L’inchiesta
Versilia, aggressioni al pronto soccorso: in arrivo dieci nuove telecamere
Sono di ultima generazione e verranno installate entro fine anno. Il sistema di videosorveglianza esistente sarà potenziato e reso più efficace
VIAREGGIO. Dieci nuove telecamere di ultima generazione saranno installate entro la fine dell’anno al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Una volta attivati, gli impianti di videosorveglianza monitoreranno l’esterno, andandosi ad aggiungere a quelli già esistenti che però sono più obsoleti. Ma saranno messi anche all’interno del reparto. Fatto che rappresenta l’elemento di ulteriore novità.
Misure di sicurezza
Il potenziamento della videosorveglianza era uno degli obiettivi dell’Asl, nel piano di rafforzamento delle misure di sicurezza a beneficio di pazienti e personale ospedaliero. Sempre più spesso, chi lavora al Versilia - come del resto in altri ospedali - viene fatto oggetto di aggressioni più o meno violente, in un clima di grande tensione come quello registrato negli ultimi anni nei reparti. Non a caso al Versilia, e proprio al Pronto soccorso, c’è stato un caso recente di un’infermiera colpita da un calcio e risarcita, dopo una doppia sentenza - penale e civile - del giudice di pace di Lucca. Il via libera all’affidamento per l’installazione delle telecamere è stato dato dal dirigente Asl Nicola Ceragioli, che si occupa di gestire i servizi tecnici degli ospedali di Lucca, Val di Serchio e Versilia: i lavori, per un importo superiore ai 20mila euro, verranno eseguiti dalla ditta Omniconnect di Pontedera. Ovviamente il presidio ospedaliero di Lido di Camaiore non sarà l’unico a essere interessato da questo tipo di interventi di potenziamento. Che sono tutt’altro che semplici: quando si va a toccare la videosorveglianza non è solo la sicurezza che deve essere garantita. Ma anche il diritto alla riservatezza di chi lavora e frequenta l’ospedale. Il piano di potenziamento delle telecamere, che come detto va a inglobare l’impiantistica già esistente e in buona parte risalente all’epoca in cui l’ospedale fu aperto, consentirà un monitoraggio assai più efficiente. Le nuove telecamere sono pensate per fornire elementi più accurati in caso di bisogno. Oltre a una copertura che consenta di tenere sotto controllo anche l’interno del reparto, dove non sono mancati gli episodi di aggressione e ferimento del personale ospedaliero.
Aggressioni in crescita
Negli ultimi anni l’Asl, come contromisura per il clima che si è fatto ancora più pesante nonostante la pandemia Covid, ha messo in campo gli interventi consentiti dalla legge. Pulsanti anti-aggressione, videosorveglianza e vigilanza privata le iniziative per aumentare la sicurezza del personale. Dopo la formazione su come disinnescare potenziali situazioni di conflitto e le varie campagne di comunicazione sul rispetto di medici e pazienti, l’Asl ha attivato altre misure più tangibili ed evidenti per diminuire il rischio aggressioni. Che è in crescita. Nel 2023 le segnalazioni di aggressione sono state 572, ma l’anno successivo si è saliti fino a quota 700.
Le aree più colpite
Le aree più colpite sono i Pronto soccorso e le Psichiatrie, ma ci sono evidenti aumenti anche nelle aree di degenza ospedaliera, negli ambulatori territoriali e nei consultori. Per la maggior parte si tratta di violenze verbali e minacce; oltre un terzo delle segnalazioni, però, riguarda violenze fisiche, rispetto alle quali l’Ufficio legale ha avviato dal 2019 al 2023 circa 70 segnalazioni al comando Nas dei carabinieri, per l’attivazione della procedura sanzionatoria prevista dalla legge 113/2020 contro la violenza verso gli operatori sanitari.
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