«Cacciati da un bagno in Versilia per i bambini troppo vivaci»: dopo 55 anni famiglia cambia lido
È successo in uno stabilimento di Lido di Camaiore che frequentavano dal 1972: «È stato molto doloroso sentire che non eravamo più graditi»
LIDO DI CAMAIORE. «Qui dentro non siete più graditi». Dopo 55 anni trascorsi nello stesso stabilimento balneare, una famiglia è stata costretta a cambiare lido. Il motivo? Secondo il racconto di uno dei componenti della famiglia, sarebbero stati i comportamenti di due bambini minorenni, due gemelli descritti come «vivaci» perché correvano sulla sabbia, giocavano, facevano le buche e in qualche occasione si erano tuffati in piscina.
La vicenda è avvenuta in uno stabilimento di Lido di Camaiore che la famiglia frequentava dal 1972. «Ci siamo cresciuti – racconta il cliente che lasciamo anonimo per tutelare i bambini minorenni – conoscevamo tutti. Dopo 55 anni è stato molto doloroso sentirci dire che non eravamo più graditi». Secondo il suo racconto, i problemi erano iniziati già nel mese di luglio, con diversi richiami rivolti ai due bambini. L'episodio che ha portato alla rottura è avvenuto invece nell'ultima sera in cui i nipoti erano al mare.
«Ero andato in spiaggia verso le otto per fare delle fotografie. I bambini correvano sulla sabbia e un po' di polvere è finita sui lettini». Da lì sarebbe nata una discussione con il proprietario dello stabilimento. «Ci ha detto che eravamo una famiglia di cafoni e maleducati, e che non sapevamo educarli». La discussione sarebbe poi proseguita con il proprietario che avrebbe ribadito: «Il bagno è mio e faccio quello che voglio». L'uomo racconta inoltre che il proprietario sarebbe entrato nella cabina della famiglia, avrebbe preso gli asciugamani e li avrebbe portati fuori. Il figlio del gestore avrebbe quindi cercato di mediare. Ma il rapporto, dopo quell'episodio, si è comunque interrotto. «Ci hanno fatto capire che non ci volevano più». La famiglia ha quindi dovuto trovare un'altra sistemazione per la parte finale della stagione, spostandosi nello stabilimento vicino. Una situazione resa ancora più complicata dalla presenza della madre dell'uomo, che ha problemi di mobilità. «Può sembrare una stupidaggine, ma dopo 55 anni avere la sicurezza di una cabina, andare al mare e trovare gli amici di sempre conta. Spostarsi non è stato facile».
Il caso dei due bambini però, secondo l'ex cliente è soltanto l'ultimo episodio di un malessere più generale che percepiscono i turisti sul litorale versiliese. «Quest'anno mi è sembrato che ci fosse un atteggiamento poco affabile nei confronti dei turisti». E cita anche episodi della vita quotidiana: «Vai dal tabaccaio e ti rispondono male, vai a comprare la frutta e sembra che tu gli faccia un torto». La critica riguarda soprattutto il modo in cui, secondo lui, viene vissuta oggi la spiaggia. «Non c'è più il sapore del mare, il divertimento delle cose semplici. Non si può giocare a pallone, fare una partita a racchettoni, mettere due pali in acqua. Ma se i bambini non possono fare neppure una buca nella sabbia, come si divertono?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
