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Benzina e diesel, in Toscana "assalto" ai distributori scontati: scorte terminate in alcune stazioni

di Claudia Guarino

	La fila di mezzi il 28 settembre davanti al distributore Enilive in via Firenze a Livorno (foto Stick)
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La fila di mezzi il 28 settembre davanti al distributore Enilive in via Firenze a Livorno (foto Stick)

A Livorno lunghe attese fin dal primo mattino nelle stazioni Eni. Gli automobilisti: «Non si può andare in giro a piedi». I benzinai: «Bene che il costo diminuisca a monte»

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LIVORNO. Oggi vedere la benzina sotto la soglia psicologica dei due euro al litro pare quasi una conquista. Ma sei mesi fa (e già si parlava di balzello) nello stesso distributore di carburante della stessa città (Livorno) un litro di verde era messo a 1,769 anziché a 1,990 come oggi. E chi ieri era in coda ai distributori Eni (e poi anche a quelli Ip) lo sa bene. «Ma che bisogna fare? – ha detto un automobilista – non possiamo mica andare in giro a piedi». Ecco, dunque, che in tutta la Toscana è partita la corsa all’erogatore col calmiere nella speranza che, prima o poi, il prezzo di benzina e gasolio cominci a scendere per davvero.

L’effetto Eni

Nel frattempo ieri mattina ai distributori è scattato l’effetto Eni. Con code di fronte agli impianti in cui il prezzo è stato fissato a 1, 99 per la benzina e a 2, 19 per il diesel. È successo anche a Livorno e provincia dove i benzinai hanno cominciato a vedere un certo caos fin dalle prime ore del giorno. «È dalle 8, 30 che è così», ha spiegato il benzinaio di un distributore Enilive di Livorno indicando la fila di veicoli all’ingresso dell’impianto. Ci sono furgoni da lavoro, auto private, autocisterne e scooter. Tutti lì per sfruttare quello zero virgola in meno su prezzi ormai schizzati alle stelle. «Per il momento il carburante c’è», ha assicurato l’addetto al rifornimento. Anche perché a Livorno città di impianti collegati ad Eni ed Enilive ce ne sono otto, alcuni dei quali molto vicini tra loro.

Sold out

È nel resto della provincia, caso mai, che molti distributori hanno registrato il tutto esaurito. Tra Cecina centro e la frazione di San Pietro in Palazzi, per esempio, il cartello “benzina verde esaurita” è apparso già dalla tarda mattinata. E così è stato anche in altri impianti del territorio. A Livorno città, d’altra parte, l’afflusso ai distributori degli altri marchi è stato più contenuto. «Per il momento è tutto tranquillo – ha spiegato ieri mattina il gestore di un distributore Ip – vediamo nel tardo pomeriggio che succederà». Perché anche il gruppo azero Socar ha deciso di adeguare le sue stazioni di rifornimento ai prezzi Eni fissando, appunto, il prezzo della benzina a 1, 99 euro e quello del gasolio a 2, 19 euro. «Il valore del prezzo verrà stabilito in base alle diverse esigenze – così Socar – per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori. Verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori». Nei distributori Esso di Livorno ieri mattina il prezzo della benzina stava intorno a 2,089 euro per litro e quello del gasolio a 2,328. Qualche altro esempio sparso: alla Q8 benzina a 2,099 e gasolio a 2,359; alla Tamoil verde a 2,099 e diesel a 2,339; alla Shell benzina a 2,139 e gasolio a 2,379. E via discorrendo.

Il gestore

In tutto questo i benzinai altro non possono fare se non attendere le decisioni dei colossi del petrolio e dei clienti sperando, anche loro, nell’avvento di tempi migliori. «Chi gestisce un impianto di carburante – ha spiegato Luciano Zagaglia, presidente provinciale Faib Confesercenti Livorno – non dispone dei margini economici necessari per sostenere direttamente interventi di questa portata. Per questo guardiamo positivamente all’iniziativa di Eni se e solo se il costo viene assunto a monte e non scaricato sulla rete di distribuzione». Tuttavia, sempre secondo Faib Confesercenti, «la decisione di Eni dimostra che esistono spazi per intervenire sul prezzo finale di benzina e gasolio senza comprimere il margine dei gestori». E anche il cliente livornese, pur nel generalizzato contesto di aumenti, alla fine dei conti sembra apprezzare l’esiguo calo del prezzo proposto da Eni.

Tanto da essere disposto a mettersi in coda fin dalla prima mattina pur di risparmiare qualcosina sul pieno. Gli automobilisti, insomma, aspettano pazienti il loro turno per il rifornimento. Gomito fuori dal finestrino e mano al portafoglio.


 

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