Bus, insulti e sputi alla conducente: dopo le dimissioni di 50 autisti altra grana per Autolinee Toscane
Firenze, nuovo episodio di violenza a bordo. I sindacati: «La misura è colma». E la Cisl chiede a Comune e Regione di agire in fretta per cambiare rotta sul tpl
FIRENZE. Prima gli insulti, poi uno sputo addosso. Vittima una conducente di Autolinee Toscane, presa di mira ieri in via Nazionale da un uomo che viaggiava su un monopattino elettrico. A denunciare l’aggressione è Fast Confsal, che parla dell’«ennesimo, vile e inaccettabile episodio di violenza» e torna a chiedere cabine chiuse, sistemi di allarme e maggiori controlli. «La misura è colma», scrive il sindacato.
La denuncia cade mentre il trasporto pubblico fiorentino attraversa il passaggio più difficile dall’avvio della gestione di Autolinee Toscane. Cinquanta conducenti si sono dimessi nel 2026, secondo Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl. Quasi uno alla settimana. Dietro le uscite, sostengono le sigle, ci sono turni pesanti, tempi di percorrenza ormai incompatibili con il traffico, corse che accumulano ritardi o saltano, capolinea occupati dalle auto e una tensione con i passeggeri che sempre più spesso finisce addosso a chi guida.
I casi degli ultimi mesi raccontano il clima. A luglio, sulla linea 30, una conducente era stata minacciata di morte dopo la soppressione di alcune corse; a fine agosto, in piazza Dalmazia, un autista della linea 2 era stato preso a pugni dopo un guasto: dieci giorni di prognosi e punti di sutura. Ora via Nazionale.
Autolinee Toscane conferma circa cinquanta dimissioni, ma le considera fisiologiche nel ricambio del personale: circa il 5 per cento su una platea di oltre mille lavoratori. Una lettura che non convince i sindacati, per i quali il dato fotografa invece un mestiere sempre meno sostenibile.
E proprio mentre Fast Confsal torna a porre il problema della sicurezza, la Cisl Firenze-Prato chiede che alle parole seguano decisioni. Il sindacato giudica positivamente la risposta degli assessori Andrea Giorgio e Filippo Boni, che hanno annunciato un nuovo confronto con At su tempi di percorrenza, turni, cancellazioni delle corse in ritardo e priorità semaforica per i bus. Ma avverte: «non passino altri mesi».
Per la Cisl il servizio ha raggiunto «livelli di criticità insostenibili»: corse saltate senza preavviso, percorrenze che si allungano, discussioni a bordo e alle fermate. Problemi diversi che finiscono per incontrarsi nello stesso punto, davanti alla cabina dell’autista. Ieri, in via Nazionale, è successo di nuovo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
