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“Mai più un 2 novembre”, mille alluvionati in corteo a Firenze: «Ristori in ritardo»

di Elena Andreini

	Un'immagine del corteo
Un'immagine del corteo

I comitati: «Dopo sette mesi alle famiglie stanno arrivando solo 3mila euro, basta rimbalzi tra Regione e Governo»

25 maggio 2024
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FIRENZE. “Mai più 2 novembre 2023”, “Mai più alluvione” questo lo slogan che ha accompagnato la manifestazione di sabato 25 maggio promossa dal coordinamento dei comitati (Comitato Alluvionati Campigiani 2023, Comitato via Cetino e via Campanella e Comitato Arca di Noè e il Comitato Bagnolo per l’alluvione) partita dall’Osmannoro a Campi Bisenzio per raggiungere la sede della Regione a Novoli. Un migliaio di persone con cartelli e striscioni hanno composto il corteo lungo 300 metri al quale hanno partecipato anche i sindaci di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri e quello di Montemurlo Simone Calamai. Famiglie, giovani, anziani hanno camminato e sfidato il sole e il caldo di un sabato pomeriggio per chiede la messa in sicurezza del territorio, ma anche di poter ricevere i ristori in grado di garantire la risistemazione e la ricostruzione delle proprie abitazioni e delle aziende rimaste alluvionate nel novembre scorso. Il lungo corteo ha attraversato via Lucchese fino a via Baracca per raggiungere il parco di San Donato.

Le ragioni del Coordinamento

«È una protesta pacifica e apartitica – dice Luca Claudio Ballerini del Coordinamento – dove rivendichiamo i nostri diritti di cittadini per quello che ancora non abbiamo avuto, ovvero i contributi per ricostruire le nostre case e le nostre aziende, per ricomprare tutti i beni mobili andati perduti nell’alluvione e naturalmente e soprattutto chiediamo la messa in sicurezza del territorio perché non ci sia più il 2 novembre». Il nodo resta quello dei ristori, delle risorse necessarie sia per la messa in sicurezza del territorio sia per consentire alle persone che hanno perso tutto come la casa o l’azienda o entrambe, di poter ricominciare, ricostruire, riavviare la propria vita. A distanza di quasi sette mesi, però lamentano i comitati, ben poco è arrivato. «Da parte del governo sono stati stanziati 66 milioni che vanno ad aggiungersi agli altri per un totale di quasi 380 milioni, – dice Ballerini – ma ancora non sono completamente sufficienti per coprire tutti i danni causati dall’alluvione che ammontano a più di un miliardo di euro. C’è un rimbalzo tra la Regione e il governo perché questi soldi, secondo me, per essere distribuiti hanno bisogno di un decreto di attuazione: bisogna capire chi li distribuisce e in che modo». A Campi sono arrivate tante donazioni, l’ultima avvenuta lo scorso 17 maggio al Teatro Puccini di Firenze durante la serata benefica “Quanta fretta! Ma dove corri…”, ha permesso di raccogliere 17.500 euro per aiutare la popolazione di Campi Bisenzio colpita dall’alluvione consegnati ieri a don Bledar Xhuli, parroco della parrocchia dei Santi Quirico e Giulitta a Capalle. «I soldi sono andati alle associazioni e alle parrocchie che a loro volta li hanno distribuiti – prosegue Ballerini – però non c’è una precisa anagrafe per capire a chi sono andati questi fondi».

I ristori

Capitolo a parte quello della Regione e i ristori da 3000 euro che stanno arrivando, ma non hanno ancora coperto tutte le richieste ricevute. «Serve velocità nella nostra burocrazia per rimettere a posto le case. Anche perché chi non ha i soldi cosa fa? – si chiede Ballerini – Bisogna che gli istituti bancari si accordino con le istituzioni per avere dei finanziamenti o mutui per la ricostruzioni a tassi agevolatissimi, quasi a tasso zero o a fondo perduto. Il 2 giugno sono sette mesi dall’alluvione. Vogliamo far sentire la nostra voce davanti al palazzo della Regione: noi protestiamo con gli enti che dovevano proteggerci prima di tutto». Sulla necessità di velocizzare i tempi anche il sindaco di Montemurlo Simone Calamai. «È importante – dice Calamai – che venga riconosciuta maggiore attenzione alla Toscana e a tutti i territori colpiti dall’alluvione che è stata enorme. Vogliamo risposte veloci sia sulle necessità degli interventi degli enti che devono essere realizzati nel nostro territorio, sia per le persone che hanno subito danni. È inconcepibile che ancora oggi non è arrivato dal governo un euro agli alluvionati, ed è inconcepibile che ancora non ci sia la certezza della copertura di tutte le somme urgenze. Chiediamo arrivino velocemente le risorse anche per le opere di carattere strutturale necessarie per mettere in completa sicurezza il territorio, perché gli interventi di mitigazione sono fondamentali e quindi serve tutto quello che è necessario alla ricostruzione. Il tempo è prezioso».

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