conti, sono un simbolo: un po’ come le reliquie dei santi nella tradizione cristiana. Sappiamo bene che molte non sono autentiche, eppure la fede le nobilita e migliaia di persone si affollano per vedere il sangue di San Gennaro che si scioglie una volta all’anno».

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