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Grosseto, stranieri lasciati a piedi dal bus: «È una discriminazione razziale»

di Ivan Zambelli

	Un autobus di Autolinee Toscane (foto d’archivio)
Un autobus di Autolinee Toscane (foto d’archivio)

La denuncia dell’associazione Rosa Parks. At: «Avviata un’indagine interna»

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GROSSETO. Rosa Parks si rifiutò di alzarsi dal posto riservato ai bianchi su un autobus negli Stati Uniti degli anni Sessanta. Lungo la rotta dell’Amiata invece, stando alla segnalazione dall’associazione culturale Rosa Parks, alcuni ragazzi stranieri non sarebbero stati fatti nemmeno salire sul bus.

Se non fosse una vicenda seria, sembrerebbe quasi un paradossale ricorso storico. E invece è una denuncia circostanziata che riguarda collegamenti dalla zona dell’Amiata verso Grosseto che ha già dato origine a un reclamo formale nei confronti di Autolinee Toscane, la società che gestisce il servizio, che a sua volta ha aperto un’indagine interna per verificare l’accaduto.

Secondo quanto riferito dall’associazione, alcuni giovani di colore diretti alle attività culturali e ai corsi di lingua organizzati a Grosseto sarebbero rimasti a terra pur avendo il biglietto regolarmente acquistato. «Abbiamo fatto una protesta diretta e sappiamo che è stata inviata una segnalazione precisa all’azienda – spiega Claudia Angeletti, presidente dell’associazione Rosa Parks –. Ci hanno risposto dicendo che dispiace, ma il problema resta. Parliamo di ragazzi che si alzano alle prime ore del mattino per prendere il pullman e poi magari si vedono chiudere le porte in faccia. Oppure la sera, quando devono rientrare e restano così a piedi».

L’episodio segnalato infatti non sarebbe isolato. «Ho saputo da una persona che li aiuta – prosegue Angeletti – che in un’occasione un ragazzo con una bici pieghevole non è stato fatto salire e sono dovuti andare a recuperarlo, perché era sera. Sembra che ci sia ostilità o pregiudizio legato al colore della pelle. Questi ragazzi ci sono rimasti molto male. Vogliono continuare a partecipare alle attività, però qui non si sentono accettati».

L’associazione Rosa Parks, centro culturale protestante attivo a Grosseto, ha avviato nel 2026 una scuola gratuita di italiano per migranti con l’obiettivo di favorire integrazione e autonomia. Le lezioni, individualizzate, sono tenute da insegnanti in pensione per due ore settimanali. «È un piccolo contributo – spiega la presidente – ma importante per chi sta cercando di inserirsi».

Però dopo tre settimane di attività regolari tre dei cinque studenti non sono riusciti a raggiungere le lezioni proprio perché, secondo la segnalazione, l’autista del bus non li avrebbe fatti salire, senza fornire motivazioni. I tre, conferma la presidente, avevano un regolare biglietto. «Parlando con chi li segue – continua Angeletti – abbiamo scoperto che non sarebbe il primo episodio verso persone straniere: in un caso sarebbero rimasti a terra addirittura in venti, in un altro sarebbe stato indicato loro di prendere un autobus alternativo che però non permetteva di arrivare in tempo alle lezioni o a un corso per il lavoro».

Da qui la presa di posizione dell’associazione che ha deciso di scrivere a Il Tirreno e di raccontare l’accaduto: «Con la sensibilità per i diritti umani che ci contraddistingue – conclude la presidente – avvertiamo il sentore di una ordinaria forma di discriminazione razziale che non può essere sottovalutata».

Dal canto suo Autolinee Toscane conferma di aver ricevuto segnalazioni e di aver attivato le procedure interne previste. «Abbiamo ricevuto dei reclami ai quali abbiamo già dato risposta – spiegano dall’azienda – e abbiamo avviato un’indagine interna, come avviene sempre in questi casi, anche a tutela del lavoratore coinvolto, ascoltando la versione dell’autista».

La stessa azienda fa sapere che «è arrivato anche un ulteriore reclamo e sono in corso approfondimenti che, se i fatti fossero confermati, potrebbero sfociare in provvedimenti disciplinari, perché si tratterebbe di comportamenti lontani dal codice etico e dai valori aziendali». La società sottolinea inoltre di essere impegnata sui temi dell’inclusione e della memoria dei diritti civili. «Proprio su Rosa Parks – aggiungono – abbiamo promosso un’iniziativa specifica lo scorso ottobre, è un tema in cui crediamo davvero».

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