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Versilia

L’episodio

Viareggio, nuova spaccata in un negozio del centro: ladro preso e rimesso in libertà

di Gabriele Buffoni

	Il negozio Cinquo Pet e i danni dopo la spaccata (foto Iacopo Giannini)
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Il negozio Cinquo Pet e i danni dopo la spaccata (foto Iacopo Giannini)

Un 42enne nordafricano è stato colto in flagrante all’interno del negozio di articoli per animali Cinquo Pet all’angolo tra via De Amicis e via Fratti

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VIAREGGIO. Un nuovo furto con spaccata nel centro della città. Nel mirino del ladro - un 42enne nordafricano, senza fissa dimora e di probabile nazionalità tunisina - stavolta è finito il negozio di articoli per animali Cinquo Pet all’angolo tra via De Amicis e via Fratti, uno dei tre punti vendita aperti in città e negozio conosciuti dagli amanti degli animali domestici. Ma per il malvivente, colto sul fatto e arrestato in flagranza di reato dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Viareggio, le porte della cella di sicurezza della caserma si sono chiuse solo per poche ore: fino all’udienza di convalida fissata per la tarda mattinata di ieri, quando il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca ha deciso, pur convalidando l’arresto, di prevedere per lui il solo obbligo di firma. Lasciandolo, di fatto, in libertà. Ma andiamo con ordine.

I fatti 

Sono circa le 3,30 del mattino quando arriva la chiamata al 112. Uno dei residenti che abita nella zona di via Fratti chiama allarmato in cerca di aiuto: c’è una persona che, in strada, sta sfondando la vetrata che costituisce la porta d’ingresso del negozio Cinquo Pet, all’angolo con via De Amicis. Il ladro infatti aveva iniziato la sua opera pochi minuti prima: confidando di potersi accaparrare il fondo cassa del negozio, ha indossato un paio di guanti da lavoro e, armato di un piede di porco, ha prima tentato di forzare la porta in più punti. Dopodiché, non riuscendo nell’impresa, ha deciso di non andare troppo per il sottile e con il piede di porco ha sfondato il vetro. Venendo però inevitabilmente sentito dalle persone che vivono nelle vicinanze, per quanto a quell’ora la maggior parte fosse a dormire nel proprio letto. Il ladro sembra inizialmente baciato dalla buona sorte: il negozio non è dotato di dispositivi di allarme né di un apparato di videosorveglianza privato. Così, sfondata la vetrata all’ingresso, attraversa il varco ricavato nella porta e si dirige a colpo sicuro alla cassa. Dove tuttavia trova un bottino veramente magro: una cinquantina di euro appena. Arraffa quindi una borsa e inizia a riempirla di collari per cani, articoli di pregio da diverse decine di euro che avrebbe potuto facilmente rivendere, quindi si appresta a uscire e a dileguarsi nelle vie del centro città. Ma una volta fuori dal negozio, ad attenderlo ci sono i carabinieri: la pattuglia del Radiomobile, infatti, allertata dopo la chiamata dei vicini si è precipitata sul posto.

L’arresto

I militari arrestano così il 42enne con le mani nel sacco e avvertono i gestori dell’attività, che accorrono sul posto per valutare i danni e farsi riconsegnare la refurtiva. «Per prendere 50 euro di fondo cassa ci ha provocato almeno un migliaio di euro di danni - commenta amareggiato Giacomo Cinquini, figlio del titolare dell’attività - abito qui nelle vicinanze e quando mi hanno contattato i carabinieri, poco dopo le 3,30, mi è quasi preso un colpo. Mi sono precipitato qui e ho visto quest’uomo già in auto, arrestato, e la vetrata della porta completamente sfondata. In passato ci era capitato di qualche vandalismo, ma perlopiù ragazzate - ricorda Cinquini - è la prima volta che ci sfondano la vetrata per un furto. Non ho potuto fare altro che constatare i danni, che sono sicuramente molto ingenti: ho chiuso tutto con il nastro, temporaneamente, ma dovremo riparare tutto in fretta e purtroppo non sarà cosa di poco conto».

La decisione

I carabinieri hanno portato il 42enne in una delle celle di sicurezza della compagnia di Viareggio in attesa della convalida. Che è arrivata, appunto, nella tarda mattinata di ieri davanti al gip del Tribunale di Lucca: il giudice ha disposto per l’uomo la misura cautelare dell’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria (il cosiddetto obbligo di firma) e così il 42enne, dal pomeriggio di ieri, è tornato di fatto in libertà.

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