Grosseto, attacco dei lupi nel Parco: ferito gravemente un animale
L’episodio a Fonteblanda: per i fratelli Serra è il terzo episodio in due anni
FONTEBLANDA. Ennesimo attacco predatorio a un gregge con una pecora attaccata e altre disperse. Mirella Pastorelli, presidente del Comitato Pastori d’Italia, lancia l’ennesimo grido l’allarme e teme che l’allargamento dei confini del Parco della Maremma possa avvicinare i lupi ai centri abitati. Il Parco respinge le accuse e valuta di andare per vie legali.
Pastorelli
«Tra le 11 e le 12 del 6 maggio – racconta Pastorelli – un lupo ha attaccato il gregge dei fratelli Serra mentre pascolava in uno spazio aperto di proprietà degli allevatori all’interno del Parco della Maremma. L’episodio è avvenuto alla presenza dell’allevatore e dei cani da guardiania, misure fondamentali per la tutela ma spesso non capaci di fermare la ferocia dei carnivori. Una pecora è stata attaccata e riporta ferite tali da renderne difficile il recupero. Il lupo – dice Pastorelli – non preda più solo di notte, ma ha cambiato abitudini. Questo accresce l’insicurezza di chi vive e lavora in campagna e di chi frequenta i sentieri». La presidente segnala «un aumento degli attacchi all’azienda dei fratelli Serra negli ultimi mesi e denuncia una situazione che si aggrava giorno dopo giorno, con un numero elevato di lupi e una crescente difficoltà a trovare prede selvatiche». Secondo la presidente del Comitato «gli allevatori necessitano di interventi concreti – sostiene – e per questo chiediamo di accelerare le procedure per il prelievo dove il numero di esemplari risulta eccessivo, inoltre chiediamo che siano garantiti risarcimenti adeguati per i danni effettivamente subiti». «I danni non sono solo quelli del capo ucciso – commentano i fratelli Serra – Lo spavento ha fatto disperdere parte del gregge. Ora quelle non produrranno più latte. È un danno diretto e indiretto che mette a rischio l’intero comparto».
Il Parco risponde
«Siamo dispiaciuti di apprendere di un nuovo attacco predatorio, il terzo in due anni, ai danni dell’allevamento Serra», interviene il Parco della Maremma. «È piuttosto evidente come la frequenza di fenomeni di questo tipo a danno di una stessa azienda rappresenti una criticità specifica e puntuale riconducibile a carenze nel sistema di dissuasione e protezione attiva e passiva che oggi sono necessari per difendere il gregge, sia nelle aree protette che fuori da queste. L’attacco non è avvenuto ad Alberese, all’interno del Parco, ma a Talamone, in una zona che non rientra negli attuali confini dell’area protetta – spiega Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma – Riteniamo invece molto grave l’affermazione della presidente del Comitato, Mirella Pastorelli, che parla di un pericolo per i visitatori del Parco che frequentano l’area protetta e gli itinerari. Non ci sono pericoli per i visitatori e creare questo allarmismo ingiustificato è un comportamento irresponsabile – aggiunge Rusci – Per questo, il Parco sta verificando la possibilità di ricorrere ad azioni legali per tutelare l’immagine dell’ente. Le dichiarazioni di Pastorelli, oltre a essere pretestuose, sono dettate da una scarsa conoscenza della situazione o da informazioni parziali e confuse. Abbiamo più volte dimostrato, con dati scientifici, che la presenza del lupo non rappresenta un pericolo per le persone e il monitoraggio che svolgiamo sul territorio è puntuale: è quindi inaccettabile che il lavoro di tante professionalità diverse venga denigrato da illazioni del genere». Dal Parco si precisa che non si tratta del primo attacco subito dall’azienda. «I cani da guardiania, per fare un esempio, devono essere adeguatamente addestrati e le recinzioni devo rispondere a requisiti precisi e specifici. Abbiamo più volte – continua Rusci – reso nota la nostra disponibilità a valutare, insieme agli allevamenti del territorio, le situazioni e le strategie adottate, per verificare cosa ci sia da migliorare e nell’ottica di poter dare il nostro contributo alla tutela del bestiame: l’azienda Serra non ha mai fatto ricorso al nostro supporto tecnico». Infine, una precisazione sul progetto di espansione del Parco: «Non esiste nessun legame - conclude Rusci – tra il progetto di espansione del Parco e l’espansione dell’area del lupo».
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