Fiorentina, perché Kean è sparito per alcuni giorni? La spiegazione di Vanoli: «Motivi di legge, poi gli ho detto una cosa...»
L’attaccante, rientrato solo alla vigilia della gara, è stato decisivo nel finale e il tecnico ha ricostruito l’intera vicenda
La Fiorentina trova nel recupero una vittoria che può cambiare il volto della corsa salvezza. Al 92′ Moise Kean, appena subentrato, firma l’1-0 contro la Cremonese ribadendo in rete una respinta di Audero dopo il colpo di testa di Fortini, servito da un cross preciso del nuovo arrivato Solomon. Un’azione costruita interamente da giocatori inseriti nella ripresa, a conferma dell’impatto delle scelte di Paolo Vanoli, che anche in un momento complicato continua a ottenere risposte dal gruppo.
Da possibile escluso a match winner
La presenza dell’attaccante in panchina non era affatto scontata. Il giocatore aveva ottenuto un permesso per assentarsi da Firenze nei giorni precedenti, una situazione che aveva alimentato interrogativi e tensioni nell’ambiente viola. Nonostante ciò, Vanoli ha deciso di portarlo con sé all’ultimo momento, scelta che si è rivelata decisiva. Nel dopo partita, il tecnico non evita l’argomento e ricostruisce l’intera vicenda, lasciando fuori solo gli aspetti personali del calciatore, che restano privati. «Allora, per quanto riguarda Kean è molto semplice. Lui aveva un accordo con la società già da tempo, che più di una volta è stato rimandato, e purtroppo per motivi di legge, non sto qua a entrare nei dettagli, non si poteva più rimandare. Quindi il ragazzo è andato e io gli ho detto solo che per rispetto del gruppo… Devo dire la verità, vedete le fortune come sono. Sono sincero, volete che sono sincero? Dopo che è tornato, gli ho detto: “Guarda, Moise, non ti porto neanche in panchina”. Perché c'era Dzeko, in quel momento c'era ancora».
Il tecnico prosegue spiegando come la situazione sia cambiata all’ultimo minuto: «Dopodiché stamattina Dzeko si è fermato – continua Vanoli – Kean è due giorni che sta lavorando forte, anche stamattina si è allenato forte, e quando ho saputo questa situazione gli ho detto: “Devi venire in panchina con me”. E lui ha detto: “Mister, io ci sono”. Quindi non c'è stato nessun caso. Nessun caso. È inutile buttare addosso merda su queste situazioni, già ce ne abbiamo abbastanza. Quindi sono contento. Sapete che quando c'ho da dire in faccia a un giocatore una cosa gliela dico. Vi dico la verità, che non sarebbe venuto in panchina. Ma non sarebbe venuto in panchina non perché è andato là, chiariamo questo. Non sarebbe venuto in panchina per rispetto del lavoro del gruppo e lui si è messo completamente disposizione».
Tutelare la privacy
Infine, Vanoli chiude difendendo il giocatore e il suo comportamento: «Giustamente aveva questo problema che purtroppo aveva – conclude il tecnico viola, tutelando la privacy di Kean – Però ha fatto di tutto per rientrare, poi il viaggio era lungo, e giustamente io ho la gestione di un gruppo. Lui è sempre stato a disposizione, si dicono tante cattiverie, ma alla fine dopo devono uscire dall'allenatore, quindi… penso che stasera sia un premio». Con questo successo, la Fiorentina riduce a tre punti il distacco dal quartultimo posto occupato dal Genoa e torna a vedere la salvezza come un obiettivo alla portata.
