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Fiorentina, operazione-rilancio: ecco i tre pilastri di Vanoli

di Redazione Firenze

	Fagioli
Fagioli

Il ritorno del tecnico sulla panchina della Fiorentina fa rialzare le quotazioni di Fagioli, Ndour e Dodò, ma garantisce anche un impiego costante di Njie

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FIRENZE. Dove eravamo rimasti? Non sappiamo se sono state proprio queste le esatte parole pronunciate da Paolo Vanoli al suo rientro al Franchi lunedì pomeriggio, ma sicuramente il nuovo/vecchio tecnico della Fiorentina avrà ancora una volta il compito di riportare equilibrio da comandante di una nave viola che in questo momento viaggia di nuovo in acque agitate.

E come nella passata stagione, Vanoli dovrà cercare di tirare fuori il più possibile da una rosa costruita per un altro allenatore. Certo, rispetto allo scorso novembre c’è molto più tempo per lavorare e sicuramente meno pressione sulle spalle, anche se dopo tre sconfitte in fila per iniziare il campionato comincia a esserci fame di punti a Firenze. In tutto questo, Vanoli non potrà nemmeno contare troppo su quanto costruito fino a maggio, visto che di quella Fiorentina è rimasto più o meno metà gruppo dopo il calciomercato estivo: 13 facce nuove e 10 confermati.

Proprio tra chi è rimasto c’è qualcuno che sarà senz’altro stato molto facile di rivedere mister Vanoli al campo. Perché se c’è una certezza che il tecnico varesino aveva costruito nel corso della sua prima recentissima esperienza a Firenze era il ruolo di Nicolò Fagioli al centro del progetto tecnico viola. Se nelle prime giornate l’ex Juventus è stato impiegato a corrente alternata (un’ora con la Roma, poco meno di mezz’ora con il Frosinone e tutta la partita con il Torino), la sensazione è che in mezzo al campo le chiavi della cabina di regia saranno nuovamente di sua proprietà già dalla trasferta di venerdì sera contro il Venezia.

Sempre per quel che riguarda il centrocampo, chi non dovrebbe rischiare il posto è Cher Ndour. Il ragazzo, cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, proprio sotto Vanoli ha fatto un deciso salto di qualità interpretando alla perfezione i compiti di una mezzala con possibilità di inserirsi in avanti in fase di possesso. Con queste premesse, nonostante i tanti nomi arrivati in estate, difficile che Ndour passi le prossime partite seduto in panchina.

Tra i nuovi, chi potrebbe interpretare al meglio le richieste di Vanoli, che predilige un pressing aggressivo e organizzato quando il pallone è tra i piedi degli avversari, dovrebbe essere Atta, che non solo ha un buon feeling con la porta ma ha anche la capacità di rubare palloni e far ripartire la squadra in men che non si dica. Diversi punti interrogativi, invece, riguardano il reparto arretrato. E qui il pensiero va subito a Luca Ranieri, che con Frosinone e Torino è rimasto a bordo campo a guardare i compagni giocare. Il rapporto tra Vanoli e Ranieri non è stato sempre rose e fiori, con i due che non se le sono mandate a dire dopo il passaggio della fascia di capitano a De Gea. Nelle ultime giornate della scorsa stagione, però, Ranieri aveva ritrovato la titolarità perduta, ripagando la fiducia del tecnico.

La concorrenza è particolarmente alta, vedremo se Vanoli deciderà di affidarsi a un “usato sicuro” come Ranieri-Pongracic come coppia di centrali difensivi dando il tempo a Dragusin e Viery di recuperare energie mentali e fisiche dopo il difficile inizio di stagione. Lo stesso ragionamento potrebbe valere anche per Dodò. L’esterno brasiliano ha giocato appena 90 minuti in 3 giornate, tutti con la Roma, ma il Vanoli-bis potrebbe essere un’occasione per avere più spazio e più minuti. Con Joao Mario e Alex Jimenez che non hanno particolarmente convinto, Dodò potrebbe essere una buona carta da giocare per ritrovare la solidità nella fase difensiva.

In attacco occhio ad Alieu Njie. Vecchia conoscenza di Vanoli, che già lo ha avuto a disposizione a Torino con ottimi risultati, lo svedese con la sua duttilità potrebbe essere preferito a Pedro Goncalves. 
 

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