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I controlli

Zone rosse a Firenze, si allunga il raggio e arriva la stretta sui bivacchi – La mappa

di Redazione Firenze

	Un controllo dei carabinieri alle Cascine
Un controllo dei carabinieri alle Cascine

Rinnovate per 5 mesi, ma possono essere prorogate fino a 18. Cascine sorvegliate speciali, nuova mappatura dei controlli. E la Fortezza esce dalle aree di vigilanza

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FIRENZE. La geografia della sicurezza si allarga, cambia pelle, si fa permanente. E soprattutto mette radici. Le zone rosse di Firenze vengono confermate dal prefetto Francesca Ferrandino con un’ordinanza da cinque mesi che segna un salto di scala politico e operativo: perché d’ora in poi potranno restare in vigore fino a diciotto mesi. Non più finestre temporanee da riaprire a ogni riunione del Comitato per l’ordine pubblico, ma un dispositivo stabile, quasi urbanistico, cucito addosso ai quartieri più fragili della città. La Firenze dei dehors e dei turisti da una parte. Quella delle lame, delle dosi e delle rapine lampo dall’altra.

Il perimetro

Dentro il perimetro restano Santa Maria Novella e soprattutto le Cascine. Fuori invece la Fortezza da Basso, che sparisce dalla mappa dopo essere stata uno dei primi simboli della stretta prefettizia. Entrano in modo strutturale il Quartiere 2 e il Quartiere 5, due pezzi di città ormai finiti dentro il radar fisso di forze dell’ordine e procura.

Il nuovo quadro nasce dalla modifica del decreto Minniti voluta dal governo. Sei mesi prorogabili fino a un massimo di diciotto. Tradotto: chi viene trovato nelle aree sorvegliate con comportamenti aggressivi, molesti o minacciosi e ha precedenti recenti per reati contro la persona, il patrimonio, droga o porto d’armi può essere allontanato immediatamente. Un daspo urbano che ormai assomiglia a una rete da pesca stesa sopra i nervi scoperti della città.

E il nervo più scoperto resta il parco delle Cascine. Il polmone verde trasformato negli anni in una frontiera slabbrata dove jogging e spaccio convivono a pochi metri di distanza. Di giorno i passeggini, le bici, i runner. Di notte i fari delle auto che rallentano, gli scooter che tagliano il buio, le vedette appoggiate ai tronchi, i rapinatori che saltano fuori dai vialetti come fantasmi.

L’ordinanza impressiona soprattutto per la precisione chirurgica della mappatura. Tre ambiti distinti alle Cascine, confini segnati strada per strada, piazza per piazza, dal Ponte all’Indiano fino al Fosso Macinante, da Paolo Uccello al Visarno. Una cartografia quasi militare costruita su anni di arresti, sequestri, aggressioni, esposti dei residenti.

Anche il Quartiere 2 entra ormai a pieno titolo nella geografia delle attenzioni prefettizie: Bellariva, Alberti, Campo di Arrigo, l’asse dello stadio, viale Malta. Più a nord-ovest il Quartiere 5: via Mariti, Ponte di Mezzo, Guidoni, Baracca, l’area ferrotranviaria. Zone dove la percezione di insicurezza cresce insieme ai flussi della tramvia, alle spaccate, allo spaccio diffuso, ai bivacchi.

Palazzo Vecchio

«La proroga delle zone rosse è importante perché le misure messe in campo finora hanno funzionato e vogliamo andare avanti su questa strada. C’è un lavoro costante con Prefettura e forze dell’ordine ma servono più uomini dal governo», dice la sindaca Sara Funaro, che rilancia sugli agenti di prossimità e sulle assunzioni nella polizia municipale.

Sul fronte politico Palazzo Vecchio – che ha appena varato la polizia di prossimità, con 80 vigili impegnati in 40 pattugliamenti nei quartieri ogni settimana – alza il tono dello scontro con Roma. «Abbiamo messo in campo agenti di prossimità, PolCascine, pattugliamenti sui mezzi pubblici, telecamere e altri cinquanta vigili arriveranno a settembre. Il governo invece continua a lasciare Firenze senza rinforzi adeguati. Ora lavoreremo anche a una stretta contro i bivacchi molesti con alcol nei giardini e nelle piazze», ha detto l’assessore alla sicurezza Andrea Giorgio a Repubblica.

Dietro la nuova ordinanza c’è anche questo: una città che prova a blindare i suoi punti più fragili mentre la battaglia politica sulla sicurezza si sposta sempre più dentro i quartieri, fra pattuglie, telecamere, regolamenti urbani e pezzi di periferia diventati terreno di scontro quotidiano.

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