Autunno caldo
Firenze, Mattarella e l’allarme su intelligenza artificiale e fake news: «Potrebbero pregiudicare i valori fondativi della democrazia»
Al Festival delle Regioni il presidente richiama i governatori sulla sanità: «Assoluta priorità». Ad accoglierlo Giani e Funaro. Alle 13 il corteo degli studenti da Santa Maria Novella
FIRENZE «Potrebbero essere pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia». Sergio Mattarella arriva a Firenze e nel Salone dei Cinquecento parla di un potere che cresce lontano dai Parlamenti, nelle mani di chi possiede macchine e algoritmi. La corsa all’intelligenza artificiale, avverte, rischia di diventare una gara fra pochi colossi privati, una competizione della quale neppure la scienza sa prevedere gli esiti. I governi non possono assistere da spettatori. Dietro le nuove macchine ci sono aziende capaci di dettare tempi e direzione della ricerca, e una politica che deve trovare la forza di imporre limiti.
Il presidente della Repubblica parla alla quinta edizione del Festival delle Regioni, davanmti ai governatori riuniti a Palazzo Vecchio, e chiede alle istituzioni il «coraggio di cambiare». Perfino le grandi aziende del settore, ricorda, ammettono il pericolo di perdere il controllo dei processi avviati. Bisogna far presto: «Occorre agire rapidamente e con efficacia affinché non prevalgano usi impropri e incontrollati». L’Europa, sottolinea, ha già introdotto una delle discipline più avanzate al mondo, con norme che possono vietare gli impieghi contrari ai diritti delle persone.
Poi c’è ciò che già accade sotto gli occhi di tutti. Le notizie false, moltiplicate nella rete fino a sembrare vere. «Già oggi è evidente come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false», osserva il capo dello Stato, sia capace di «condizionare le opinioni pubbliche» e di indirizzare scelte che vanno ben oltre gli acquisti suggeriti da uno schermo. Qui il discoirso tocca il modo in cui si forma il consenso e la libertà di giudizio dei cittadini. Un cittadino può arrivare a una scelta politica sulla base di fatti che non sono mai accaduti.
Fuori, intanto, la città ha anche un’altra agenda. Mattarella è arrivato poco prima delle undici alla stazione di Santa Maria Novella, poi ha raggiunto piazza della Signoria, dove turisti e curiosi lo hanno accolto con applausi e telefoni alzati dietro le transenne. A riceverlo, la sindaca Sara Funaro e il presidente della Toscana Eugenio Giani. Due giorni fa un corteo contro il governo e il caro vita ha attraversato il centro fino a Santo Spirito. Oggi, alle 13, gli studenti si danno appuntamento in piazza Santa Maria Novella per una nuova manifestazione, stavolta contro il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, atteso al Festival. Nel volantino del collettivo K1 del liceo Machiavelli c’è una cifra: dieci miliardi per le scuole anziché per il riarmo. Chiedono fondi, manutenzione delle scuole e risposte sulla precarietà dei docenti. Il centro è sorvegliato e l’incontro del ministro è stato spostato a Palazzo Medici Riccardi per ragioni di sicurezza.
Nella sala del governo fiorentino Mattarella cambia argomento, ma il bersaglio è altrettanto concreto. La sanità. Il Servizio sanitario nazionale è «uno dei grandi patrimoni della Repubblica», ripete citando il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. E la sua tutela, sottolinea, è «un campo di assoluta priorità». La Costituzione garantisce il diritto alla salute, le Regioni amministrano ospedali e servizi. A loro Mattarella chiede di trasformare gli investimenti in cure migliori.
Il piano europeo per la ripresa ha assegnato all’Italia oltre 194 miliardi, dei quali 15,6 alla salute. Mattarella cita gli obiettivi previsti tra gli interventi dell’ultima rata: 1.270 case della comunità, 327 ospedali di comunità, oltre seimila posti letto di terapia intensiva e semintensiva, 3.200 grandi apparecchiature, l’assistenza a 566 mila persone attraverso la telemedicina. Numeri da trasformare in prestazioni. Tra la promessa di una casa della comunità e il primo paziente che varca la porta c’è una distanza che i governatori dovranno colmare. Ora le Regioni devono garantire che le novità introdotte migliorino davvero i servizi, dice il presidente, rivolgendosi soprattutto a quelle «in ritardo rispetto a standard adeguati». Per loro è un «dovere» recuperare. Un richiamo che pesa nel confronto sui fondi fra governo e Regioni.
Fedriga, poco prima, aveva chiesto una «pax sul diritto alla salute», perché la sanità non sia ostaggio della «paura elettorale». Giani ricorda che la sanità assorbe circa l’80 per cento del bilancio toscano e chiede di difendere i fondi europei destinati ai territori. Il governatore invita a «rifuggire da ogni tentativo di centralizzazione»; Mattarella ricorda la riforma delle autonomie, varata venticinque anni fa, e la definisce «un punto di equilibrio», una base sulla quale costruire ancora.
Funaro lo ringrazia per la visita e rivendica le piazze come luoghi in cui «conoscersi, ascoltarsi e rendere più vicino il confronto pubblico». Per il presidente, dopo la cerimonia, è prevista una visita privata a Santa Croce, nella Cappella Bardi, davanti agli affreschi di Giotto appena restaurati. A Santa Maria Novella, intanto, l’appuntamento è fissato alle tredici.
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