Grosseto, paga 7.400 euro di caparra ma l’auto non esiste: «Dalla Spagna ho viaggiato 32 ore per niente»
Nuovi casi legati a un sito manomesso, la rivendita Conte Motors è estranea alla vendita
GROSSETO. Aveva visto l’auto online, gli era piaciuta al punto che si era anche fatto convincere a versare una caparra da 7.400 euro. Ieri mattina era puntuale di buon mattino all’appuntamento fissato per la consegna ma per lui la sorpresa è stata più che amara: l’auto non esiste, la rivendita non sa nulla perché è del tutto estranea e non ha mai posseduto quel veicolo né lo ha mai messo in vendita, i soldi sono persi.
Ci risiamo. Da Conte Motors si è presentato un altro cliente che credeva di essere prossimo a mettersi a volante di un’auto usata di pregio (38mila il prezzo finale che sarebbe stato indicato) ma che è stato raggirato, perché il sito sul quale l’aveva vista non ha nulla a che fare con l’esercizio commerciale di via Aurelia nord: quelle pagine online sono fasulle, il sito è stato manomesso. Un’altra truffa, insomma. Il cliente è arrivato addirittura dalla Spagna («mi sono fatto 32 ore di viaggio») e ha esibito una fattura apparentemente emessa dall’attività che fa capo a Claudia Conte – tutti i dati sono esatti – ma che è stata falsificata, ribadisce di nuovo la titolare, perché mai emessa dalla società. Il suo legale, l’avvocato Guiscardo Allescia, sta rinnovando la richiesta di sequestro del sito che aveva rivolto alla Procura l’altra settimana, unitamente all’opposizione all’archiviazione chiesta dal pm sui casi risalenti a novembre-dicembre. Perché – spiega Allescia – la situazione sta assumendo contorni sempre più allarmanti. Sia per la signora Conte, che è in fase di chiusura dell’attività, sia per l’esercizio di lavanderia che si trova di fronte all’ufficio, e che vede periodicamente arrivare persone che cercano l’auto dei loro sogni ma che non esiste, o quantomeno non esiste lì, e che cercano informazioni. Perché quello dell’acquirente spagnolo – che ieri mattina è stato poi invitato a rivolgersi ai carabinieri – è soltanto l’ultimo caso di una recentissima mini-serie da tre episodi, di natura differente ma dal sottofondo comune. Sempre ieri si è presentato anche un cittadino arrivato dal Portogallo.
Nei giorni scorsi, spiega l’avvocato Allescia, si sono presentate in rapida successione tre persone - una delle quali ha detto di provenire dal Montenegro, l’altra dalla Romania. Nessuno di loro aveva versato denaro, a differenza del cliente arrivato ieri dalla Spagna, tutti volevano invece vedere con i propri occhi, dal vivo, se poteva fare al caso loro qualche auto reclamizzata sul sito: Lamborghini, Porsche, Audi, Bmw, Mercedes e Tesla.
Conte Motors non ha messo quelle auto in vendita, ribadiscono la signora Claudia e l’avvocato, e dunque non potevano vedere nulla. Ma la rete non conosce confini ed evidentemente quel sito manomesso (la data potrebbe essere quella del 19 maggio, un esperto informatico della difesa ha individuato riferimenti riconducibili a una numerazione lituana) è stato posizionato così bene da attirare clienti anche dall’estero. Il sito è ancora attivo, tutti possono vederlo. Con lo scopo di evitare che altri clienti cadano nella trappola e anche per sentirsi più tutelata, Claudia Conte torna a chiedere alla Procura di agire per chiudere quel sito e arrivare almeno a coloro che avevano agito in occasione delle prime truffe. Perché le persone intestatarie dei conti correnti sui quali erano all’epoca finiti i soldi sono state identificate dalla Questura. E anche se alcune utenze telefoniche risultano intestate a persone straniere non identificabili, sarebbe possibile secondo l’avvocato Allescia lavorare sui conti correnti. Questo il senso dell’opposizione presentata al gip, che adesso dovrà fissare un’udienza prima di decidere se mandare avanti o no le indagini.
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