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Grosseto, a 93 anni corre l’Eroica di Montalcino: l’impresa in bici di Natalino Riccucci sulle strade senesi

di Pierluigi Sposato

	Natalino Riccucci all'Eroica di Montalcino
Natalino Riccucci all'Eroica di Montalcino

Il grossetano si è messo al collo un’altra medaglia: «Sono andato da solo, con il mio passo: sì, ho fatto dei tratti con altri gruppi o singoli, ma sono andato comunque con la mia andatura»

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GROSSETO. È arrivato di nuovo al traguardo. «Con il mio passo, è chiaro! A me non interessa correre, non ho fretta». Natalino Riccucci, 93 anni compiuti a Natale, si è messo al collo un’altra medaglia: ha partecipato - e soprattutto l’ha portata a compimento - a un’altra delle corse ciclistiche tipiche della nostra regione, l’Eroica di Montalcino.

L’impresa

Diciamolo subito: di eroico qui ancora una volta c’è soprattutto lui, che ha coperto con la sua bici d’epoca quei 45 km e spiccioli del percorso più breve, ma non per questo meno impegnativo. Specialmente se rapportato all’età di chi è salito in sella. «Il percorso era quasi tutto sterrato, soltanto gli ultimi 5-6 km erano su strada buona. Non so bene come era l’altimetria, so soltanto che sono dovuto scendere più volte in salita, e non sono stato l’unico; ma anche in discesa, perché c’erano punti pericolosi».

«Sono andato con il mio passo»

Partenza alle 9, arrivo più o meno alle 14,30. E lungo il tracciato... «Ah io mi sono fermato ai punti di ristoro: c’era una panzanella... Bere? Poco, ho bevuto ma poco». Nella patria del Brunello, come si fa a resistere? E poi? «Sono andato da solo, con il mio passo: sì, ho fatto dei tratti con altri gruppi o singoli, ma sono andato comunque con la mia andatura». E poi? «Non ci sono stati inconvenienti per la mia bicicletta, una Cimatti del 1945, nessuna foratura. Mio figlio Stefano, invece, che ha corso un tracciato più lungo, ha avuto un guasto al cambio: ma è arrivato comunque al traguardo e io ho già quasi risistemato il cambio. Sa, la sua è una Capponi del 1930...».

Gli applausi degli altri iscritti

Il caldo ha influito parecchio ma Natalino - che ha nel suo palmares la partecipazione a ben 17 edizioni dell’Eroica di Gaiole in Chianti - è giunto puntuale al traguardo, festeggiato dagli organizzatori e dagli altri partecipanti: «Sì, ero quello più anziano, ho trovato tanti amici». Allenamenti? «Nessuno. Il freddo mi aveva fermato. Ho fatto tre prove, lì a Montalcino: il 2 giugno e il venerdì precedente, la gamba andava bene, sono partito. Mi sono detto: "Ci vorrà un po’ di più ma va bene ugualmente"». E mostra con orgoglio il libretto di marcia, con i timbri che certificano i suoi passaggi lungo il percorso.

La maglia speciale

Poi il discorso si allarga su tutte quelle occasioni in cui Natalino inforca la bici per andare a prendere un caffè. Ma non il bar sotto casa, che per arrivarci bastano due minuti di numero: lui arriva magari fino a Sticciano e torna indietro, o al Grilli. È fatto così. E lui fa ancora così. Naturalmente, Natalino ha partecipato all’Eroica di Montalcino indossando una maglia particolare, bianca e rossa, con il suo nome: "Riccucci infissi in alluminio - Grosseto". «Questa maglia viaggia con me dall’Ottanta: ne ho tante e tante ne ho regalate, ma a questa sono affezionato, metto sempre questa. Ci ho fatto la 200 km di Cesenatico, per esempio». Lavata, riposta nel cassetto, la maglia è pronta per essere indossata di nuovo: perché Natalino non lo dice ma lo pensa, nel suo futuro c’è sicuramente un’altra corsa. 
 

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