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L'indagine

Viareggio, travolta e uccisa in bici: in carcere muratore di 37 anni – Video e testimoni: così gli inquirenti sono arrivati a lui

di Gabriele Buffoni

	Il furgone (foto dal Tg Versilia di 50 Canale) e la vittima, Linda Martinucci
Il furgone (foto dal Tg Versilia di 50 Canale) e la vittima, Linda Martinucci

Eseguito un fermo nei confronti del presunto autista del furgone. Denunciato un secondo muratore di 33 anni per omissione di soccorso: anche lui sarebbe stato sul veicolo

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VIAREGGIO. La svolta è arrivata nottetempo, dopo una giornata di indagini serrate e interrogatori senza sosta all’interno della caserma dei carabinieri della compagnia di Viareggio.

I militari hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Anatoli Covali, 37 anni. Uno dei tre uomini – tutti muratori moldavi che vivono e lavorano a Viareggio – portati in caserma per essere interrogati al momento dell’individuazione del furgone che intorno alle 3 del mattino di venerdì ha investito e ucciso Linda Martinucci, 46 anni. Veicolo che – oggi sotto sequestro insieme alla bicicletta con cui la donna stava tornando a casa, nel quartiere Varignano – ha poi proseguito la sua corsa facendo inizialmente perdere le proprie tracce. Per Covali si sono così aperte le porte del carcere di Pistoia. Il fermo è stato motivato (oltre che per la gravità del reato ipotizzato e per gli indizi raccolti) dal pericolo che l’uomo potesse fuggire.

Un altro dei tre muratori moldavi, di 33 anni, è stato poi denunciato a piede libero per omissione di soccorso. Nessuna accusa invece per il terzo connazionale, a lungo interrogato dai carabinieri ma, almeno per il momento, ritenuto estraneo ai fatti: l’uomo, secondo quanto ricostruito, si trovava nella stessa abitazione degli altri due all’arrivo dei militari, ma intento a dormire. Fin da subito considerato estraneo all’incidente anche il proprietario del furgone, rintracciato grazie al numero di targa riferito dai testimoni. Nessuno degli uomini, interrogati a lungo dai militari e dal pm Antonio Mariotti, ha però finora ammesso la propria responsabilità: su di loro pesano al momento solo gli indizi raccolti dagli investigatori.

A giorni la convalida

I carabinieri, dopo aver analizzato le testimonianze di chi ha assistito alla tragedia (particolarmente preziose quelle di due ragazze ventenni) e soprattutto dopo aver vagliato i filmati delle videocamere di sorveglianza della zona – non solo quelle che hanno ripreso lo scontro, avvenuto lungo la discesa del cavalcaferrovia Lombardi (tra la Torre Matilde e Largo Risorgimento) davanti al distributore Shell, ma anche quelle presenti lungo il percorso effettuato dal furgone prima e dopo l’incidente – sono arrivati a ritenere che fosse proprio il 37enne l’uomo alla guida del veicolo che ha investito Martinucci, trascinandola per diversi metri lungo la discesa, per poi accelerare e fuggire. Per questo le ipotesi di reato contestate all’indiziato sono quelle di omicidio stradale e fuga del conducente.

Da quando il provvedimento è stato eseguito, sono scattate le 48 ore a disposizione del pm per trasmettere gli atti al giudice per le indagini preliminari. Sarà poi il Gip (che avrà a disposizione ulteriori 48 ore) a fissare l’udienza di convalida per verificare la legittimità del fermo attuato e decidere se applicare una misura cautelare vera e propria (confermando, ad esempio, la custodia in carcere) o se rilasciare l’indiziato.

Disposta l’autopsia

Le indagini intanto proseguono a ritmo serrato. Al momento gli indizi raccolti dagli inquirenti hanno permesso ai carabinieri di fermare il 37enne e di arrivare a denunciare per omissione di soccorso il 33enne, ritenuto quindi il passeggero a bordo del furgone al momento dell’incidente. Dai filmati delle telecamere di videosorveglianza non sembrerebbe emergere la presenza di un terzo passeggero quando è avvenuto l’impatto che è costato la vita a Linda Martinucci: per questo il terzo uomo, trovato in compagnia degli altri due quando i carabinieri hanno rintracciato il furgone (non lontano da dove si è consumato il dramma), è tornato a casa dopo ore di interrogatorio senza alcuna accusa a suo carico. Tutti e tre gli uomini comunque, una volta portati in caserma, sono stati sottoposti all’alcol-test e a tutti gli abituali accertamenti effettuati in casi di incidenti stradali mortali.

Nel frattempo il pm Mariotti ha anche dato disposizione al medico legale Stefano Pierotti di eseguire l’autopsia: l’esame sul corpo di Linda Martinucci non è ancora stato programmato ma, presumibilmente, avverrà nei primi giorni della prossima settimana. Un accertamento necessario per stabilire le esatte cause della morte della 46enne in vista del probabile procedimento giudiziario che sarà aperto.

Il dramma sul cavalcavia

La città intanto è rimasta sconvolta dalla scomparsa di Linda Martinucci. La donna, poco prima delle 3 del mattino di venerdì, stava tornando a casa dove ad attenderla c’era la figlia Asia che proprio venerdì ha compiuto 20 anni. In tasca, al momento dell’incidente, aveva una lettera dedicata a lei, da donarle in occasione del compleanno.

Martinucci si trovava in bicicletta affiancata al suo attuale compagno con cui stava rincasando dopo una serata trascorsa nella zona del molo di Viareggio. A un certo punto il furgone condotto – secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri – dal 37enne moldavo avrebbe superato un’auto in modo azzardato per poi travolgere, nel tentativo di rientrare nella corsia di destra, la bici con in sella la 46enne. Un impatto devastante che non è però bastato affinché la corsa del mezzo si fermasse: il furgone ha infatti proseguito la sua corsa, trascinando per diversi metri la donna e poi allontanandosi. I testimoni presenti hanno però preso il numero di targa che hanno poi riferito ai carabinieri.

Vani i soccorsi alla 46enne, operaia in un calzaturificio della zona artigianale di Montramito: la donna è morta durante la corsa disperata in ospedale a bordo dell’ambulanza della Croce Verde di Viareggio. Lasciando nella disperazione più totale la figlia Asia (a cui la donna aveva fatto gli auguri di compleanno poche ore prima, poco dopo la mezzanotte, dedicandole il suo ultimo post sui social), i fratelli e una comunità intera, sconvolta dall’accaduto. La figlia, ieri, si è nuovamente sfogata sui social: «Come sei bella mami, mi manchi» ha scritto in un commento. Venerdì, invece, aveva dichiarato: «Ti hanno portata via da me, sei stata la mamma più buona del mondo».

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