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Cecina, si farà il compost dalla posidonia spiaggiata nel nuovo impianto da 9 milioni

Lo stabilimento Rea di via dei Parmigiani a Cecina dove sorgerà il nuovo impianto di recupero (foto Michele Falorni/Silvi)
Lo stabilimento Rea di via dei Parmigiani a Cecina dove sorgerà il nuovo impianto di recupero (foto Michele Falorni/Silvi)

Così gli arenili saranno più adatti alla balneazione e si riutilizzeranno gli scarti

14 febbraio 2024
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CECINA. Un nuovo impianto nel polo di Cecina in grado di recuperare le terre derivanti dai rifiuti spiaggiati e dal servizio di spazzamento. È questo il progetto che è stato presentato ieri dalla commissaria prefettizia del Comune di Cecina Vincenza Filippi insieme al direttore generale di RetiAmbiente Urbano Dini, all’amministratore unico di Rea Marco Giunti e al direttore di Rea Stefano Bianchi, assistito dal tecnico Massimo Rossi e dalla responsabile della comunicazione Cecilia Peccianti.

In base al progetto, il costo dell’impianto – i cui lavori dovrebbero partire in tempi brevi e che sorgerà nell’area occupata dall’impianto Rea in via dei Parmigiani – è di circa 9 milioni di euro, di cui 6,5 milioni finanziati con fondi Pnrr. La struttura dovrà diventare operativa quindi entro il 2026. «Questo impianto – dichiara la commissaria Filippi – è un esempio virtuoso di economia circolare, che tiene in grande considerazione sia l’ambiente in cui viviamo che l’equilibrio del mare, di cui troppo spesso facciamo un uso distorto. L’impianto che verrà costruito avrà un aspetto positivo nel recupero dei rifiuti da spazzamento e pulizia degli arenili. Con questo intervento si riuscirà a fare un’opera di recupero della sabbia connessa all’alga posidonia – spiega – perché nella circolarità del progetto si potrà reimmettere la sabbia pulita a beneficio degli arenili, per poi avviare la posidonia raccolta al recupero, diventando nuovo compost». Tra gli obiettivi di questo progetto c’è anche quello di rendere fruibili sempre più spiagge per la balneazione. Il tutto mirato a contrastare l’erosione.

«RetiAmbiente è la capogruppo del settore dei rifiuti nell’Ato Toscana Costa – commenta il direttore generale della società, Urbano Dini – e nel proprio piano industriale ha riservato una particolare attenzione per quei rifiuti che non hanno mai avuto una risposta immediata, come appunto le terre di spazzamento o i rifiuti spiaggiati. Investendo nel polo ambientale di Cecina andremo a dare nuova vita a certi materiali che potranno diventare nuova ghiaia di varie dimensioni da impiegare nell’edilizia. Così come sarà valorizzata la posidonia, che potrà essere reimpiegata in agricoltura. Verranno trattate 20mila tonnellate per la raccolta e lo spazzamento – conclude Dini – e Rea sarà chiamata alla gestione dell’intero polo impiantistico. Lo stato dell’opera è presentato dall’ingegner Massimo Rossi: siamo pronti per bandire le gare per affrontare la varie fasi. In tutto questo c’è una procedura autorizzativa che passa dalla Regione Toscana. Di sicuro per accedere ai fondi Pnrr dovremo rispettare la data del 2026». Questo nuovo progetto si inserisce in un’attività di rinnovamento dei propri processi organizzativi «e dei servizi sul territorio che Rea ha intrapreso da tempo – spiega il direttore dell’azienda Stefano Bianchi – migliorando la vicinanza coi cittadini. Un impianto di questo tipo si innesta in un percorso industriale di rinnovamento della gestione: Rea crede fermamente che questo possa diventare un impianto innovativo e moderno per tutta l’Ato Costa oltre che un punto di riferimento per la Toscana per quanto riguarda il trattamento di questo tipo di rifiuti, che prima veniva smaltito come indifferenziato e che oggi diventa materia prima seconda. Un passo in avanti per implementare i servizi al cittadino».

L’impianto, come verificato da sperimentazioni precedenti, permetterà di recuperare anche la sabbia marina che sarà poi ricollocata lungo gli arenili e permettendo un ripascimento con il materiale più idoneo e adatto all’ecosistema.

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