Calciatore di 19 anni si schiantò a Lido di Camaiore, torna a casa dopo 44 giorni: le parole del padre
Il giovane ha iniziato la riabilitazione al Versilia, il babbo: «Grazie ai medici che l’hanno curato, Alessio ha già chiesto quando potrà tornare in campo»
CAMAIORE. Alessio Parducci ha lasciato ieri, 29 settembre, il reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cisanello. Dopo 44 giorni di ricovero, il 19enne di Massarosa calciatore del Salavetitia Seravezza (squadra versiliese di Seconda Categoria) è tornato in Versilia, all’ospedale di Lido di Camaiore, dove ha iniziato il processo di riabilitazione. «Ha già chiesto quando potrà tornare a giocare a calcio – racconta il padre, sorridendo – sperava già di tornare in campo in primavera, non vede l’ora. Ci tornerà senz’altro, ma come minimo dovrà attendere la prossima stagione».
L’incidente
Una notizia attesa e in cui sperava tutta la comunità di Massarosa, dove il ragazzo vive insieme al padre Alessandro (a sua volta volto conosciuto negli ambienti del calcio dilettantistico versiliese) e alla madre. Alessio Parducci era rimasto gravemente ferito poco prima dell’alba del 16 agosto, in un drammatico incidente lungo il viale Colombo a Lido di Camaiore.
Stava percorrendo in sella al suo scooter Honda SH125 il viale poco dopo le 4,30 quando, arrivato all’incrocio con via Del Fortino, si è scontrato con un Suv che, procedendo in direzione di Viareggio, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Lido avrebbe svoltato a sinistra tagliandogli la strada. Il conducente dell’auto – un 19enne albanese che da anni vive e lavora in Versilia – è risultato positivo all’alcol-test, per quanto di poco oltre il limite previsto dalla legge: per questo è già stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e attende ora l’esito delle indagini che chiariranno eventuali responsabilità.
Le condizioni
Le condizioni di Alessio, subito soccorso dal personale sanitario dell’automedica e della Misericordia di Camaiore e Lido, sono apparse gravissime, tant’è che è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Cisanello. Qui il 19enne – arrivato con svariate fratture a tibia e perone oltre che con un grave trauma facciale – è rimasto per 13 giorni in uno stato di sedazione completa mentre i medici operavano su di lui.
«La ripresa»
«Poi è iniziata la ripresa – racconta il padre Alessandro – prima attraverso un risveglio parziale e poi progressivamente riprendendosi del tutto». La riabilitazione adesso non sarà semplice. «Servirà molto tempo, mesi di lavoro e di cure – ammette Alessandro Parducci – ma la fase critica Alessio l’ha superata. A Cisanello abbiamo vissuto 44 giorni in cui siamo stati tutti sospesi tra paure e speranze ogni giorno, ma a tutto il personale della Rianimazione così come del pronto soccorso va il ringraziamento più sincero della nostra famiglia. Così come ci teniamo a ringraziare coloro che per primi hanno soccorso Alessio dopo l’incidente e il pronto soccorso del Versilia: tutti hanno curato nostro figlio quando noi potevamo solo stargli accanto e sperare, mostrando nei nostri confronti un’empatia davvero rara. Non ci siamo mai sentiti soli in quei giorni così difficili».
La riabilitazione
Alessio ora dovrà intraprendere un lungo percorso «per rimettersi completamente in sesto, anche a livello muscolare essendo rimasto tanto tempo fermo a letto – racconta il padre – ma il peggio è passato. Non ha avuto danni permanenti: non ha memoria dell’incidente, ma è tornato Alessio. E nonostante gli acciacchi, siamo davvero felici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=eef1f6a)