Steward, ritorno nelle piazze a Firenze: la notte finisce sotto controllo – Mappa e dettagli
La sindaca Sara Funaro conferma 24 addetti per l’estate nei luoghi considerati critici
FIRENZE. Gli steward tornano nelle piazze della movida. Ventiquattro operatori, come l’anno scorso, saranno schierati nelle zone considerate più esposte, da Sant’Ambrogio a Santo Spirito, per affiancare il lavoro della polizia municipale e delle forze dell’ordine nelle sere d’estate.
L’annuncio
Lo ha annunciato la sindaca Sara Funaro, a margine del torneo di basket Tommasino Bacciotti. Sul fronte della movida, ha detto, «abbiamo confermato l’attività che stiamo portando avanti ormai da anni con 24 steward che andranno nelle zone col più alto impatto, per cui quella di Sant’Ambrogio, di Santo Spirito, per cercare di avere un presidio. È ovvio che questo è un lavoro che si va a aggiungere a quello che le forze dell’ordine fanno sul nostro territorio».
L’estate è il punto critico. Le piazze si riempiono, i locali lavorano fino a tardi, i gruppi si fermano sui sagrati, agli angoli delle strade, davanti alle serrande abbassate. La soglia si sposta più avanti. Il rumore cresce. Crescono anche le segnalazioni dei residenti. «Per quanto riguarda le criticità», ha aggiunto Funaro, «di solito le analizziamo ai tavoli in prefettura, diciamo che abbiamo l’attenzione molto alta, perché sappiamo benissimo che quando si arriva verso il periodo estivo, per cui dove le piazze sono vissute di più, possono esserci anche elementi di criticità maggiori. E quindi la nostra attenzione deve essere massima».
La mappa
La mappa è quella che Firenze conosce già. Santo Spirito, con la piazza piena e i vicoli laterali dove restano bottiglie, vetri, odore di urina, gruppi fermi agli angoli. San Frediano, dove la fila davanti ai locali scorre ordinata, tra musica e tavolini pieni, ma basta svoltare di pochi metri perché la scena cambi. Santa Croce, con via de’ Benci occupata da comitive straniere e locali a pieno ritmo, mentre nelle strade laterali l’asfalto porta i segni della notte. San Pierino, con piccoli gruppi che restano ai margini e osservano chi passa. Via Palazzuolo, dove il contrasto diventa più duro: da una parte le code davanti ai locali, dall’altra il consumo di crack all’aperto, gli sbandati sugli scalini, la marginalità che resta a pochi metri dalle luci degli hotel e dei bar.
È una notte divisa in due. Da una parte la città che vuole vivere gli spazi pubblici, le piazze, i concerti, le serate, il turismo, gli eventi. Dall’altra lo sballo, il degrado, le risse che possono nascere da poco, il consumo di droga in strada, la fatica dei residenti che chiedono di dormire e di non trovare ogni mattina il quartiere sporco.
La sindaca lega il presidio anche all’idea di aumentare le occasioni positive. «Noi abbiamo lavorato e stiamo lavorando tantissimo per cercare di aumentare tutte le iniziative culturali, e per fare in modo che i nostri luoghi possano essere vissuti in maniera positiva», ha detto.
Poi il riferimento agli eventi estivi e alle Cascine: «Quest’estate in totale avremo più di 20 grandi eventi, per cui un’ulteriore risposta di socialità e di divertimento. Dove ci sono presidi positivi, ci sono anche meno problemi. Questo è il punto fondamentale sul quale stiamo puntando».
Le tre mosse e il modello
Il modello ricalca il Piano Notte annunciato da Palazzo Vecchio il 31 maggio dell’anno scorso. Allora il Comune parlò di tre mosse: più municipale in strada, steward nelle piazze della movida e volontari nei giardini. Il piano prevedeva un aumento del 25 per cento delle pattuglie notturne della polizia municipale, reso possibile anche dai nuovi assunti. Diciannove pattuglie ordinarie nei servizi serali e notturni, più altre quattro nel fine settimana, dal giovedì alla domenica, dedicate in particolare alla movida.
Accanto agli agenti c’erano gli steward, anche allora ventiquattro, riconoscibili dalla pettorina, organizzati in squadre di tre o quattro persone, presenti nelle piazze più frequentate e in contatto con la municipale e con le forze dell’ordine. Non agenti, ma presidi. Dovevano assistere cittadini e turisti, scoraggiare comportamenti molesti, segnalare situazioni pericolose. Il terzo pezzo erano i volontari dell’Associazione nazionale carabinieri 181 Pegaso, in servizio serale fino a mezzanotte, su dieci itinerari nei quartieri, tra giardini e piazze.
Quest’anno lo schema riparte dalle stesse parole: presidio, coordinamento, prevenzione. Cambia il quadro attorno. A Sant’Ambrogio i residenti chiedono più controlli e una stretta sulla ztl. In Oltrarno la pressione torna a salire con il caldo. Alla Fortezza sono arrivate segnalazioni per i parcheggiatori abusivi. Nelle piazze della notte si cerca ancora un equilibrio tra socialità e convivenza.
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