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Il caso

«Hanno picchiato la mia bambina». Scoppia una rissa davanti a un bar

di Matteo Scardigli

	L'intervento dei carabinieri
L'intervento dei carabinieri

Castel del Piano, arrestato il padre: lesioni e resistenza a pubblico ufficiale

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CASTEL DEL PIANO. Ci sarebbe molto di più dietro l’arresto per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale operato dai carabinieri per i disordini di mercoledì (3 giugno) in piazza Garibaldi.

«Due fazioni si scontrano»

I militari locali intervengono intorno alle 17,30 davanti a un locale per una rissa in cui è coinvolta una decina di persone (inizialmente si parla di due “fazioni” di etnia diversa) e si adoperano per mettere pace insieme ai colleghi arrivati da Arcidosso: tra i presenti individuano un uomo, un bracciante agricolo vicino alla cinquantina, più agitato degli altri. Ascoltando le rispettive versioni si fanno un quadro dell’accaduto: tutto sarebbe nato da un apprezzamento pesante rivolto alla figlia dell’uomo, il quale avrebbe reagito.

Il sospettato viene fatto salire a bordo dell’auto di servizio che parte in direzione della caserma. L’uomo, però, inizia a colpire ripetutamente il sedile con la testa: ritenendo che possa rappresentare un pericolo per sé e per gli altri si decide di bloccarlo. Il carabiniere seduto accanto a lui estrae le manette ma il sospettato reagisce, si divincola e infine afferra il militare al braccio sinistro e gli torce il polso: scatta l’arresto.

Entrambi verranno visitati: l’uomo, nello scontro davanti al locale, ha riportato delle ferite superficiali, mentre il referto del militare parla di una manciata di giorni per guarire dalla distorsione rimediata in auto. Nel frattempo viene inoltrata comunicazione dell’accaduto all’Autorità competente e viene fissata l’udienza di convalida.

L’udienza di convalida

Stamattina – 4 giugno – alle 12,30 davanti alla giudice Agnieszka Karpinska l’imputato arriva scortato dai carabinieri di Arcidosso. A loro il compito è di esporre la ricostruzione dei fatti, ad ascoltarla la viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo e il difensore Francesco Santini. Fatti che sono ora inquadrati da un’altra prospettiva, perché l’uomo ha chiarito loro quelli che sarebbero i retroscena dell’accaduto.

Tre gli elementi che si sono aggiunti: la ragazza è minorenne e mercoledì non sarebbe stata oggetto di apprezzamento pesante (o almeno non solo) ma di un’ennesima violenza inflitta proprio da alcuni dei partecipanti alla rissa, che sono tutti connazionali dell’imputato e della sua famiglia. In questo contesto in aula – ferme restando le lesioni e la resistenza a pubblico ufficiale – ci sarebbe un padre intervenuto con l’intento di difendere la figlia.

Ritenuto di avere tutto ciò che le serve per raggiungere una decisione, Karpinska convalida l’arresto e dispone per l’uomo gli arresti domiciliari concedendogli però di allontanarsi da casa per accompagnare i figli e per andare a lavoro, dato che questo costituisce la principale fonte di reddito della famiglia. E fissa una seconda udienza.

La rissa

Nel frattempo, per la rissa, si procede lungo un binario parallelo. Grazie a testimonianze e telecamere i militari hanno potuto procedere all’identificazione delle persone coinvolte, e dall’esame dei filmati sembra possibile ricostruire la dinamica, sulla base della quale ciascuno di loro potrà essere chiamato a rispondere delle proprie eventuali responsabilità.

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