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Versilia

Il lutto

Lido di Camaiore, addio a Massimo Landini: imprenditore illuminato ed ex presidente rossoblù

di Massimo Guidi

	Massimo Landini, aveva 82 anni, qui in una simpatica iniziativa natalizia 
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Massimo Landini, aveva 82 anni, qui in una simpatica iniziativa natalizia 

Aveva 82 anni, festeggiati nel gennaio scorso e fino a poco tempo fa lo potevi comunque trovare all’hotel Siesta, l’ultima sua creatura, che gestiva fino dal 2003 con i figli e l’inseparabile moglie Anna

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LIDO DI CAMAIORE. Un imprenditore visionario. Sì, forse è la definizione che calza più a pennello per descrivere Massimo Landini che se n’è andato in silenzio, nel pomeriggio di ieri (28 settembre), circondato dall’affetto della inseparabile moglie Anna, compagna di una vita, e dai figli Massimiliano e Cristiana.

Imprenditore illuminato 

Con la morte di Landini Lido di Camaiore e più in generale la Versilia perde uno degli imprenditori più illuminati del settore alberghiero. Un visionario, come detto, perché non stava mai fermo a cullarsi sugli allori dei suoi successi ma cercava di interpretare per poi realizzare quelle che erano le richieste di un mercato in continua evoluzione. Anche quando un brutto incidente con la moto - si era temuto che dovessero amputargli una gamba - lo aveva tenuto inattivo per un po’ di tempo, non aveva mancato di far arrivare il suo sostegno ai collaboratori attraverso la sua Anna, donna vulcanica e sempre pronta alla battuta, che si integrava perfettamente con il più pacato Massimo. Che - attenzione - quando c’era da intervenire non le mandava certo a dire.Aveva 82 anni festeggiati nel gennaio scorso e fino a poco tempo fa lo potevi comunque trovare all’hotel Siesta, l’ultima sua creatura, che gestiva fino dal 2003 con i figli.

La sua storia 

La sua storia d’amore con Lido di Camaiore nasce all’inizio degli anni Settanta del secolo sorso. Partito dalla natia Lamporecchio, aveva lavorato nella ristorazione a Francoforte e Londra, tappe che gli erano servite anche per apprendere sia il tedesco che l’inglese ma anche il francese, lingue che nel corso degli anni gli erano poi servite per tenere rapporti con i turisti stranieri. La sua prima esperienza al Lido è al Park Hotel, dove in breve tempo grazie alla sua professionalità ricopre il ruolo di direttore di sala. Ma non si accontenta, chi lo ha conosciuto da vicino sa perfettamente che non è il tipo. Nel 1972 prende in gestione l’Alba sul Mare sul lungomare Pistelli, proprio davanti al bagno Amore di Gino Cai con il quale nei momenti liberi ingaggia furibonde partite a briscola e tresette. L’Alba sul mare diventa uno degli hotel simbolo della zona perché Massimo ha capito che non si può, non ci si deve accontentare dei canonici quattro mesi estivi. E quindi diventa uno dei primi ad allungare la stagione fino a quando ci sono richieste.Ma il suo capolavoro lo raggiunge forse nel 1982 quando in società con altri imprenditori della zona apre l’Happy Days Pub sul viale Colombo. Uno dei primi pub all’inglese della nostra zona che in breve diventa un locale cult della Versilia e non solo, dove anche nelle piovose serate invernali di inizio settimana diventa un impresa trovare un posto a sedere. Terminata l’esperienza con l’Happy Days, proverà a replicarla molti anni dopo ma senza il successo sperato, gestisce sempre a Lido prima l’hotel Piccolo Mondo in via Manfredi e poi come detto l’hotel Siesta sul viale Bernardini.

Lo sport e i funerali

Appassionato di sport (e di calcio in particolare) tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta era stato presidente della squadra di calcio del Camaiore. Come detto lascia la moglie Anna e i figli Cristiana e Massimiliano, ex calciatore di Lido di Camaiore e Viareggio, ed i nipoti Lorenzo, Sara, Gemma e Gabriele ai quali era molto affezionato.Per espressa volontà della famiglia le esequie saranno celebrate in forma privata. Alla famiglia giungano le condoglianze della nostra redazione. 
 

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