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Firenze, corteo degli studenti contro Valditara: tensione con la polizia in centro – Video

di Redazione Firenze
Firenze, corteo degli studenti contro Valditara: tensione con la polizia in centro – Video

I manifestanti tentano di raggiungere San Lorenzo fuori dal percorso previsto. Oltre mezz’ora di fronteggiamento tra via del Giglio e via del Melarancio

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FIRENZE. Una curva, nient’altro. Fra via del Giglio e via del Melarancio, a due passi dalle Cappelle Medicee, il corteo si arresta davanti ai poliziotti in borghese. I ragazzi spingono, provano a passare. Gli agenti li tengono indietro. Dietro, lungo via del Giglio, centinaia di studenti riempiono la strada. Davanti, oltre le Cappelle, il reparto mobile con i caschi indossati. La Firenze del lunedì pomeriggio è in questa strettoia. Valditara è atteso al Festival delle Regioni.

Il corteo è partito da Santa Maria Novella intorno alle due. «Prof e studenti per una scuola migliore», la parola d’ordine dei collettivi. Con i ragazzi ci sono insegnanti, la Cgil e universitari. Si canta «Bella ciao», si scandiscono slogan contro il ministro, spuntano due bandiere palestinesi. «A scuola nessuno è straniero», dice un cartello. «Dobbiamo davvero fare più rumore delle bombe per essere ascoltati», domanda un altro. Alle spalle una settimana di occupazionii.

Era previsto il passaggio da via del Melarancio verso piazza dell’Unità. Il crteo cerca San Lorenzo e via Cavour, verso il Duomo. Qui scatta il blocco. Oltre mezz’ora di fronteggiamento, spinte, tentativi di superare gli agenti. In prima fila c’è Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune. La polizia tiene la linea.

A Firenze oggi c’era anche Sergio Mattarella, arrivato per l’inaugurazione del Festival a Palazzo Vecchio. Il bersaglio politico degli studenti è Valditara. Alle 15,30 è atteso all’incontro con Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, a Palazzo Medici Riccardi. L’appuntamento è stato spostato dalla zona del Duomo per ragioni di sicurezza. E così la mappa del centro diventa una questione politica: da una parte il palazzo in cui si parla di scuola, dall’altra i ragazzi che vorrebbero arrivarci con i cartelli.

Il Collettivo K1 del Machiavelli-Capponi chiede dieci miliardi per l’istruzione anziché per il riarmo, soldi per riparare gli edifici, risposte ai docenti precari e progetti di educazione sessuoaffettiva. Contesta quella che chiama «militarizzazione» delle scuole. «Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce», scrive nel comunicato. Il 16 ottobre erano già scesi in strada in circa duemila. Stavolta c’è il ministro.

C’è poi il sabato appena passato, che pesa sulle decisioni di oggi. Un’altra manifestazione, partita da Santa Maria Novella, aveva tentato di entrare in via Tornabuoni. Ore di trattative e tensione, poi le cariche della polizia: quattordici giovani accompagnati in questura per accertamenti e uno denunciato per il possesso di un petardo. Altri avevano occupato i binari della tramvia alla stazione. Stamattina il centro era già sorvegliato, la zona del Duomo chiusa ai manifestanti. A San Lorenzo bastano pochi metri per riportare tutti faccia a faccia.

Alle 15,15 la coda del corteo occupa ancora via del Giglio. Davanti, la svolta verso San Lorenzo. La polizia in borghese non apre il passaggio. Poco più in là, i caschi del reparto mobile.

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