Addio a Giulio Ciampoltrini, archeologo di razza. L’amico Calastri: «Spero di portare a termine un nostro grande progetto»
Classe 1952, Ciampoltrini per oltre 30 era stato funzionario della soprintendenza operando a Lucca e Orbetello
GROSSETO. Il mondo dell'archeologia perde Giulio Ciampoltrini, classe 1952. Per oltre 30 anni era stato funzionario della soprintendenza operando a Lucca e Orbetello.
Il ricordo
Toccante il ricordo del collega e amico Claudio Calastri. «Certe notizie arrivano di sera, inaspettate e sgradevoli come il caldo di questi giorni – commenta Calastri-. È morto Giulio Ciampoltrini, archeologo di razza, straordinario studioso della Maremma, della Lucchesia e della Toscana tutta. Ci siamo conosciuti ormai trent'anni fa, durante le sudate ore della mia tesi sull'agro di Cosa, quando ebbi modo di ascoltare da lui centinaia di racconti, spunti di riflessione, approfondimenti di ricerca, salaci punzecchiate a colleghi. Da allora non abbiamo mai smesso di sentirci e di vederci, nelle mie puntate alla Regia Soprintendenza alle Antichità della Toscana, lui e Paola sempre insieme, e in altre uscite pubbliche».
L’ultima chiamata
«Ci eravamo sentiti solo qualche settimana fa, per l'ennesimo confronto sui ruderi del Porto Cosano della Tagliata e sulla Domitiana positio a Santa Liberata; la voce era affaticata, ma non credevo, non sapevo. Spero di riuscire a portare a termine, insieme ai colleghi della SABAP Grosseto, un progetto di cui abbiamo parlato tante volte: riportare a Torre Saline alla foce dell'Albegna la magnifica statua in nudità eroica conservata ad Alberese, da lui magistralmente attribuita all'imperatore Gallieno in uno dei suoi tanti studi, rimasto fondamentale per l'archeologia di questa terra. Volevo telefonarti per parlartene, Giulio, ma non ho fatto in tempo. Un grande abbraccio a Paola».
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