Il Tirreno

Grosseto

L’episodio

Maxitruffa da 150mila euro: arrestati i due presunti responsabili, uno ha 17 anni – La ricostruzione, l’inseguimento e il lieto fine

di Elisabetta Giorgi

	Al centro l’anziano truffato, accanto i due carabinieri del Norm e accanto la foto dell’anziano, da giovane ausiliario dei cc
Al centro l’anziano truffato, accanto i due carabinieri del Norm e accanto la foto dell’anziano, da giovane ausiliario dei cc

Grosseto, la vittima è un uomo di 82 anni: i due hanno utilizzato la tecnica del finto carabiniere. Tutti i gioielli di famiglia, di notevole valore economico e affettivo, sono stati recuperati e restituiti

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GROSSETO. Aveva soltanto 17 anni uno dei due presunti responsabili della maxitruffa (da 150mila euro) del falso carabiniere messa a segno nei giorni scorsi ai danni di un anziano di 82 anni a Grosseto. Un episodio che, grazie all’intervento lampo dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile (Norm) , due dei quali si sono lanciati in uno spericolato inseguimento lungo l’Aurelia, si è concluso con il totale recupero dell’importantissimo bottino e con due provvedimenti nei confronti dei due indagati.

Una storia che abbiamo pubblicato alcuni giorni fa grazie al racconto della famiglia derubata e di cui oggi forniamo nuovi dettagli e sviluppi sulla dinamica dei fatti.

L’arresto

Uno dei due è stato arrestato in flagranza con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, mentre l’altro – il diciassettenne – è stato denunciato alla Procura per i minorenni per gli stessi reati.

Per il reato di truffa è stata formalizzata da parte della vittima denuncia/querela nei confronti dei soggetti fermati.

Secondo quanto ricostruito, il minorenne si sarebbe presentato alla porta dell’anziano qualificandosi come «maresciallo dei carabinieri» mentre un complice, al telefono già da un po’, si è spacciato per un altro militare dell’Arma che chiamava sempre «dal comando di Grosseto». I due sono riusciti a convincere l’uomo ad aprire la cassaforte e a consegnare gioielli e preziosi di enorme valore. La fuga è durata pochissimo.

L’inseguimento

I militari del Norm si sono lanciati, senza risparmiarsi, al loro inseguimento; due di loro hanno dato vita a una corsa di circa dieci chilometri che si è conclusa con successo nelle campagne di Rispescia. Tutti i gioielli di famiglia, di notevole valore economico e affettivo, sono stati recuperati e restituiti. A raccontare a caldo la vicenda al Tirreno è stato giorni fa il figlio dell’82enne, che ha voluto esprimere pubblicamente sul giornale la propria riconoscenza ai carabinieri del Norm intervenuti. Ieri sempre il figlio ha voluto elogiare il servizio svolto dai militari del Norm anche in una mail indirizzata al Comando generale dell’Arma a Roma, ricevendo «una cortesissima risposta di ringraziamento». «Mio padre si sta riprendendo dallo choc», racconta.

Il lieto fine

E sulla vicenda interviene la segreteria provinciale del sindacato Sim carabinieri di Grosseto, che sul sito nazionale ha pubblicato un comunicato accompagnato dalla fotografia dei due carabinieri del Norm protagonisti dell’intervento e ritratti accanto all’anziano derubato (la famiglia di lui ci ha autorizzati a pubblicare l’immagine).

La foto è stata scattata in caserma, dove l’82enne giorni fa è andato a riconoscere i gioielli rubati e ritrovati. La segreteria provinciale Sim ringrazia i colleghi del Norm per l’ottimo risultato raggiunto dopo «un inseguimento ad alta velocità durato chilometri, un’auto fuori strada nei campi vicino alla ferrovia e una corsa a piedi tra la vegetazione». I due fermati, spiega il Sim, «sono gravemente indiziati di essere gli autori di una pesante truffa ai danni di un anziano cittadino. I sospettati, subito dopo aver messo a segno il colpo, hanno tentato di scappare a bordo di un’auto. I carabinieri della Radiomobile si sono messi subito al loro inseguimento, tallonandoli per diversi chilometri».

Lungo l’Aurelia sono stati dribblati molti veicoli, auto e tir; l’inseguimento è stato pericoloso. «La corsa dei fuggitivi è finita bruscamente quando il loro veicolo è uscito di strada, finendo la marcia nei campi a ridosso della linea ferroviaria. Nonostante il violento impatto, i due passeggeri hanno abbandonato il mezzo incidentato per tentare una disperata fuga a piedi. I militari non hanno esitato: hanno scavalcato una recinzione e li hanno inseguiti di corsa nei campi per diverse centinaia di metri, riuscendo a raggiungerli, bloccarli e a recuperare l’intera refurtiva, composta da preziosi di enorme valore».

La commozione della vittima

La vittima della truffa, che in passato è stato anche carabiniere ausiliario, «ha potuto riavere indietro i propri beni e ritrovare la serenità. Profondamente commosso, ha voluto scattare una fotografia insieme ai due militari che lo hanno aiutato». E che il giorno dopo gli hanno portato a casa il quadretto, «che lui custodirà sul proprio comodino – dice il Sim – accanto a una vecchia foto che lo ritrae in uniforme, come simbolo del legame mai interrotto con l’Arma e della fiducia nei colleghi che ancora oggi ne portano avanti i valori». La segreteria provinciale del Sim carabinieri di Grosseto «esprime il proprio convinto apprezzamento e un sentito ringraziamento ai colleghi della sezione Radiomobile per l’eccezionale professionalità, la prontezza decisionale e il coraggio operativo dimostrati». Un inseguimento nel quale, tra le altre cose, non era chiaro se i fuggitivi fossero armati o meno. 

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