Il Tirreno

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Tribunale

Scontri per Askatasuna, Angelo Simionato resta ai domiciliari: respinto il ricorso della Procura

di Matteo Scardigli
Scontri per Askatasuna, Angelo Simionato resta ai domiciliari: respinto il ricorso della Procura<br>

Grosseto, la decisione del Riesame: il 22enne di Montelaterone arrestato negli scontri a Torino non tornerà in carcere

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ARCIDOSSO. «No comment», taglia corto l’avvocata Elisabetta Montanari, ma non prima di aver confermato che il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dalla Procura di Torino, confermando le decisioni già assunte dalla giudice per le indagini preliminari, che chiedeva un aggravamento della misura cautelare comminata al suo assistito: Angelo Simionato, il 22enne di Montelaterone arrestato insieme ad altri due manifestanti durante gli scontri avvenuti nel capoluogo piemontese nel corso della manifestazione pro Askatasuna del 31 gennaio.

L’ufficio del pubblico ministero aveva chiesto che Simionato facesse ritorno in carcere, ma il collegio giudiziario cui spetta la cognizione delle ordinanze che dispongono una misura cautelare coercitiva non ha riscontrato la presenza di nuovi elementi investigativi rispetto a quelli già valutati in precedenza dal Gip: in assenza di ulteriori sviluppi vengono ritenuti congrui i domiciliari. Per gli altri due indagati, Matteo Campaner e Pietro Desideri, resta l’obbligo di firma.

Il giovane amiatino, riconoscibile nei filmati degli scontri grazie al giaccone rosso che indossava, era presente mentre un altro uomo colpiva con un martello il poliziotto Alessandro Calista alla schiena e alle gambe. Simionato, sebbene secondo gli inquirenti possa non aver brandito l’attrezzo contro l’agente, avrebbe comunque avuto una parte attiva all’interno dell’azione del gruppo: gli sono stati contestati i reati di lesioni, rapina in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo la giudice per le indagini preliminari dimostrò «ingenuità operativa»: non indossava protezioni, come caschi o scudi, e la scelta del giaccone rosso lo rendeva – appunto – facilmente riconoscibile.

Seppure incensurato, il giovane amiatino era già stato denunciato e segnalato per favoreggiamento personale, imbrattamento di un immobile, porto di coltello e spaccio. Sulla decisione della Gip pesò l’azione in gruppo e in sinergia con gli altri facinorosi, accentuata dal fatto di essersi spostato dalla Toscana a Torino proprio in occasione della manifestazione poi degenerata.

La giudice valutò che i domiciliari fossero sufficienti a scongiurare il pericolo di reiterazione, dato che Simionato non risulta legato a gruppi organizzati antagonisti o antagonisti né era mai rimasto coinvolto in fatti simili nel corso di precedenti cortei o proteste in piazza. Il procuratore torinese Giovanni Bombardieri e l’aggiunto Emilio Gatti avevano depositato il ricorso il 12 febbraio.

Quanto accaduto quel 31 gennaio resta comunque ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti sui fatti avvenuti durante la manifestazione. Nel frattempo quotidiani nazionali danno notizia della riapertura del dialogo tra il Comune piemontese e Askatasuna, che non rinuncia al suo festival al via mercoledì 22 in diverse sedi nel quartiere Vanchiglia, tra le zone a vigilanza rafforzata previste dal decreto sicurezza.


 

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