Italia
Toscana, Salmonella nei pomodori: sospesa la somministrazione – L’allarme della Regione
Dopo i casi registrati in diverse regioni italiane e alcuni episodi che hanno interessato anche istituti scolastici del Fiorentino, scattano misure precauzionali nelle mense: via libera ai prodotti interessati solo dopo adeguata cottura e con controlli rafforzati sulla tracciabilità delle forniture
FIRENZE. Stop, in via cautelativa, alla somministrazione di pomodori crudi ciliegino e datterino provenienti dalle province di Ragusa e Caltanissetta nelle mense scolastiche, ospedaliere e socioassistenziali della Toscana. La decisione è stata comunicata dalla Regione Toscana, attraverso la Direzione Sanità, welfare e coesione sociale, con una nota inviata ai Comuni e agli enti pubblici dopo l’aggiornamento diffuso dal Ministero della Salute sui recenti focolai di salmonellosi associati al consumo di pomodori freschi.
I focolai registrati da settembre
Secondo quanto riportato nella comunicazione regionale, dal mese di settembre diverse regioni italiane hanno registrato un aumento delle notifiche di salmonellosi correlate al consumo di pomodorini crudi. I casi sarebbero riconducibili a ceppi di Salmonella Typhimurium variante monofasica ST34 e Salmonella Strathcona ST2559. Alcuni lotti di prodotto sono già stati ritirati dal mercato e sottoposti a richiamo. Misure analoghe sono state adottate anche in Toscana, dove i focolai hanno interessato alcune scuole della provincia di Firenze.
Il livello di rischio
La valutazione effettuata dal Ministero della Salute indica un rischio basso per la popolazione generale, ma considerato moderato per le categorie più vulnerabili e per le collettività. Particolare attenzione viene posta nei contesti della ristorazione collettiva in cui vengono serviti pomodorini crudi provenienti dalle aree produttive di Ragusa e Caltanissetta.
La decisione della Regione Toscana
Alla luce del quadro emerso, la Regione Toscana ha disposto in via precauzionale e fino a nuove indicazioni la sospensione della somministrazione di pomodori crudi delle varietà ciliegino e datterino provenienti dalle province di Ragusa e Caltanissetta. Lo stop riguarda anche tutti quei prodotti per i quali non sia possibile documentare con certezza la provenienza.
Consentiti solo dopo la cottura
La nota precisa che i pomodori interessati dal provvedimento potranno comunque essere utilizzati dopo adeguata cottura, a condizione che venga raggiunta una temperatura minima di almeno 75 gradi al cuore del prodotto. Viene inoltre raccomandata la massima attenzione durante le fasi di manipolazione e preparazione degli alimenti per evitare possibili contaminazioni crociate.
Le strutture coinvolte
Le disposizioni si applicano a tutti gli operatori pubblici e privati della ristorazione collettiva scolastica, socioassistenziale e ospedaliera, oltre che alle case di cura. L’obiettivo del provvedimento è ridurre ulteriormente il rischio sanitario nei contesti frequentati da bambini, anziani e persone fragili, in attesa di ulteriori aggiornamenti da parte delle autorità sanitarie.
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