Il Tirreno

Versilia

Addio all’ex senatore Massimo Baldini, uomo di Craxi e Berlusconi

Claudio Vecoli
Addio all’ex senatore Massimo Baldini, uomo di Craxi e Berlusconi<br>

Parlamentare per cinque legislature prima con il Psi e poi con Forza Italia. E' stato anche sottosegretario alle comunicazioni. Aveva 84 anni

5 MINUTI DI LETTURA





Viareggio Da tempo si era allontanato dalla vita politica attiva, riducendo al minimo indispensabile le sue apparizioni in pubblico. Tuttavia continuava a seguire con grande attenzione le vicende della politica nazionale e viareggina, di cui è stato un grande protagonista durante la Prima repubblica e, successivamente, nel periodo d’oro dei governi guidati da Silvio Berlusconi. E per farlo, tutte le mattine scendeva nell’edicola sotto il suo studio legale di via Foscolo a Viareggio per acquistare la mazzetta dei quotidiani che leggeva con avidità e interesse. A 84 anni compiuti lo scorso 18 settembre, venerdì sera se ne è andato Massimo Baldini, ex sindaco di Viareggio ed ex senatore prima del Partito socialista e successivamente di Forza Italia.

Nato a Viareggio ma orgogliosamente torrelaghese, Massimo Baldini è stato uno dei personaggi che più hanno avuto un peso nella vita politica cittadina (oltreché in quella nazionale). Per caratura e incarichi istituzionali ricoperti nella sua lunga militanza politica, rientra in quel ristrettissimo novero di personalità viareggine di cui fanno parte figure simbolo come Paolo Barsacchi e Milziade Caprili.

Affermato avvocato cassazionista nonché revisore dei conti di numerose, importanti società (fra cui l’Enel, di cui è stato membro del collegio sindacale), politicamente parlando Massimo Baldini nasce in realtà nel Partito socialdemocratico, all’epoca una delle costole “minori” delle coalizioni di pentapartito che hanno governato l’Italia della Prima repubblica. Una formazione in cui riveste ruoli di primo piano a livello locale fino a ricoprire l’incarico di segretario regionale toscano. La sua rapida ascesa coincide però con il passaggio al Partito socialista. Baldini è più volte consigliere comunale e assessore e – sia pure per un breve periodo – sindaco incaricato a cui viene affidato il compito di formare una giunta che però non vedrà mai la luce per una serie di veti interni ed esterni al suo partito.

Ma il vero salto di qualità arriva nel 1992, quando viene eletto in Parlamento nelle file del partito socialista “ereditando” di fatto lo scranno di senatore che era stato di Paolo Barsacchi, morto alcuni anni prima. Per il partito guidato all’epoca da Bettino Craxi, però, sono anni difficilissimi. Il suo leader viene infatti travolto dagli scandali di Tangentopoli e il Psi si liquefà sotto i colpi dei giudici. Uomo di potere e politico navigato, Baldini si avvicina così quasi subito a Forza Italia, il movimento fondato da Silvio Berlusconi dopo la rovinosa caduta dei partiti tradizionali. Ed è in questo periodo che raggiunge l’apice della sua influenza politica. Nel 1996, sotto le insegne di Forza Italia, torna infatti in Parlamento per poi essere rieletto sia nel 2001 che nel 2006. La sua quinta elezione risale invece al 2008, questa volta nelle liste del Popolo delle libertà, la coalizione allargata di centrodestra che fa comunque sempre capo a Silvio Berlusconi.

Due gli incarichi di peso nel suo lungo periodo romano. Dal 1996 al 2001 è infatti vicepresidente della commissione di vigilanza della Rai, mentre nel 2001 Berlusconi lo sceglie come sottosegretario alle comunicazioni. Un ruolo delicatissimo e al tempo stesso di grande potere, visto anche che chi siede a Palazzo Chigi ha interessi giganteschi in quel settore. Del resto Massimo Baldini in quegli anni rientra nella ristretta cerchia dei fedelissimi del Cavaliere. Ed è amico sia di Fedele Confalonieri, uomo di fiducia di Berlusconi in Mediaset, che di Gianni Letta, suo braccio destro a Roma.

Non mancano poi riconoscimenti importanti anche al di fuori dei confini italiani. Uno di quelli per i quali andava particolarmente orgoglioso è quello della Legion d’onore, ricevuto in Francia direttamente dalle mani del presidente Jacques Chirac.

Nonostante la sua attività di parlamentare lo porti a vivere soprattutto a Roma, mantiene contatti strettissimi anche con Viareggio, diventando quasi fisiologicamente il leader locale di Forza Italia e uno dei punti di riferimento del centrodestra all’epoca a guida berlusconiana. E spesso consiglia (se non guida) alcuni degli uomini a lui più vicini come Alessandro Bolognesi, Massimo Verdelli, Osvaldo Pepi (che gli resterà vicino fino all’ultimo) e un giovane Massimiliano Baldini (solo omonimo, ma non parente). Questo legame di affetto e di interessi con la città lo porterà ad impegnarsi in alcune battaglie per Viareggio. Come quella – purtroppo perduta – per la proprietà della Villa Puccini di via Buonarroti al Marco Polo.

Grazie ai suoi buoni uffici, poi, a lui si devono alcune edizioni di “Baciami Versilia”, trasmissione di Raiuno che promuove la nostra costa in tv.

Un discorso a parte merita invece la sua lotta a fianco dei balneari nei primi anni delle battaglie per scongiurare le aste delle spiagge. Proprio grazie ad un comma inserito nel decretone “omnibus” di fine anno (la poi ribattezzata legge Baldini) riesce infatti a far approvare il rinnovo automatico delle concessioni di quattro anni in quattro anni. Una vicinanza, quella con i balneari, che nel 2015 lo porta addirittura a pensare di costituire un movimento politico per portare in Parlamento le istanze della categoria. Ma il tentativo non ha successo.

La stella di Massimo Baldini comincia ad oscurarsi dopo il 2013, quando conclude la sua quinta ed ultima legislatura in Parlamento e – si vocifera per i contrasti con Denis Verdini, all’epoca uomo sempre più potente in Forza Italia – non viene più ricandidato. Ed è costretto ad uscire di scena.

Anche se continua ad interessarsi di politica (e in tanti continueranno a tirargli la giacchetta per coinvolgerlo in prima persona), negli ultimi anni si dedica maggiormente alla professione e alla famiglia. Sposato con Donatella Paolinelli, Massimo Baldini è infatti padre di due figlie – Alessandra e Francesca – che continuano l’attività di avvocato del padre. Ed orgoglioso nonno di Allegra e Matilde. l

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’incidente

Tragedia al Rally città di Scandicci, muore il pilota Andrea Bartarelli. Pochi giorni fa aveva detto: «Torno a correre a casa»

di Danilo Renzullo
Il progetto Scuola 2030