La tragedia
«Bentornato Pardu!»: dopo 68 giorni fra ospedale e riabilitazione, Alessio torna a casa dopo il grave incidente
Alessio Parducci, 19enne calciatore di Massarosa, è tornato a casa. Il padre: «Ci sono traguardi che richiedono tempo, pazienza e un coraggio immenso»
MASSAROSA. Quarantaquattro giorni di ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cisanello, e altri 24 giorni di riabilitazione all’ospedale Versilia. Venerdì 23 ottobre infine Alessio Parducci, il 19enne di Massarosa calciatore del Salavetitia Seravezza (squadra versiliese di Seconda Categoria) rimasto gravemente ferito in seguito a un incidente a Lido di Camaiore avvenuto poco prima dell’alba del 16 agosto scorso, è tornato davvero a casa, nella sua Stiava. E a salutarlo oggi pomeriggio c’era un comitato di benvenuto di eccezione con tutti i suoi amici e uno striscione colmo d’affetto con scritto: «Bentornato Pardu!».
L’incidente
Alessio stava percorrendo con il suo scooter il viale Colombo a Lido, quel fatidico mattino, deciso ad andare a comprare delle brioches dopo aver passato la nottata di Ferragosto con amici a Viareggio prima di tornare a casa. All’altezza dell’incrocio con via del Fortino però, intorno alle 4,30, un Suv che procedeva in direzione Viareggio ha svoltato proprio nella strada laterale, tagliandogli di fatto la strada. Uno scontro brutale da cui il 19enne ha avuto la peggio, con svariate fratture e la necessità di un ricovero d’urgenza all’ospedale di Cisanello.
Il racconto del padre
«Ci sono traguardi che richiedono tempo, pazienza e un coraggio immenso – ha raccontato il padre, Alessandro, postando la foto del figlio insieme agli amici sui social – desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine a tutti i medici, agli operatori sanitari e ai fisioterapisti che hanno preso per mano Alessio con competenza e straordinaria umanità. Un ringraziamento speciale va ad Alessio – prosegue – che con una tenacia incredibile e una forza di volontà incrollabile ha affrontato ogni singolo giorno senza mai arrendersi. Vogliamo anche ringraziare tutti gli amici nostri e di Alessio e le nostre famiglie per averci accompagnato in questo drammatico viaggio non facendoci sentire mai soli. Il percorso da fare è ancora molto lungo, ma aver tagliato questo primo traguardo ci dà tutta la forza per guardare avanti con fiducia».
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