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Viareggio, rapinano e picchiano a sangue le vittime: arrestati in tre

di Gabriele Buffoni

	Decisivo l'intervento della Polizia (foto archivio)
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Decisivo l'intervento della Polizia (foto archivio)

Il terzetto è composto da tutti trentenni: una donna viareggina, il suo compagno (cittadino italiano, anche se di origini tunisine) e un cittadino tunisino

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VIAREGGIO. Arrestati e in carcere in attesa di convalida. È questo il provvedimento per i tre autori - due uomini e una donna - delle due violente rapine (una messa a segno e una tentata) sfociate in veri e propri pestaggi e avvenute nelle prime ore del mattino di martedì in centro città.

Le indagini

Le indagini condotte dalla polizia di Stato di Viareggio hanno permesso di raccogliere sufficienti indizi di colpevolezza per condurre i tre presunti responsabili in carcere (i due uomini a Lucca, la donna a Pisa): ora spetterà al giudice per le indagini preliminari della Procura di Lucca analizzare gli atti e decidere se convalidare o meno l’arresto e, soprattutto, se disporre la misura cautelare della permanenza in carcere o scegliere invece altro tipo di provvedimento. I tre, da quanto risulta, sarebbero ben noti alle forze dell’ordine per precedenti reati e soprattutto per essere legati al mondo del traffico e del consumo degli stupefacenti. Ma andiamo con ordine, ripercorrendo i fatti.

I fatti 

Il terzetto - tutti trentenni: una donna viareggina, il suo compagno (cittadino italiano, anche se di origini tunisine) e un cittadino tunisino - ha messo a segno una prima rapina intorno all’una e mezzo di notte in Passeggiata, non lontano dalla zona del molo. I tre hanno preso di mira un uomo di 35 anni originario dell’Ecuador a cui hanno rubato la borsa con all’interno denaro e altri effetti personali: l’uomo avrebbe tentato di opporre resistenza alla rapina, ma i tre - probabilmente tutti sotto l’effetto di droghe - non hanno esitato ad aggredirlo con indicibile brutalità. Uno di loro infatti era armato con una spranga di ferro - poi sequestrata dalla polizia - con cui ha colpito al volto il 35enne, procurandogli importanti traumi facciali e costringendolo al ricovero in ospedale (per lui, da quanto si apprende, si prospetta una prognosi di almeno 40 giorni). Lasciata la vittima a terra in una pozza di sangue, i tre si sono allontanati con la refurtiva facendo dirigendosi verso il cuore della città e danneggiando, nel frattempo, alcune auto parcheggiate. Qui, lungo via XX settembre, si è consumata ore dopo la seconda rapina, stavolta non andata a buon fine.

La seconda rapina

Poco prima delle 4 del mattino infatti i tre tentano nuovamente di aggredire un uomo di 26 anni, anche lui sudamericano, che resiste all’aggressione: i tre avrebbero così preso lo skateboard con cui il 26enne era in giro per strada e lo avrebbero colpito ripetutamente alla testa con la tavola del mezzo, lasciando la propria vittima ancora una volta a terra e sanguinante. Non hanno però fatto in tempo a rapinarlo perché, proprio in quel momento, sul posto è giunta la volante del commissariato di Viareggio: i tre si sono così dati alla fuga ma i poliziotti sono riusciti ad acciuffare in piazza Piave uno dei due uomini (l’italo-tunisino) che, opponendo una violenta resistenza, ha tenuto occupati gli agenti garantendo la fuga degli altri due malviventi.

Gli arresti 

L’uomo è stato subito arrestato in flagranza di reato mentre il personale del commissariato ha proseguito le indagini: fondamentali sono stati i filmati delle videocamere di sorveglianza presenti sulla Passeggiata (i tre hanno agito a volto scoperto) e le testimonianze delle due vittime (in particolare del 26enne). L’altro uomo è stato così arrestato dagli agenti dell’Anticrimine di Viareggio mentre si trovava alla stazione di Pietrasanta, intento a prendere un treno che l’avrebbe portato nel nord Italia. La donna viareggina, invece, è stata fermata dopo che in mattinata ha aggredito, prendendo a schiaffi, alcune donne al bar della stazione di Viareggio: portata in commissariato dalla Volante, è stata riconosciuta e arrestata. Su tutti e tre pendono ora gravi ipotesi di reato: rapina, tentata rapina, lesioni aggravate con l’uso di un’arma impropria, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti. Sarà il gip incaricato di analizzare il caso a decidere nelle prossime ore se mantenere in carcere i tre arrestati o se optare per misure cautelari alternative (e meno limitanti della libertà personale) in attesa del processo vero e proprio.

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