Il Tirreno

Grosseto

La tragedia

Morto nell'incendio in casa a Grosseto, le fiamme e il fumo poi l'allarme dei vicini: fatali le esalazioni di monossido

di Ivan Zambelli

	A sx il cartello appeso fuori dallo studio in via Roma, a dx polizia e agenti sul luogo dell’incendio
A sx il cartello appeso fuori dallo studio in via Roma, a dx polizia e agenti sul luogo dell’incendio

A perdere la vita Andrea Montini, titolare della Sanitaria in via Roma: aveva 65 anni. Il cordoglio della città: «È stato un grande professionista»

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GROSSETO. La serranda della sanitaria Montini in via Roma oggi è rimasta abbassata. Un silenzio obbligato per quell’attività storica, aperta nel 1956 da Saverio Montini e diventata nel tempo un punto di riferimento nel settore ortopedico. Dietro quella chiusura c’è il dolore per la morte del titolare Andrea Montini, 65 anni, vittima giovedì sera di un incendio scoppiato nella sua casa di via Piave, all’ultimo piano di un palazzo del centro cittadino.

Fiamme e fumo

L’allarme è scattato poco dopo le 21. Secondo una prima ricostruzione, ancora tutta da chiarire, nell’appartamento si sarebbe sviluppato un incendio mentre il professionista si trovava in casa. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni vicini, insospettiti dall’odore acre di fumo e dai bagliori provenienti dall’interno dell’abitazione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco insieme ai sanitari della Croce rossa di Grosseto, ma per Montini non c’è stato nulla da fare.

Le esalazioni di monossido di carbonio

Le cause del decesso sarebbero riconducibili alle esalazioni di monossido di carbonio sprigionate dal rogo. Resta invece ancora da chiarire l’origine dell’incendio. Su questo stanno lavorando i vigili del fuoco, che conducono gli accertamenti coordinati dalla magistratura. Il pubblico ministero di turno, Giancarlo Melchionna, è stato informato fin dalle prime fasi dell’intervento. Carabinieri e polizia locale hanno fornito supporto per la gestione dell’emergenza e della viabilità. Al momento non sarebbe stato disposto il sequestro dell’immobile ma soltanto l’appartamento di Montini, anche se eventuali provvedimenti potrebbero arrivare nelle prossime ore sulla base delle relazioni tecniche.

Il racconto dei vicini

Chi vive nel palazzo racconta una serata iniziata come tante altre. Un vicino del piano inferiore, ancora scosso per l’accaduto, ripercorre quei momenti. «Ero in casa, sentivo sì qualcosa provenire da sopra ma vai a pensare che stesse succedendo quello. Poi a un certo punto ho sentito del trambusto sulle scale. Ho aperto e visto passare i vigili del fuoco. Nelle scale c’era tanto fumo nero e lì allora ho capito. Mi hanno chiesto di chiudere immediatamente la porta e dopo venti minuti mi hanno fatto uscire fuori». L’uomo, che giovedì sera era umanamente affranto per quanto era successo, dice di non aver sentito esplosioni o rumori particolari. «Non ho sentito alcun rumore strano, neanche un botto di una bombola che possa essere scoppiata. Niente».

Chi era Andrea Montini

Andrea Montini era molto conosciuto in città. Aveva portato avanti l’attività fondata dal padre con discrezione e professionalità, costruendosi negli anni una reputazione di persona seria e disponibile. «Bravissima persona, sempre disponibile», raccontano alcuni clienti abituali e conoscenti. Chi lo frequentava lo descrive come un uomo riservato, profondamente legato al lavoro. Negli anni scorsi aveva affrontato anche il dolore per la perdita della moglie. Non aveva figli: lascia una sorella che vive fuori città e un nipote. Non è ancora stato reso noto il giorno del funerale.

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