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Versilia

Commercio in crisi

Viareggio, un negozio su sei sparito negli ultimi sette anni: allarme anche in Versilia - La proposta: «Sgravi per chi apre»

di Gabriele Buffoni

	Negozi chiusi a Viareggio (foto d'archivio)
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Negozi chiusi a Viareggio (foto d'archivio)

Allarme desertificazione commerciale. Varignano e Torre del Lago le zone più colpite a Viareggio. Confesercenti pronta a presentare la propria proposta di legge per chiedere aiuti concreti per le attività emergenti

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VIAREGGIO. Sempre meno negozi di vicinato riescono a tenere aperte le proprie saracinesche. Una vera e propria ecatombe anche sul territorio versiliese: fatta eccezione per alcune isole felici (ad esempio Forte dei Marmi, dove tuttavia già da tempo sta andando progressivamente a sparire la bottega tradizionale per far spazio ai punti vendita dei grandi marchi della moda e non solo, oppure la zona lungomare di Lido di Camaiore o di Marina di Pietrasanta), a Viareggio come anche negli altri comuni della Versilia la scomparsa dei negozi di quartiere e lo svuotamento delle vetrine sta impoverendo drasticamente il tessuto del commercio cittadino.

Anche per questo Confesercenti ha lanciato già prima dell’estate la raccolta firme per sostenere una propria proposta di legge in Parlamento che preveda aiuti concreti al commercio di prossimità. «Abbiamo superato quota 56mila firme a livello nazionale già due settimane fa – annuncia Francesco Giannerini, presidente di Confesercenti Viareggio – e la raccolta delle firme terminerà ufficialmente nel mese di novembre. Siamo comunque già a una cifra più che sufficienti per presentare la proposta di legge in Parlamento, con la fiducia che sia sostenuta in modo bipartisan dato che le premesse alla nostra iniziativa erano proprio quelle di estrema condivisione da maggioranza e opposizione. In Versilia – spiega – l’abbiamo toccato con mano: la raccolta firme sul nostro territorio è stata un successo, contribuendo sensibilmente a raggiungere quota 500 adesioni in tutta la provincia di Lucca e coinvolgendo in maniera diretta le amministrazioni di ogni colore politico, con assessori o direttamente i sindaci di tutti e sette i Comuni dell’area che hanno firmato la nostra proposta».

La situazione in Versilia

Tra il 2019 e il 2025 – secondo i dati trasmessi da Confesercenti per l’area della provincia di Lucca – si è registrata una perdita di 926 attività al dettaglio, pari al -16%: se questa è la media provinciale, tra i vari centri (con le opportune differenze) si passa da un -15% fino addirittura al -30% (soprattutto nei comuni più piccoli). «Secondo i dati elaborati dal nostro Centro Studi – spiega il presidente di Confesercenti Viareggio – per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Questo vuol dire che, alla luce del numero di negozi scomparsi in tutta la provincia, nel nostro territorio si sono persi circa 139 milioni di euro. È un ammanco importantissimo e preoccupante, che ovviamente si riflette anche sull’impoverimento del commercio di vicinato a Viareggio e in Versilia».

Proprio nella città del Carnevale, le maggiori criticità «si riscontrano ad esempio nella zona, pur molto popolosa, del quartiere Varignano: questa è sicuramente l’area dove c’è stata la maggior parte delle chiusure negli ultimi anni. Ma anche al Marco Polo si è notata la sparizione negli ultimi cinque anni di molti negozi che costituivano il tessuto commerciale di vicinato: parlo di attività che non sorgevano lungo la via principale del quartiere ma nelle strade limitrofe, magari meno trafficate, che purtroppo hanno risentito in maniera drastica della crisi. E poi sicuramente Torre del Lago – conclude – dove già lo scorso inverno era emersa una criticità importante con la chiusura di diverse attività appartenenti a storiche famiglie di commercianti torrelaghesi». I dati tendono a migliorare stagionalmente con il periodo estivo «ma si tratta perlopiù di aperture stagionali che scompaiono con l’autunno e che non danno nuova linfa al commercio cittadino – prosegue Giannerini – d’altro canto il fenomeno va anche di pari passo con l’aumento vertiginoso delle seconde case, che si spopolano d’inverno e che dunque fanno calare drasticamente il numero di potenziali clienti». Diverso infine il discorso relativo al Piazzone dove «un cantiere così lungo e anche la situazione di degrado che da dieci anni è presente sono state certamente la causa principale di una certa disaffezione da parte dei clienti a frequentare l’area. Ma ci sono anche le premesse – sottolinea Giannerini – per un futuro rilancio».

Ma la desertificazione commerciale non riguarda solo Viareggio. «Anche nel centro di Massarosa se ne notano i segni – chiosa Giannerini – così come in altri centri più piccoli in altri comuni più nell’entroterra rispetto alla fascia costiera. Mi viene in mente ad esempio a Querceta». E tra le cause, oltre all’aumento del numero dei supermercati, c’è anche «l’incidenza del commercio online – conclude Giannerini – che dal periodo del Covid è stato il vero colpo di grazia».

Sgravi per le attività

La proposta di legge che Confesercenti presenterà al Parlamento mira proprio «a fornire un aiuto economico importante per dare nuova linfa al commercio locale – spiega Giannerini – chiediamo che venga dato ai Comuni uno strumento per fornire sgravi fiscali a chi si fa avanti per aprire attività in aree che hanno sofferto in modo particolare la desertificazione: ad esempio, detrazioni sul suolo pubblico o sulla Tari per alcuni anni sono incentivi importanti per chi deve avviare un negozio. E che possono inserirsi in progetti di rivalutazione più ampi, ad esempio a Viareggio quello che il Comune vuole portare avanti dal punto di vista sportivo proprio nell’area del Varignano».

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