Il Tirreno

Lutto

Targa, Juventus, trattoria ed edilizia: addio a Enzo, uomo dalle mille attività

di Ilenia Reali
Targa, Juventus, trattoria ed edilizia: addio a Enzo, uomo dalle mille attività<br type="_moz" />

Aveva 90 anni. Fu uno dei fondatori dell’associazione. «Stava bene con tutti»

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CECINA. Sotto il post con cui il figlio Roberto ne annuncia la scomparsa e ricorda il padre ci sono quasi 500 commenti. Un’enormità per un uomo che muore a 90 anni. Sono effettivamente tantissimi ma non sono una sorpresa per coloro che hanno conosciuto Enzo Geri, fondatore della targa Cecina, per anni presidente del Juventus club Boniperti di Cecina, socio della “F.lli Geri” dove ha lavorato fino a qualche anno fa, mattatore della sua trattoria “Da Enzo” che, negli anni Sessanta, era un’istituzione per Cecina. E più recentemente nel ristorante e ai laghi della moglie Graziella con cui viveva da qualche anno a Crespina. «Era un uomo straordinario», lo ricorda Barbara Giorgi, presidente della Targa Cecina.

Targa Cecina

Geri non era solo un socio. Era uno dei soci fondatori. Scandisce questo concetto Barbara Giorgi. «Fu tra coloro che nei primi anni Ottanta – dice – fece ripartire la Targa e firmò la fideiussione per poter costruire i capannoni. La Targa era una delle sue passioni più grandi e lui, a noi, ha sempre dato sicurezza. Averlo accanto dava enorme serenità». Enzo apparteneva al rione Casine con cui aveva vinto numerosi premi. «Mi ritengo fortunata – aggiunge Giorgi – ad aver condiviso le mie passioni con lui, e in questo giorno tutta la Targa Cecina si stringe attorno ai suoi figli e alla sua famiglia in un abbraccio affettuoso, sicuri che da oggi avremo due occhi in più che ci guarderanno e proteggeranno la nostra storia».

La trattoria e la società

Per trovare i primi sorrisi di Enzo ad animare Cecina si deve tornare indietro nel tempo. Agli anni Sessanta, quando aprì la Trattoria da Enzo. «Era una vera istituzione di una Cecina che vive nei ricordi di molti», dice il figlio.

Era un luogo di incontro, era uno di quei locali, come ne esistevano un tempo, in cui la bottiglia di vino era sul tavolo e ci si andava per stare insieme, per parlare.

«Mio padre era cresciuto in quel tempo – dice Roberto – quando Cecina era un luogo in cui tutti si conoscevano. Babbo era un uomo semplice, disponibile. Era una di quelle persone capaci di amicizie genuine che ti scaldano il cuore solo a pensarci».

E lui aveva mille rapporti, mille amici, mille interessi. Il club della Juventus con le partite, le trasferte e le iniziative, gli eventi al podere di Casaglia.

E dopo la trattoria, l’apertura con il fratello Ilio della “f.lli Geri”, una realtà solida di materiali da costruzione in cui ha lavorato anche al fianco dei figli, ora entrambi impiegati in un’azienda, Roberto e Simona.

Il ristorante di Crespina

Enzo non si è fermato un attimo. Neppure quando cominciava ad avere una certa età. «Chiusa la società nel 2010 – è ancora il figlio a parlare del babbo – si è trasferito con Graziella, la moglie, a Crespina. Qui lei aveva un ristorante e due laghi.

«A Crespina, luogo in cui ha scelto di vivere in serenità, ai Laghi Gioielli, che considerava un suo fiore all' occhiello. Ha trascorso, insieme alla moglie, un bellissimo periodo di felicità, circondato da tanto affetto, da tante persone che con lui hanno collaborato al mantenimento di questo posto, con i suoi tanti animali che adorava e che lo adoravano. E anche qui era riuscito, portando il suo buon carattere, a crearsi tante amicizie. Sono fiero e orgoglioso di essere il figlio di un grande uomo». Da qualche anno il locale, che ora si chiama “Ka’ voi”, ha cambiato gestione.

Il funerale

Enzo Geri è esposto nella sua casa in via dei Gioielli e questa mattina, alle 11, sarà celebrata una messa nella chiesa di Tripalle, piccola frazione di Crespina. Una piccola chiesa a cui Enzo e Graziella sono sempre stati legati.l

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